Quello attuale, dividendoci tra Virus H1N1, influenza stagionale ed acciacchi quotidiani, è un periodo in cui le tematiche legate al benessere, alla salute del nostro organismo, stanno riguardando in maniera accentuata le cronache odierne, portandosi al centro dell’attenzione.

A Milano, ha preso il via solo ieri un’interessante “tre giorni”, che vuole focalizzare le sue attenzioni proprio su salute, benessere e medicina. Il nome dell’evento è “Milano Focus Salute”, ed ha appunto portato l’attenzione su tematiche di prim’ordine, quali le malattie sessualmente trasmissibili.

Già, perchè se queste ultime, e le discussioni ad esse legate, possono rappresentare, per quanti leggono o ascoltano le svariate campagne di prevenzione, un’argomentazione ormai “passata di moda”, a ridare importanza al tutto sono stati gli ospiti presenti.

Nomi di primo livello, provenienti dall’universo della medicina italiana:  Giampaolo Landi di Chiavenna, e il premio Nobel per la medicina e presidente dell’associazione mondiale per la ricerca e la prevenzione dell’Aids, Luc Montagnier.

Dalla discussione è emerso come proprio la città di Milano, scenario dell’incontro, dovrebbe attuare una politica informativa molto più efficace in merito alla diffusione dell’HIV, soprattutto coinvolgendo i giovanissimi, entrando direttamente negli istituti scolastici.

La mancanza di un lavoro come questo, ha comportato il generarsi di dati abbastanza significativi: Milano, come New York, detiene il triste primato di contagi giornalieri, pari a due. Questo è da legarsi, si, ad un’inadeguata campagna informativa, ma anche all’eccessiva “spensieratezza” nell’avere rapporti sessuali.

In tal senso, proprio ieri, nell’ambito del “Milano Focus Salute”, è stato premiato un nuovo spot, mirato proprio ad innalzare il livello conoscitivo nelle scuole, attorno alla tematica dell’HIV e delle malattie generalmente trasmissibili attraverso l’amplesso.

“Se da una parte i progressi ottenuti grazie all’isolamento del virus dell’Aids e alla clonazione dei suoi geni hanno permesso in un tempo relativamente breve di sviluppare tecniche di identificazione e farmaci capaci di bloccarlo dall’altra parte – ha spiegato il premio Nobel, Luc Montagnier - manca a tutt’oggi una chiara prospettiva sui tempi e sulle reali possibilità di sviluppare un vaccino profilattico capace di bloccare il virus al momento del contagio”.

di Matteo Aldamonte


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