Campagne di sensibilizzazione, giornate mondiali, studi e ricerche. L’AIDS, la malattia del nuovo millennio, è una patologia che colpisce inesorabilmente milioni di persone in tutto il mondo, concentrandosi maggiormente in Africa, dove 45.000 sono state le vittime nel solo 2003, e dove oggi sono più di 600.000 gli affetti.

Sieropositivo, il nome di chi viene colpito da AIDS. In Europa, maggiormente in quella dell’Est, la malattia ha conosciuto un’evoluzione spaventosa negli ultimi quindici anni, passando da un centinaio di migliaio di persone nel 2005, all’abbondante milione odierno.

Il Virus HIV, altra comune denominazione della malattia, si concretizza attraverso un indebolimento graduale del sistema immunitario, che può condurre a febbre, sudorazione, tremori, allo sviluppo di tumori, ed alla morte, in mancanza di terapie, entro circa un anno.

Note sono le modalità di trasmissione del virus. Altrettanto note sono le campagne di sensibilizzazione all’uso del preservativo, poichè l’AIDS è trasmissibile sessualmente, attraverso il contatto fra le secrezioni sessuali di un partner infetto e le mucose genitali, la bocca o il retto dell’altro. Ma anche il sangue ed il parto, con la trasmissione in utero, sono considerate forme di importanza considerevole.

Ma l’aspetto più importante e triste del virus, sta nella cura: non esistono vaccini, non esistono modi per eliminare definitivamente l’AIDS. O almeno, questo diceva la medicina sino a qualche giorno fa.

Ma dalla Thailandia arrivano novità che avrebbero del rivoluzionario. La notizia arriva da Bangkok, dove ricercatori locali e statunitensi hanno sperimento un vaccino che si starebbe rivelando efficace, almeno in un terzo dei casi presi in considerazione.

Il ritrovato è il risultato di una fusione tra due precedenti vaccini sotto sperimentazione, ed è stato utilizzato su 16mila volontari, nella provincia di Bangkok. O almeno, a metà di loro; poichè all’altra metà è stata data una sostanza placebo.

Poi, ad entrambi le categorie sono stati indicati gli stessi consigli e metodi di prevenzione. Come si sperava, le chance di contrarre HIV negli 8mila volontari che avevano ricevuto il vaccino si è rivelata  minore del 31,2% rispetto a quelli a cui era stato sottoposto il placebo.

“Si tratta di un risultato incoraggiante – è stato il commento di Richard Horton, direttore della rivista medica Lancet – “Dobbiamo essere cauti ma speranzosi. La scoperta necessita di immediata moltiplicazione e ulteriore ricerca”.

Raggiante e fiducioso anche Jerome Kim del programma di ricerca sul vaccino per l’Aids dell’esercito americano, che ha dichiarato: “E’ un progresso importante, e alimenta le speranze che a breve potremo arrivare a un vaccino per l’Hiv”.

di Matteo Aldamonte


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