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	<title>Ciak! Medicina &#187; Biologia</title>
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	<description>News e Informazioni su Medicina, Ricerca, Salute e Chirurgia</description>
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		<title>Partono in Italia le prime sperimentazioni del vaccino contro l&#8217;Alzheimer</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 18:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prenderà via nelle prossime settimane, nel nostro paese, la sperimentazione dell&#8217;ultima scoperta scientifica in tema di Alzheimer: un vaccino, che aiuterà i medici, in caso di riscontri positivi, a combattere una malattia che affligge più di 26 milioni di persone del mondo, ed oltre 500mila solo in Italia. La scoperta non permetterà, tuttavia, l&#8217;eliminazione totale [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/partono-in-italia-le-prime-sperimentazioni-del-vaccino-contro-lalzheimer-517/">Partono in Italia le prime sperimentazioni del vaccino contro l&#8217;Alzheimer</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Prenderà via nelle prossime settimane, nel nostro paese, la sperimentazione dell&#8217;ultima scoperta scientifica in tema di <strong><a href="http://www.ciakmedicina.com/alzheimer-e-melatonina-26/" target="_blank">Alzheimer</a></strong>: un <strong>vaccino</strong>, che aiuterà i medici, in caso di riscontri positivi, a combattere una malattia che affligge più di 26 milioni di persone del mondo, ed oltre 500mila solo in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La scoperta non permetterà, tuttavia, l&#8217;eliminazione totale della malattia, ma ne rallenterebbe sensibile la diffusione. Il nome è <strong>AD02</strong>, ed arriva nell&#8217;universo medico italiano dopo un lavoro portato avanti in cooperazione con il laboratorio britannico <a href="http://www.gsk.it/" target="_blank">GlaxoSmithKline</a>.<span id="more-517"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Come agisce, nello specifico, il vaccino? Esso sarebbe in grado di creare gli anticorpi in grado di levare le <strong>placche di sostanza beta-amiloide</strong>, caratteristiche del morbo di Alzheimer.  Tutto questo, in ogni caso, dovrà passare attraverso una somministrazione preventiva, perché i danni alla memoria che seguono potrebbero essere irreversibili.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; intrinseca, quindi, la necessità assoluta di individuare la malattia sin dal primissimo stadio, in modo tale da poter intervenire con il vaccino AD02, ed ottenere, come spiega <strong>Elio Scarpini</strong>, neurologo dell’Università di Milano,<em> &#8220;i migliori risultati possibili&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Il vaccino sarà sia preventivo che terapeutico</em> &#8211; spiega lo stesso Scarpini &#8211; <em>è già su modello animale, topi e scimmie per la precisione, ha dimostrato di ridurre in maniera significativa le placche senili che si formano nel cervello e che sono la base della malattia di  Alzheimer&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non solo il nostro paese, infine, avvierà la sperimentazione. Tra i paesi prendenti parte al progetto, infatti, vi sono Austria, Germania, Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Croazia.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/partono-in-italia-le-prime-sperimentazioni-del-vaccino-contro-lalzheimer-517/">Partono in Italia le prime sperimentazioni del vaccino contro l&#8217;Alzheimer</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Contro l&#8217;allergia primaverile, ecco i probiotici</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 19:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uno studio portato avanti dall&#8217;Institute of Food Research di Norwich, in Inghilterra, a rivelarlo: le classiche allergie primaverili, che colpiscono moltissime persone in ogni parte del globo, potranno essere placate e curate grazie ai probiotici. Probiotici? Si, e prima di proseguire, vediamo meglio di cosa stiamo parlando, attraverso la seguente definizione: [da Wikipedia] I [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/contro-lallergia-primaverile-ecco-i-probiotici-480/">Contro l&#8217;allergia primaverile, ecco i probiotici</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; uno studio portato avanti dall&#8217;Institute of Food Research di Norwich, in Inghilterra, a rivelarlo: le classiche <strong>allergie</strong> primaverili, che colpiscono moltissime persone in ogni parte del globo, potranno essere placate e curate grazie ai <strong>probiotici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Probiotici? Si, e prima di proseguire, vediamo meglio di cosa stiamo parlando, attraverso la seguente <strong>definizione</strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">[da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Probiotico" target="_blank">Wikipedia</a>]<br />
I probiotici sono definiti come «supplementi alimentari microbici vivi, che influenzano favorevolmente la salute dell’ospite, migliorandone l’equilibrio microbico intestinale». Svolgono insomma funzione diametralmente opposta agli antibiotici.<span id="more-480"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La comunità batterica residente nel tratto gastrointestinale umano ha un importante impatto sulle funzionalità gastrointestinali e in generale sulla salute dell’ospite.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, sia condizioni patologiche, come diarrea, ma anche stress, variazioni della dieta, assunzione di antibiotici, che alterazioni fisiologiche dell’intestino, possono avere effetti considerevoli sull’integrità della flora batterica intestinale.</p>
<p style="text-align: justify;">La deplezione (perdita quantitativa) del normale microbiota ha effetti negativi sul benessere dell’ospite e spesso può essere associato ad un’aumentata suscettibilità alle infezioni batteriche. Per superare i problemi associati alla fluttuazione della microflora e, in generale, per migliorare la salute dell’ospite, vengono proposte due strategie principali per modulare il microbiota dell’ospite:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>la somministrazione orale di preparazioni microbiche vive, dette probiotici;</li>
<li>l’assunzione con la dieta di prebiotici (oligosaccaridi non digeribili che hanno un effetto stimolatorio sul microbiota dell’ospite).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">I batteri più usati in preparati probiotici appartengono ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus. Tuttavia sono utilizzati anche microrganismi appartenenti ai generi Streptococcus, Leuconostoc, Pediococcus, Propionibacterium e Bacillus.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe positiva, infatti, la reazione che i fermenti lattici probiotici hanno nei confronti dei <strong>pollini</strong>. Un ragionamento, questo, legato all&#8217;analisi medica, secondo la quale il principio di partenza dell&#8217;allergia sarebbe legato ad insufficienze da parte della <strong>flora batterica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, condotto dal professor Claudio Nicoletti, è stato portato avanti su <strong>due gruppi </strong>di persone allergiche. Ad uno è stato poi fatto bere del latte contenente una buona dose di fermenti lattici probiotici, mentre al secondo del semplice placebo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il responso ha denotato una diminuzione degli anticorpi IgE, segnalatori di allergie, nel primo gruppo. <em>&#8220;lo studio, il primo condotto sull&#8217;uomo, mette in evidenza come l&#8217;assunzione quotidiana di specifici fermenti lattici probiotici possa modificare le risposte del sistema immunitario al contatto con i pollini&#8221;,</em> ha commentato <strong>Nicoletti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/contro-lallergia-primaverile-ecco-i-probiotici-480/">Contro l&#8217;allergia primaverile, ecco i probiotici</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>La lotta al tumore passa per le nanoparticelle &#8216;armate&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 17:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continua con forza e vigore la lotta della medicina internazionale contro i tumori: la nuova introduzione, passa per &#8216;nanoparticelle armate&#8217;, ovvero provviste di un&#8217;arma genetica in grado di combattere i tumori. Iniettate nell&#8217;organismo dei pazienti malati, raggiungono la zona affetta da cancro, e qui &#8216;sganciano&#8217; la propria sostanza per combattere il tumore dall&#8217;interno. Ad aver [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/la-lotta-al-tumore-passa-per-le-nanoparticelle-armate-465/">La lotta al tumore passa per le nanoparticelle &#8216;armate&#8217;</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Continua con forza e vigore la lotta della medicina internazionale contro i tumori: la nuova introduzione, passa per <strong>&#8216;nanoparticelle armate&#8217;</strong>, ovvero provviste di <strong>un&#8217;arma genetica</strong> in grado di combattere i tumori. Iniettate nell&#8217;organismo dei pazienti malati, raggiungono la zona affetta da cancro, e qui &#8216;sganciano&#8217; la propria sostanza per combattere il tumore dall&#8217;interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aver introdotto l&#8217;importante innovazione, è stato il Caltech, California Institute of Technology di Pasadena, nell&#8217;ambito di un&#8217;importante ricerca portata avanti dai primari dell&#8217;istituto, ed i cui risultati sono stati anticipati dalla rivista specialistica &#8216;Nature&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esito è stato soddisfacente: le nanoparticelle hanno rappresentato un <strong>veicolo sicuro ed affidabile</strong> per combattere il cancro, ottenendo effetti terapeutici salutari sin dalle prime battute. Tutto ciò, grazie al lavoro di un piccolo Rna ad interferenza, denominato <strong>l&#8217;iRna</strong>.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>[da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/RNA_interference" target="_blank">Wikipedia</a>]</em><br />
La RNA interference (dall&#8217;inglese interferenza dell&#8217;RNA, abbreviata comunemente come RNAi) è un meccanismo mediante il quale alcuni frammenti di RNA a doppio filamento sono in grado di interferire (e spegnere) l&#8217;espressione genica.</p>
<p style="text-align: justify;">La RNAi è distinta da altri fenomeni di silenziamento genetico, dal momento che in Caenorhabditis elegans è stata osservata essere in grado di diffondere da cellula a cellula e di essere ereditabile. Ciò è stato osservato anche nelle piante, oltre che nei mammiferi ma, nell&#8217;ultimo caso con meno efficienza, e solo nei primi stadi dello sviluppo embrionale.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Esso ha il &#8216;potere&#8217; di interferire con l&#8217;attività del gene responsabile della malattia, impedendogli di sintetizzare la proteina che dovrebbe codificare, mettendolo così a tacere. Questo, tramite un vero e proprio &#8216;<strong>bombardamento</strong>&#8216;, legato ad una semplice iniezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un passo importantissimo, dopo la scoperta della possibilità di interferire, da parte della medicina, nell&#8217;Rna, che valse a Andrew Fire e Craig Mello il premio<strong> Nobel per la Medicina</strong> nel 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi si arriva a parlare di iRna, e le potenzialità sono davvero numerose. Certo, per avere dati sicuri sull&#8217;efficacia terapeutica delle nanoparticelle, è ancora presto poichè la sperimentazione è in quella che viene definita &#8216;<strong>fase uno</strong>&#8216;. Ma le componenti per un futuro utilizzo clinico delle nanoparticelle ci sono tutte.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/la-lotta-al-tumore-passa-per-le-nanoparticelle-armate-465/">La lotta al tumore passa per le nanoparticelle &#8216;armate&#8217;</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Alzheimer e melatonina</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 12:32:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In rete da una settimanta si sta diffondendo la notizia che è apparsa anche su molti giornali &#8220;5 caffè al giorno aiutano a contrastare l&#8217;Alzheimer&#8221; ed è per questo che abbiamo deciso di approfondire meglio ed indagare e ci siamo andati a leggere il paper relativo a questa ricerca in modo da poter spiegare meglio [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/alzheimer-e-melatonina-26/">Alzheimer e melatonina</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In rete da una settimanta si sta diffondendo la notizia che è apparsa anche su molti giornali <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;ei=X99VSs_KOKOOnQO34vjdCQ&amp;sa=X&amp;oi=spell&amp;resnum=0&amp;ct=result&amp;cd=1&amp;q=5+caffè+alzheimer&amp;spell=1" target="_blank">&#8220;5 caffè al giorno aiutano a contrastare l&#8217;Alzheimer&#8221;</a> ed è per questo che abbiamo deciso di approfondire meglio ed indagare e ci siamo andati a leggere il <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19538338?ordinalpos=1&amp;itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_DefaultReportPanel.Pubmed_RVDocSum" target="_blank">paper relativo a questa ricerca</a> in modo da poter spiegare meglio quali siano i reali punti di forza dello studio.</p>
<p>Partiamo con una piccola introduzione all&#8217;Alzheimer per poi andare a vedere che forse il fattore più importante della ricerca <strong>è la melatonina e non il caffè</strong> !</p>
<p>L’Alzheimer è la forma più frequente di demenza senile e presenile largamente diffusa nella popolazione. La maggior parte dei casi sono sporadici con un’incidenza del 6-10% oltre i 65 anni e del 20% oltre gli 80 (con prevalenza in continuo aumento in rapporto all’invecchiamento della popolazione). Il quadro clinico e caratterizzato dalla progressiva perdita della memoria e  dell’orientamento spazio temporale, da disturbi comportamentali e da deficit cognitivi sempre più gravi causati dalla perdita dei neuroni.<span id="more-26"></span></p>
<p>Un importante studio, eseguito nella <a href="http://med.fsu.edu/" target="_blank">Florida State University College of Medicine</a>, ha indagato l’effetto della melatonina in topi transgenici Tg modello di studio per l’Alzheimer.</p>
<p>La <strong>melatonina </strong>è un neuro-ormone che, <a href="http://books.google.com/books?q=melatonina&amp;btnG=Search+Books" target="_blank">come riportato in letteratura scientifica</a>, ha importanti proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e limita l’aggregazione del βamiloidi sia in vitro che in modelli animali. La formazione delle placche amiloidi è una delle più importanti modificazioni istologiche associate all’alzheimer.</p>
<p>I ricercatori hanno osservato che la<strong> somministrazione di melatonina </strong>(100 mg/L) nell’acqua da bere dei topi transgenici Tg hanno un decadimento cognitivo più lento rispetto ai topi Tg di controllo a cui non è somministrata la melatonina.</p>
<p>Inoltre la deposizione delle <strong>placche βamiloidi</strong> è notevolmente ridotta <a title="Ippocampo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ippocampo_(anatomia)" target="_blank">nell’ippocampo</a> e nella corteccia entorinale.</p>
<p>Dato il ruolo fondamentale dell’infiammazione nella progressione dell’Alzheimer, i ricercatori hanno misurato la quantità della citochina  pro-infiammatoria TNF alpha nell’ippocampo, che risulta diminuita nei topi trattati con melatonina.</p>
<p>La melatonina potrebbe essere somministrata in modo complementare alle terapie farmacologiche, ad oggi conosciute, che sono solo in grado di rallentare la progressione dell&#8217;Alzheimer.</p>
<p>In questo articolo si vuole dunque fornire uno spunto di riflessione ed alcune risorse in più per valutare meglio le notizie e soddisfare le curiosità.</p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/alzheimer-e-melatonina-26/">Alzheimer e melatonina</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Il ruolo del mRNA nella retinite pigmentosa</title>
		<link>http://www.ciakmedicina.com/il-ruolo-del-mrna-nella-retinite-pigmentosa-3/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 12:32:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il modello murino mostra che alla base della patologia retinica più popolare del globo è dovuta all&#8217;alterazione della funzionalità di 9 mRNA. Secondo uno studio dei ricercatori del Trinity College di Dublino e del Sanger Institute di Cambridge guidati da Arpad Palfi e Jane Farrar è stata realizzata una pubblicazione su Genome Biology che evidenzia [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/il-ruolo-del-mrna-nella-retinite-pigmentosa-3/">Il ruolo del mRNA nella retinite pigmentosa</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il modello murino mostra che alla base della patologia retinica più popolare del globo è dovuta all&#8217;alterazione della funzionalità di 9 <a title="mRNA" href="http://it.wikipedia.org/wiki/RNA_messaggero" target="_blank">mRNA</a>.</p>
<p>Secondo uno studio dei ricercatori del <a title="Trinity College Dublino" href="http://www.tcd.ie/" target="_blank">Trinity College di Dublino</a> e del <a title="Sanger Institute" href="http://www.sanger.ac.uk" target="_blank">Sanger Institute di Cambridge</a> guidati da <strong>Arpad Palfi</strong> e <strong>Jane Farrar</strong> è stata realizzata una pubblicazione su Genome Biology che evidenzia i risultati della ricerca dove viene scoperto il ruolo del microRNA nelle patologie retiniche, e che presto potrebbe portare alla scoperta di nuove cure e terapie.<span id="more-3"></span></p>
<p>Per effettuare questo studio i ricercatori hanno utilizzato topi ingegnerizzati per sviluppare una forma di retinite pigmentosa (RP) molto simile a quella umana in modo da poter verificare  l&#8217;ipotesi della presenza di deficit di espressione del microRNA nello sviluppo della patologia.</p>
<p>Più nel dettaglio sono state rilevate delle differenze nell&#8217;espressione di nove microRNA nelle retine del topo naturale rispetto a quelle del topo di tipo mutante. Questi microRNA hanno la capacità di regolare i geni implicati nelle patologie della retina e i geni che codificano per componenti coinvolte nella morte cellulare e nei processi intracellulari.</p>
<p><strong>Jane Farrar</strong> del Trinity College di Dublino spiega:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;I risultati dello studio suggeriscono che l&#8217;espressione del miRNA è perturbata durante la degenerazione della retina.</em></p>
<p><em>La modulazione dell&#8217;espressione del microRNA retinico rappresenta una possibile via terapeutica futura per le retinopatie come la retinite pigmentosa&#8221;</em></p></blockquote>
<p>La retinite pigmenstosa che colpisce più di un milione di persone in tutta la terra è la forma ereditaria di degenerazione della retina più comune ed è causata dalla progressiva morte cellulare del fotorecettori, sino alla cecità.</p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/il-ruolo-del-mrna-nella-retinite-pigmentosa-3/">Il ruolo del mRNA nella retinite pigmentosa</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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