E’ di qualche giorno fa la ricerca proveniente dal Regno Unito, secondo la quale il cervello umano avrebbe raggiunto la sua massima estensione in termini di ramificazioni celebrali. Impossibile quindi divenire più intelligenti di quanto la razza umana sia già riuscita a fare.

Ma questo non toglie al cervello la possibilità di restringersi, come “punizione” per uno stile di vita inadatto: basterebbero dieci anni di cattive abitudini, come fumo e alimentazione malsana, per portare alla prematura comparsa di problemi cognitivi.

A sostenerlo è uno studio che compare oggi su Neurology, la rivista dell’American Academy of Neorology, dove si legge che esiste un collegamento tra le diminuzioni di volume del cervello e la comparsa di lesioni a livello vascolare, che influenzano la capacità di pianificare e prendere decisioni. Ad aggravare la situazione sarebbero inoltre abitudini e sintomi come il fumo, la pressione alta, il diabete e il sovrappeso.

Charles De Carli, coordinatore della ricerca, spiega commenta: “I nostri risultati forniscono la prova che identificare presto questi fattori di rischio in persone di mezza età può essere utile per uno screening dei soggetti a rischio demenza e per incoraggiarle ad applicare dei cambiamenti al loro stile di vita prima che sia tardi”.

Sono state oltre 1.300 le persone coinvolte nello studio, tutte sane a livello cognitivo e con un’età media di 54 anni, alle quali sono stati misurati la circonferenza della vita, l’indice di massa corporea, la pressione sanguigna. Tutti hanno poi sostenuto esami sul colesterolo e il diabete.

Monitorati nel corso di un decennio, i volontari con le peggiori abitudini hanno palesato un peggioramento delle funzioni cognitive paragonabile a quello che si registra in persone tra i 5 e gli 8 anni più anziane rispetto all’età dei partecipanti.

Nello specifico, fumatori e persone affette da diabete hanno presentato al termine della ricerca problemi all’ippocamo, centrale della memoria all’interno del nostro cervello.

Il rimedio, secondo i ricercatori, è comunque alla portata di tutti: fare sport. Gli effetti benefici dell’attività fisica sulla salute del cervello sono noti e tra l’altro risultano confermati da un articolo apparso sul Journal of applied physiology che ha preso in considerazione oltre 100 studi recenti svolti sugli animali e sull’uomo.

di Matteo Aldamonte


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