In controtendenza con la notizia odierna, secondo la quale il 51% degli utenti italiani ricercherebbe notizie su medicina e salute attraverso Internet, arrivano i dati di una maxi-ricerca condotta presso l’Università di Leeds, in Inghilterra, che associa negativamente web e depressione.
[da Creafarma]
“La depressione si caratterizza da uno stato patologico con un umore triste e doloroso associato ad una riduzione dell’attività psicologica e fisica.
La depressione appartiene alle malattie dei nostri tempi, secondo l’OMS appartiene alle tre malattie che aggravano di più la qualità di vita della gente”.
Quest’ultima, infatti, potrebbe presentarsi più facilmente in quanti, tra giochi online, social network e chat , trascorrono gran parte della propria giornata connessi su Internet. A questo si assocerebbe il tanto dibattuto fenomeno dell’atteggiamento compulsivo nei confronti della Rete: questa, utilizzata come sostituzione dei rapporti reali, e vista, nell’1,2% dei casi, al pari di una droga.
Già, il web come una droga, con il rischio di riportare serie conseguenze all’apparato mentale. Perchè, come spiegano gli esperti ed autori dello studio di matrice inglese, ad una schiera di utenti che utilizzano la Rete per lavoro, oppure per fini puramente pratici, si oppone un gruppo di persone per le quali è davvero difficile calcolare il tempo trascorso “online”, in linea.
Tutto ciò, come detto, potrebbe tramutarsi più facilmente in problemi psichici: la tendenza a cadere in depressione sale, e passa da moderata a severa per questi “drogati” di Internet, rispetto a quanti, invece, vivono la realtà virtuale in maniera sicuramente più serena.
I ricercatori hanno accertato, tramite questa indagine capace di inglobare oltre 1.300 soggetti compresi tra i 16 ed i 51 anni, una relazione veritiera tra depressione ed uso smodato, ossessivo di Internet. “Ma ancora non sappiamo quale dei due problemi arrivi prima – spiega Catriona Morrison, prima autrice della ricerca – Quello che invece è chiaro è che per un piccolo sottogruppo di persone l’eccessivo utilizzo del web potrebbe essere una spia allarmante di una tendenza alla depressione”.
di Matteo Aldamonte

