Non era così antica la notizia secondo la quale le fibre aiutassero il corpo umano a combattere malattie cardiache e alcune tipologie di cancro. Altre buone nuove giungono, tuttavia, sempre dall’ambito medico, riguardanti le stesse fibre: secondo alcuni dati odierni, le stesse rafforzerebbero il sistema immunitario, diminuendo la possibilità di contrarre malattie infiammatorie, quali asma e diabete (tipo-1).

Crusca, verdure di vario genere e alimenti minimamente trattati, secondo la ricerca, sarebbero di grande aiuto, quindi, per il nostro organismo.

Lo ha rilevato un equipe di ricercatori, guidata da Charles MacKay, ed operante all’interno dell’Istituto Garvan di ricerca medica di Sydney, con pubblicazione sulla rivista medica “Nature“.

Secondo gli stessi, tra fibre e corpo umano ci sarebbe un rapporto di protezione indiretto: non sono solamente gli organi appartenenti all’apparato digerente ad essere protetti da crusca ed affini. Vi sarebbe, come detto, un’influenza di carattere indiretto.

A spiegare meglio il tutto è lo stesso prof. MacKay, il quale parla di “un legame molecolare fra nutrizione, flora batterica intestinale e risposte immunitarie, il che spiegherebbe la rapida diffusione di malattie infiammatorie come asma, allergie, artrite reumatica e diabete”.

Si è aggiunto, con questa importante scoperta medica, il tassello mancante a quello che rappresentava, almeno sino ad oggi, un sentore per gli esperti della ricerca: stiamo parlando del legame tra i cosiddetti “acidi grassi a catena corta”, e alcune cellule immunitarie presenti nell’uomo.

Un legame, questo, esistente e certificato dagli studi, ma non compreso a fondo nei suoi effetti. Almeno sino ad oggi, con MacKay e la sua squadra in prima linea, con quest’analisi condotta, al momento, tuttavia, solo su alcune cavie da laboratorio.

Eppure, in Australia sono sicuri di come anche l’uomo ed il suo organismo possano rispondere positivamente a questo tipo di stimolazione, passante proprio per l’assunzione di fibre, come crusca, verdura, e quant’altro.

”Se gli stessi processi operano anche sull’uomo - assicura nuovamente il professor MacKay - si apriranno nuove strade alla ricerca sulle malattie autoimmuni come asma, diabete tipo 1 e artrite reumatica”.

di Matteo Aldamonte


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