Arriva dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, in collaborazione con l’Istituto di Neurobiologia del CNR, l’Universita’ di Roma Tor Vergata, le Fondazioni EBRI e G.B. Bietti, e con la supervisione del Premio Nobel, Rita Levi Montalcini, la nuova importante scoperta della scienza italiana.
I ricercatori del Belpaese, infatti, ha reso noto di aver dato vita ad uno speciale collirio in grado di rappresentare la cura giusta al glaucoma, considerato il principale responsabile della cecità in quelli che sono considerati oggi come Paesi industrializzati.
Innanzitutto, è necessario chiarire cosa sia con esattezza il glaucoma. Eccone la definizione esatta:
[da Vedo.net]
“Glaucoma è un termine medico utilizzato per indicare malattie oculari che danneggiano il nervo ottico, cioè la connessione tra l’occhio e i centri nervosi cerebrali dove devono arrivare le informazioni visive. La causa del danno al nervo ottico consiste principalmente nell’aumento della pressione interna dell’occhio (o bulbo) che provoca schiacciamento e cattiva irrorazione sanguigna del nervo ottico stesso.
La pressione interna dell’occhio aumenta perché il liquido chiamato umore acqueo, che è prodotto in continuazione all’interno del bulbo incontra una anomala difficoltà a defluire verso l’esterno attraverso le normali vie anatomiche predisposte. I dati statistici indicano tra 10 e 21 mm Hg i valori “normali” di pressione intraoculare, ma le eccezioni non sono rare.
Il danno al nervo ottico, se non diagnosticato e curato comporta in definitiva una riduzione permanente della vista, ma oggi le terapie mediche, parachirurgiche e chirurgiche consentono un buon controllo della malattia, soprattutto se la diagnosi viene fatta non appena si avvertono i primi segnali. Ecco perché dopo i quaranta anni è utile un controllo oculistico accurato”.
La caratteristica di questa malattia è che essa è definibile quasi come “asintomatica”, poichè i sintomi si manifestano palesemente solo quando lo stato è già avanzato, ed il danno al nervo ottico non permette più una corretta elaborazione delle immagini.
Per combattere e curare questa pericolosa malattia, come visto, ha lavorato in maniera esemplare la scienza italiana, la cui ricerca è stata pubblicata recentemente sulla prestigiosa rivista dell’Accademia Americana delle Scienze, Proceedings of the National Academy of Sciences of the USA (PNAS).
Lo studio è stato condotto dapprima su animali, e poi su tre pazienti affetti da glaucoma avanzato. Risultato? La somministrazione in gocce del Fattore di Crescita Nervoso sul nucleo oculare, scoperto negli anni ’50 da Rita Levi Montalcini, previene e migliora i danni provocati alla retina dal glaucoma.
Ma cos’è il Fattore di Crescita Nervoso? Stiamo parlando di una neutrofina, avente poteri rigenerativi sul sistema nervoso centrale e periferico. Proprio tale fattore, qualora venisse approvata la sua produzione e somministrazione fissa per la cura del glaucoma, potrà essere utilizzato nella trattazione clinica del glaucoma, portando grandi benefici ai pazienti.
Gli stessi benefici di cui hanno “goduto” le tre persone che si sono rese disponibili alla sperimentazione: su di loro sono stati evidenziati effetti duraturi sulle funzioni del nervo ottico, con potenziamento del campo visivo e della vista.
Si sta lavorando, ora, sulle modalità di somministrazione dell’NGF. Utilizzato anche per la trattazione di malattie come il Parkinson e l’Alzheimer, esso veniva utilizzato attraverso l’iniezione transcranica; ma studi successivi hanno dimostrato che una somministrazione meno invasiva, attraverso la superficie oculare o la mucosa nasale, genererebbe comunque benefici.
di Matteo Aldamonte
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
“Glaucoma è un termine medico utilizzato per indicare malattie oculari che danneggiano il nervo ottico, cioè la connessione tra l’occhio e i centri nervosi cerebrali dove devono arrivare le informazioni visive……