Sarebbero olio di cocco, latte e particelle d’oro i componenti di una nuova cura, studiata in California, mirata a combattere l’acne giovanile.
L’Università in oggetto è della California (sezione San Diego Jacobs School of Engineering), diretta dal professor Liangfang Zhang, e la cui ricerca è stata pubblicata sulla rivista specialistica “ACS Nano”.
Gli scienziati hanno spiegato come i tre elementi che compongono la nuova cura, abbiano ognuno un ruolo ben preciso nei confronti della pelle giovanile, che spesso è soggetto alla raccolta di ‘grassi’, responsabili principali dell’acne.
[da MyBestLife.com]
L’acne è uno dei disturbi cutanei più diffusi; colpisce soprattutto i giovani a cominciare dai 12-13 anni ma può presentarsi anche dai 30 anni in avanti. Questa dermatosi in molti casi tende a scomparire da sola dopo un certo numero di anni, però, se non curata, rischia di segnare la pelle con profonde cicatrici.Oltre questa temibile complicazione l’acne può provocare anche disturbi psicologici, soprattutto nei giovani, poiché colpisce in particolar modo la pelle del viso e quindi si può comprendere quanto sia importante intervenire con le cure precocemente.
Nello specifico, l’olio di cocco, che contiene acido laurico, in combinazione con il latte, depura la pelle dalle imperfezioni, favorendo una superficie liscia e gradevole al tatto.
Le nanoparticelle d’oro, invece, operano come ‘mezzo di consegna’. Lo studio californiano, infatti, ha fatto emergere come l’oro impedisca alle microcapsule di acido laurico di fondersi fra loro, le quali vengono tenute così separate una volta che la crema tocca la pelle.
Il risultato di questa combinazione, è una crema particolarmente efficace contro i brufoli e contro le impurità della pelle, e che evita, inoltre, effetti collaterali come arrossamenti e bruciore.
“L’acido laurico è un prodotto naturale le microcapsule sono già state approvate per uso clinico – ha commentato il dottor Zhang, responsabile dello studio – Servono ulteriori test sulla pelle umana, ma questo trattamento potrebbe davvero salvare dall’acne milioni di adolescenti”.
di Matteo Aldamonte







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