Dieta MediterraneaCibarsi, ricaricare le pile con del buon cibo, è una necessità di qualsiasi essere vivente, fondamentale per l’esistenza. A variare sono, invece, le modalità con cui le diverse specie usano mangiare: l’uomo, considerata la più evoluta fra tutte, deve le sue abitudini a tavola a numerosi fattori determinanti, come la cultura, la psicologia, ma anche l’economia e l’ambiente sociale che ci circonda.

Tutti i fattori da prendere in esame vanno a determinare quella che, in caso positivo, è definita come Eunutrizione. Cos’è esattamente?

Eunutrizione
E’ importante sottolineare che vige un rapporto diretto tra i prodotti nutrienti assunti da un soggetto e quelli realmente utilizzati. Quando tra questi si raggiunge una situazione di complessivo equilibrio, si vivrà uno stato di benessere, e sarà possibile parlare, appunto, di Eunutrizione.

Purtroppo, diffusa in tutto il mondo - anche se in modalità diverse – è la casistica contraria all’equilibrio tanto sperato. Parliamo in questo caso di Malnutrizione.

Malnutrizione
Una volta individuato il rapporto prodotti nutrienti/utilizzati, è facile capire che lo scompenso tra questi, e quindi il disequilibrio, determina la Malnutrizione che tanto sentiamo nominata al giorno d’oggi.

Quest’ultima eventualità merita sicuramente una trattazione più ampia rispetto all’Enutrizione, la quale di per sè non presenta eccessivi problemi e dubbi. Al contrario, e come prima cosa, la Malnutrizione può far seguito a due casi: carenza di cibo, eccesso globale di cibo.

La prima situazione, ovvero la carenza di cibo, risponde a tutti quei paesi considerati poveri, dove le carenze nutrizionali sono legate in maniera specifica all’impossibilità vera e propria di procurarsi il cibo. A dire il vero, la malnutrizione può rispondere anche a carenze vitaminiche, facenti riferimento ad assenza di calcio, iodio o ferro.

Al contrario, l’abbondanza eccessiva di cibo è una triste realtà, ed ormai una peculiarità, dei paesi più ricchi, ai quali appartiene anche l’Italia. Tale situazione si manifesta in maniera palese, poichè i soggetti malnutriti - o troppo nutriti, potremmo anche dire - presentano squilibri metabolici che comportano, di conseguenza, malattie come ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, arteriosclerosi, diabete, gotta, ipertensione, complicanze vascolari, respiratorie ed osteoarticolari.

Conseguenza diffusa - ed altra situazione tristemente attuale - della manultrizione “eccessiva” è senza dubbio l’obesità. Eccone la definizione:

[da Salus.it]

L’obesità è una malattia complessa dovuta a fattori genetici, ambientali ed individuali con conseguente alterazione del bilancio energetico ed accumulo eccessivo di tessuto adiposo nell’organismo.

Capace di colpire sino ad un terzo della popolazione di un paese industrializzato, l’obesità è da considerarsi come la vera e propria epidemia del terzo millennio.

[da Salus.it] “L’obesità, in definitiva, costituisce un serio fattore di rischio per mortalità e morbilità, sia di per sé (complicanze cardiovascolari e respiratorie) sia per le patologie ad essa frequentemente associate quali diabete mellito, ipertensione arteriosa, iperlipidemia, calcolosi della colecisti, osteoartrosi”.

di Matteo Aldamonte


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