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	<title>Ciak! Medicina &#187; News</title>
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	<description>News e Informazioni su Medicina, Ricerca, Salute e Chirurgia</description>
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		<title>Addio alle iniezioni: il vaccino anti-influenza passa per un cerotto</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 14:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In quanti odiano, annualmente, le iniezioni legate al vaccino anti-influenza? Si tratta di un&#8217;usualità detestata da molti, ed alla quale sarà possibile, in tempi  brevi, porre fine grazie ad una scoperta del Georgia Institute of Technology di Atlanta, negli USA, a seguito di uno studio coordinato da Mark Prausnitz. L&#8217;invenzione non è rivoluzionaria, ma potrebbe [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/addio-alle-iniezioni-il-vaccino-anti-influenza-passa-per-un-cerotto-630/">Addio alle iniezioni: il vaccino anti-influenza passa per un cerotto</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In quanti odiano, annualmente, le iniezioni legate al vaccino anti-influenza? Si tratta di un&#8217;usualità detestata da molti, ed alla quale sarà possibile, in tempi  brevi, porre fine grazie ad una scoperta del Georgia Institute of Technology di Atlanta, negli USA, a seguito di uno studio coordinato da Mark Prausnitz.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;invenzione non è rivoluzionaria, ma potrebbe garantire una comodità non da sottovalutare, per i molti che dall&#8217;iniezione sono infastiditi, o addirittura intimoriti. Tutto passa tramite uno<strong> speciale cerotto</strong>, ideato secondo un principio particolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cerotto, infatti, ha sulla sua superficie dei piccolissimi <strong>microaghi </strong>che, in modo del tutto <strong>indolore</strong>, rilasciano il principio attivo e poi si dissolvono sulla cute. Dopo l&#8217;applicazione, lo stesso cerotto si lava via con grande semplicità, e sulla pelle non resta più nulla.<span id="more-630"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una gran comodità, come detto, la quale, inoltre, è applicabile in casa, e senza la necessità della presenza di un medico. Vendibile in farmacia, infatti, il cerotto può essere utilizzato con grande semplicità, e questo potrebbe garantire anche una più <strong>larga diffusione</strong> del vaccino, il quale potrebbe giungere facilmente anche a quanti, invece, negli anni scorsi avevano rinunciato dinanzi ad un&#8217;iniezione, o dinanzi alle file negli ambulatori dei singoli dottori.</p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo parlando, comunque, di un&#8217;innovazione medica ancora in fase di sperimentazione. Ma i risultati avuti su alcuni topolini da laboratorio lasciano molto fiduciosa l&#8217;equipe di ricercatori: un gruppo di roditori ha ricevuto il vaccino in modo tradizionale, con l&#8217;iniezione, mentre un secondo gruppo è stato trattato con il cerotto. Dopo trenta giorni tutti i topolini sono stati infettati con il virus influenzale, ma sono risultati <strong>immunologicamente coperti</strong>, segno che il cerotto funziona.</p>
<p style="text-align: justify;">E gli effetti? I ricercatori assicurano che l&#8217;effetto del vaccino tramite cerotto è identico a quello dell&#8217;iniezione. Ed anzi: non è esclusa la possibilità di poter ottenere risultati anche <strong>migliori</strong>, poichè dalle sperimentazioni è venuta fuori una copertura particolarmente forte del vaccino contro l&#8217;influenza.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
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		<title>Combattere il caldo, sei consigli per tutti</title>
		<link>http://www.ciakmedicina.com/combattere-il-caldo-sei-consigli-per-tutti-626/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 23:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ondata di caldo che ha invaso il Belpaese in questi giorni  non rappresenta solamente un ostacolo alla vita quotidiana, agli spostamenti, poichè può essere la causa di importanti complicazioni per quanto concerne la salute di alcuni soggetti maggiormente a rischio, come gli anziani, o le persone che già soffrono di problemi alla respirazione, ancor più [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/combattere-il-caldo-sei-consigli-per-tutti-626/">Combattere il caldo, sei consigli per tutti</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ondata di caldo che ha invaso il Belpaese in questi giorni  non rappresenta solamente un ostacolo alla vita quotidiana, agli spostamenti, poichè può essere la causa di importanti complicazioni per quanto concerne la salute di alcuni soggetti maggiormente a rischio, come gli anziani, o le persone che già soffrono di problemi alla respirazione, ancor più limitate dall&#8217;afa.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per queste &#8216;categorie&#8217;, ma anche per tutti coloro i quali soffrono, in qualche modo, il gran caldo di questi giorni, Ciak! Medicina presenta sei utili consigli per gestire i picchi che la colonnina del termometro sta segnalando.<span id="more-626"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. Niente sole nelle ore più calde</strong><br />
Nel complesso, è consigliabile mantenersi in luoghi aperti e possibilmente areati, in quella fascia oraria compresa tra le 12:00 e le 18:00. In queste ore, infatti, sarebbe meglio ridurre al minimo l&#8217;esposizione al sole, approfittando invece della mattina e delle ore più tarde del pomeriggio per &#8216;vivere&#8217; al meglio le belle giornate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2. Miglioramento degli ambienti casalinghi o lavorativi</strong><br />
Esistono due metodologie per migliorare la vivibilità dei nostri ambienti con le temperature di questi giorni. La prima, più tradizionale, prevede l&#8217;offuscamento delle finestre esposte al sole tramite tendaggi, persiane e coperture varie di tal genere. In altro caso, invece, è possibile rivolgersi all&#8217;aria condizionata, anche se è sempre meglio ridurre al minimo i passaggi da ambienti eccessivamente freschi, a zone dove, invece, l&#8217;afa non lascia scampo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. Liquidi e frutta in quantità</strong><br />
Bevete il più possibile, anche quando non se ne sente il bisogno. Ed anche la frutta fresca gioca un ruolo importante, essendo contenitrice di molti liquidi. Evitare, inoltre, bevande alcoliche e caffé che, aumentando la sudorazione e la sensazione di calore, contribuiscono ad aggravare la disidratazione.  Tranne che in caso di necessità, nella stagione estiva, va limitata l’assunzione di acque oligominerali, così come l’assunzione non controllata di integratori di sali minerali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4. Alimentazione: meglio tenersi leggeri</strong><br />
Le abbuffate estive sono sconsigliate. Meglio più piccoli pasti al giorno, meglio se rappresentati da frutta fresca e verdure, contenenti molti liquidi, preziosi per l&#8217;organismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5. Svestitevi</strong><br />
Abbigliamento leggero, ovviamente. I vestiti devono essere leggeri e comodi, di cotone, lino o fibre naturali. Indossate, se possibile, cappelli leggeri, in grado di proteggere il capo dai raggi solari, senza però asfissiare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6. In automobile, alcune precauzioni</strong><br />
Non lasciare sole le persone, anche se per poco tempo, nella macchina parcheggiata al sole.  Se si entra in una macchina parcheggiata al sole, per prima cosa aprire gli sportelli per ventilare l’abitacolo ed iniziare il viaggio con i finestrini aperti, per abbassare la temperatura interna, o utilizzare il sistema di climatizzazione dell’auto.  Attenzione anche ai seggiolini di sicurezza per i bambini: prima di sistemarli sul sedile verificare che non sia surriscaldato.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/combattere-il-caldo-sei-consigli-per-tutti-626/">Combattere il caldo, sei consigli per tutti</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Il diabete si combatte anche con una molecola</title>
		<link>http://www.ciakmedicina.com/il-diabete-si-combatte-anche-con-una-molecola-623/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 11:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Novità imponenti arrivano nel campo della lotta al diabete, a seguito di una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università Cattolica di Roma, sostenuti da un finanziamento della European Association for the Study of Diabetes (Easd). Essi, infatti, hanno individuato un interruttore molecolare, denominato &#8216;p66shcA&#8217;, il quale permetterebbe di prevenire i sintomi del diabete [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/il-diabete-si-combatte-anche-con-una-molecola-623/">Il diabete si combatte anche con una molecola</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Novità imponenti arrivano nel campo della <strong>lotta al diabete</strong>, a seguito di una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università Cattolica di Roma, sostenuti da un finanziamento della European Association for the Study of Diabetes (Easd).</p>
<p style="text-align: justify;">Essi, infatti, hanno individuato un interruttore molecolare, denominato <strong>&#8216;p66shcA&#8217;</strong>, il quale permetterebbe di prevenire i sintomi del diabete di tipo &#8217;2&#8242;, nei soggetti in sovrappeso. Questa variante della malattia colpisce, secondo i ricercatori, circa il <strong>5 per cento della popolazione</strong>, la quale spesso risponde anche ai requisiti dell&#8217;obesità.<span id="more-623"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio si è concentrato precisamente sulle alterazioni del metabolismo e sull&#8217;invecchiamento. E mettendo <strong>fuori gioco </strong>la molecola p66shcA, gene scoperto qualche anno fa nel corso di un&#8217;altra ricerca italiana, si è scoperta la possibilità di prevenire i sintomi del diabete mellito anche in quei casi dove vi era un&#8217;alimentazione squilibrata ed eccessiva causa di sovrappeso.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, gli stessi ricercatori dell&#8217;Università Cattolica si sono detti cauti sugli sviluppi dell&#8217;analisi. Infatti, la ricerca è stata condotta solamente a <strong>livello molecolare</strong>, e servirà molto altro tempo per mettere a punto un sistema che inibisca la P66 nell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio è stato attuato, al momento, solamente su alcuni topolini: su di loro l&#8217;azione del p66shcA avrebbe condotto ad una <strong>diminuzione del glucosio nel sangue</strong>. E proprio una percentuale di glucosio nel sangue superiore al normale (iperglicemia) è il punto in comune fra tutte le varie forme di diabete mellito.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;eliminazione della P66 conduce ad una situazione, nell&#8217;organismo, simile alla mancanza di cibo o alla restrizione calorica, anche durante il pasto. Il blocco non aiuterebbe quindi a prevenire l&#8217;accumulo del cibo, si continuerebbe quindi ad ingrassare, ma contribuirebbe a prevenire solo alcune conseguenze negative sulla salute e la longevità.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/il-diabete-si-combatte-anche-con-una-molecola-623/">Il diabete si combatte anche con una molecola</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Addio Amniocentesi, basta un&#8217;analisi del sangue</title>
		<link>http://www.ciakmedicina.com/addio-amniocentesi-basta-unanalisi-del-sangue-618/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 21:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; semplice, economica, e soprattutto non invasiva. Il nome può apparire complicato &#8211; Amplificazione legatura-dipendente multipla della sonda - ma un&#8217;abbreviazione rende tutto più semplice: è MLPA, ed è la tecnica che si prepara a mandare in pensione l&#8217;amniocentesi, assieme a tutta la serie di esami in programma prima di un qualsiasi parto, per verificare [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/addio-amniocentesi-basta-unanalisi-del-sangue-618/">Addio Amniocentesi, basta un&#8217;analisi del sangue</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; semplice, economica, e soprattutto non invasiva. Il nome può apparire complicato<em> &#8211; Amplificazione  legatura-dipendente multipla della sonda -</em> ma un&#8217;abbreviazione rende tutto più semplice: è <strong>MLPA</strong>, ed è la tecnica che si prepara a mandare in pensione l&#8217;amniocentesi, assieme a tutta la serie di esami in programma prima di un qualsiasi parto, per verificare lo stato del feto.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amniocentesi è una procedura che consente il prelievo transaddominale di liquido amniotico dalla cavità uterina; è la metodica più diffusa per ottenere campioni biologici utili al fine di effettuare una diagnosi prenatale, ma anche la più antica, affondando le sue radici agli inizi del XIX secolo quale pratica chirurgica per il polidramnios o per l&#8217;instillazione di soluzioni ipertoniche al fine di indurre l&#8217;aborto.<span id="more-618"></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;MLPA permette alla mamma di scoprire se il bambino è affetto da malformazioni cromosomiche solamente attraverso una semplice <strong>analisi del sangue</strong>, da effettuarsi tra il sesto e l&#8217;ottavo mese di gravidanza. Lasciando a casa, però, aghi e tecniche invasive d&#8217;ogni genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò è il rivoluzionario risultato presentato nella giornata di ieri (29 Giugno), a Roma, nell&#8217;ambito della 26ª  assemblea annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia  (Eshre). Ad oggi i ricercatori hanno dimostrato di riuscire ad individuare, tramite un&#8217;analisi del sangue, <strong>il Dna dal cromosoma Y</strong>, oltre che ad indicare che il feto è maschio e che, quindi, potrebbe rischiare di ereditare una disfunzione legata al cromosoma X come la distrofia muscolare di Duchenne oppure l’emofilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è tutto, poichè la ricerca avrebbe un potenziale ben più ampio: gli esperti sono convinti, infatti, di riuscire ad individuare anche la Trisomia 21, dove un cromosoma 21 in più provoca la <strong>sindrome di Down</strong>, e la Trisomia 13 e 18, responsabili rispettivamente della sindrome di Patau e di quella di Edwards.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;In realtà, si tratta di una tecnica tutt’altro che  nuova&#8221;,</em> è comunque il commento di <strong>Giuseppe Novelli</strong>, genetista e preside della Facoltà di Medicina  dell’Università Tor Vergata di Roma. Egli prosegue: &#8220;<em>Nel caso delle donne incinte  si preleva il Dna circolante (del feto) nel sangue, lo si “amplifica” e in  seguito lo si analizza. Il problema di questa tecnica è che è limitata a singole malattie e non permette di avere una visione d’insieme dello stato di salute del feto&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Al momento, l’affidabilità del test è circa dell’80% a causa di risultati falsi negativi, ma stiamo lavorando per migliorare la precisione della sonda MLPA&#8221;, </em>spiega <strong>Suzanna Frints</strong>, genetista clinica del Centro Medico dell’Università di Maastricht. <em>&#8220;Anche se abbiamo ancora bisogno di testare e perfezionare ulteriormente la tecnica “MLPA” – aggiunge &#8211; i risultati finora ottenuti sono promettenti&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/addio-amniocentesi-basta-unanalisi-del-sangue-618/">Addio Amniocentesi, basta un&#8217;analisi del sangue</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>SLA, un nuovo agente di contrasto scoperto in Italia</title>
		<link>http://www.ciakmedicina.com/sla-un-nuovo-agente-di-contrasto-scoperto-in-italia-615/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 19:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le novità sono interessanti, soprattutto perchè interessano una delle patologie che maggiormente affliggono la medicina del nuovo millennio: la SLA, sigla di Sclerosi Laterale Amiotrofica, o detta anche Morbo di Lou Gerhrig, dal nome della prima persona, un&#8217;atleta statunitense, che ne fu colpito. Si tratta di una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso che [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/sla-un-nuovo-agente-di-contrasto-scoperto-in-italia-615/">SLA, un nuovo agente di contrasto scoperto in Italia</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le novità sono interessanti, soprattutto perchè interessano una delle patologie che maggiormente affliggono la medicina del nuovo millennio: la <strong>SLA</strong>, sigla di <strong>Sclerosi Laterale Amiotrofica</strong>, o detta anche Morbo di Lou Gerhrig, dal nome della prima persona, un&#8217;atleta statunitense, che ne fu colpito.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso che colpisce selettivamente i cosiddetti neuroni di moto (motoneuroni), sia centrali &#8211; 1° motoneurone a livello della corteccia cerebrale, sia periferici &#8211; 2° motoneurone, a livello del tronco encefalico e del midollo spinale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inizio della SLA può essere così subdolo che i sintomi vengono spesso trascurati. I sintomi iniziali includono brevi contrazioni (mioclonie), crampi oppure una certa rigidità dei muscoli; debolezza dei muscoli che influisce sul funzionamento di un braccio o di una gamba; e/o voce indistinta o tono nasale. Questi disturbi generali si sviluppano in forme di debolezza più evidente o atrofia che possono portare il medico a sospettare una forma di SLA.<span id="more-615"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Queste sono le caratteristiche, in sintesi, di questa patologia: Debolezza agli arti, crampi, problemi nel parlare distintamente, esordio bulbare, presenza del segno di Babinski, nessun danno all&#8217;intelligenza e personalità del paziente.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">A seguito della definizione, possiamo spostare l&#8217;attenzione sulla nuova ricerca, tutta di matrice italiana: si tratta di un nuovo agente di contrasto scoperto, appunto, contro la SLA. I ricercatori milanesi di Telethon e della Fondazione Cariplo, e guidati da Angelo Poletti del CEND, il Centro di Eccellenza per lo studio delle malattie neurodegenerative, hanno dimostrato che l’accumulo di <strong>proteine anomale</strong> dipende da alterazioni di un complesso sistema enzimatico, il proteasoma, normalmente deputato alla degradazione delle proteine intracellulari.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto reso pubblico dai ricercatori, quindi, dimostra che, sia in un modello murino che in due modelli cellulari di SLA, la sovraespressione della <strong>proteina HspB8</strong> è in grado di attivare selettivamente la principale via degradativa intracellulare, nota come autofagia.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto sarebbe proprio l&#8217;HspB8 ad impedire alle proteine che causano la morte cellulare di <strong>accumularsi </strong>in aggregati intracellulari, o di danneggiare le funzioni dei motoneuroni, portando  ad un effetto protettivo contro eventuali danneggiamenti di queste cellule.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/sla-un-nuovo-agente-di-contrasto-scoperto-in-italia-615/">SLA, un nuovo agente di contrasto scoperto in Italia</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Fumo e cancro: il rischio si abbassa smettendo prima dei 35 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 19:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; ormai un dato accertato da parte degli addetti ai lavori nel campo della medicina: i &#8216;grandi&#8217; fumatori, quelli in grado di superare addirittura le quaranta sigarette giornaliere, sono sottoposti ad un rischio di sviluppo del cancro ai polmoni ben sessanta volte più alto rispetto ai non-fumatori. Eppure, secondo quanto svelato ultimamente da una ricerca [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/fumo-e-cancro-il-rischio-si-abbassa-smettendo-prima-dei-35-anni-612/">Fumo e cancro: il rischio si abbassa smettendo prima dei 35 anni</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; ormai un dato accertato da parte degli addetti ai lavori nel campo della medicina: i &#8216;grandi&#8217; fumatori, quelli in grado di superare addirittura le quaranta sigarette giornaliere, sono sottoposti ad un rischio di sviluppo del cancro ai polmoni ben <strong>sessanta volte</strong> più alto rispetto ai non-fumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, secondo quanto svelato ultimamente da una ricerca condotta l&#8217;Unità Operativa di Pneumologia Oncologica dell&#8217;Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, vi sarebbe un rapporto molto forte tra <strong>l&#8217;età di abbandono</strong> della sigaretta e l&#8217;abbassamento del <strong>tasso di sviluppo del cancro</strong>, e quindi della mortalità.</p>
<p style="text-align: justify;">I numeri esatti sono stati resi noti nell&#8217;ambito della conferenza-stampa di presentazione della<strong> II Italian Conference on Thoracic Oncology</strong>, la quale si aprirà nella giornata di domani <em>(25 Giugno),</em> nella capitale del Belpaese, Roma. E la spiegazione del rapporto tra età in cui si smette di fumare e rischio legato al cancro è stata affidata Filippo de Marinis, il presidente della sopracitata Unità Operativa di Pneumologia Oncologica, anch&#8217;essa situata a Roma.<span id="more-612"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Per tornare a un rischio pari a quello di un paziente che non hai mai acceso una sigaretta nel corso della sua vita</em> &#8211; esordisce <strong>De Marinis</strong> -<em>, bisogna aver smesso da almeno 10 anni. Dieci anni che, ovviamente, devono arrivare il prima possibile, è auspicabile intorno ai 30-35 anni al massimo&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Mentre per annullare il rischio cardiovascolare legato al fumo sono necessari 3-4 anni</em> &#8211; prosegue l&#8217;esperto -<em>, per portare il rischio oncologico quasi pari a quello di un non fumatore servono 10-15 anni e, lo dico a voce alta, il rischio è azzerato se si smette di fumare prima dei 35 anni&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la ricerca, inoltre, il trend attuale riguardante il discorso &#8216;fumo&#8217;, vedrebbe gli uomini del mondo industrializzato maggiormente intenzionati a smettere, a differenza <strong>delle donne</strong>, le quali contraggono il cancro ai polmoni in età sempre più giovane. Preoccupano, invece, i dati nel terzo mondo, dove l&#8217;usanza della sigaretta sta prendendo sempre più piede.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;E&#8217; un cancro, tra l&#8217;altro, per cui non esiste un test. Quindi bisogna pensarci e concordare un controllo con il proprio medico. Per le donne non esiste solo il cancro della mammella&#8221;,</em> conclude De Marinis.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
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		<title>La Piorrea si combatte con le cellule staminali del midollo osseo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 17:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dieci anni di lavoro, per un risultato sicuramente di prim&#8217;ordine per l&#8217;universo medico dell&#8217;odontoiatria: i ricercatori dell&#8217;Università Milano-Bicocca e dell&#8217;ospedale San Gerardo di Monza hanno proposto una nuova tecnica per contrastare la piorrea, basata sullo sfruttamento delle cellule staminali del midollo osseo. In primo luogo, vediamo di cosa si sta parlando: cos&#8217;è, infatti, la Piorrea? [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/la-piorrea-si-combatte-con-le-cellule-staminali-del-midollo-osseo-605/">La Piorrea si combatte con le cellule staminali del midollo osseo</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dieci anni di lavoro, per un risultato sicuramente di prim&#8217;ordine per l&#8217;universo medico dell&#8217;odontoiatria: i ricercatori dell&#8217;Università Milano-Bicocca e dell&#8217;ospedale San Gerardo di Monza hanno proposto una nuova tecnica per contrastare la piorrea, basata sullo sfruttamento delle <strong>cellule staminali del midollo osseo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo, vediamo di cosa si sta parlando: cos&#8217;è, infatti, la <strong>Piorrea</strong>? Eccone la definizione completa e corretta che il web offre:</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>[da <a href="http://www.odontoclinic.it/piorrea.htm" target="_blank">Odontoclinic</a>]</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piorrea: le tossine batteriche attaccano l&#8217;epitelio giunzionale</strong><br />
I batteri della placca producono tossine che vengono ad intaccare il sigillo (in termini scientifici si chiama epitelio giunzionale), e una volta penetrati in profondità, adagiati sul fondo di tasche gengivali e al sicuro dall&#8217;azione dello spazzolino e del filo interdentale, esercitano tutto il loro potenziale dannoso sui tessuti circostanti.<span id="more-605"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piorrea: le gengive si distaccano e si formano le tasche</strong><br />
Quando le gengive si distaccano dalla radice del dente e la placca batterica si annida in profondità, non è più eliminabile neppure con diligenti manovre quotidiane di spazzolamento. A questo punto il danno è conclamato e spesso evidente anche al paziente e non più reversibile senza l&#8217;intervento del dentista. Oramai c&#8221;è un&#8217;impossibilità tecnica a detergere il fondo delle tasche dove la placca si trasforma in tartaro, irruvidendo le superfici radicolari, e dove germi particolarmenti aggressivi nei confronti dei tessuti circostanti, gli anaerobi, cosiddetti perché sopravvivono in un ambiente in cui manca l&#8217;ossigeno, vivono e si riproducono in grande quantità.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto analizzato dai medici italiani, attraverso l&#8217;utilizzo delle cellule staminali sarebbe possibile riparare il <strong>tessuto osseo</strong> danneggiato dalla malattia parodontale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Le cellule staminali presenti nel midollo, se adeguatamente trattate e inserite in una struttura di supporto, sono in grado di produrre tessuto osseo </em> &#8211; è il commento del professor <strong>Marco Baldoni</strong> della clinica di Monza &#8211; <em>la nostra idea, è stata quella di sfruttare tale capacità per rigenerare l’osso perduto nei soggetti affetti da malattia parodontale, un tempo chiamata piorrea. Per i pazienti selezionati è sufficiente eseguire un piccolo prelievo  di midollo osseo&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/la-piorrea-si-combatte-con-le-cellule-staminali-del-midollo-osseo-605/">La Piorrea si combatte con le cellule staminali del midollo osseo</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Maturità alle porte: ecco la dieta anti-panico di Coldiretti</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 15:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domattina, 22 Giugno, all&#8217;interno degli istituti superiori italiani scatterà l&#8217;ora-X per migliaia di studenti: prima prova scritta degli esami di maturità, ovvero il passo inaugurale verso la conclusione della carriera scolastica di ognuno. Si apre con l&#8217;italiano. E la tensione, nel frattempo, sale. E&#8217; facile, vista l&#8217;intensità emotiva ed il coinvolgimento che l&#8217;esame di Stato [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/maturita-alle-porte-ecco-la-dieta-anti-panico-di-coldiretti-601/">Maturità alle porte: ecco la dieta anti-panico di Coldiretti</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Domattina, 22 Giugno, all&#8217;interno degli istituti superiori italiani scatterà l&#8217;ora-X per migliaia di studenti: prima prova scritta degli <strong>esami di maturità</strong>, ovvero il passo inaugurale verso la conclusione della carriera scolastica di ognuno. Si apre con l&#8217;italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">E la tensione, nel frattempo, sale. E&#8217; facile, vista l&#8217;intensità emotiva ed il coinvolgimento che l&#8217;esame di Stato richiede, divenire vittime <strong>del nervosismo e dell&#8217;ansia incontrollata</strong>. Tutto ciò si riflette, in gran parte dei casi, nella dieta degli studenti, che prendono a mangiare poco e male.</p>
<p style="text-align: justify;">In tal senso, è arrivato proprio in questi giorni l&#8217;intervento di <a href="http://www.coldiretti.it/" target="_blank"><em>Coldiretti</em></a>, la quale ha reso nota una sorta di elenco di cibi che gli alunni italiani coinvolti nella maturità dovrebbero utilizzare come un vero e proprio <strong>&#8216;vademecum&#8217; culinario</strong>, almeno sino alla prima settimana di Luglio, nella quale, solitamente, si chiudono le prove e ci si avvia verso le vacanze estive.<span id="more-601"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E allora, pane, pasta o riso. Lattuga, radicchio, cipolla, formaggi freschi, yogurt e uova bollite. Latte caldo, frutta dolce e infusi al miele. Sono questi gli ingredienti, i cibi promossi dal Coldiretti, perchè in grado di <strong>rilassare l&#8217;organismo</strong>, ed al tempo stesso di facilitare la <strong>raccolta delle energie necessarie</strong> per una sfida, quella scolastica, dove si richiede una grande dose di concentrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa associazione ha poi consigliato <em>&#8220;un buon dolcetto ricco di carboidrati&#8221;,</em> perchè in grado di attuare una positiva azione antistress. E poi: spazio a infusi di miele e tisane dolcificanti, consigliate perché distendono la mente e creano un&#8217;atmosfera di <strong>relax</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alimenti bocciati? Meglio lasciare da parte dosi eccessive di caffè e tè, visto che sono in grado di provocare <strong>insonnia</strong>. Stessa problematica potrebbe verificarsi con patatine in sacchetto, salatini e superalcolici. Banditi anche gli alimenti in scatola a causa dell&#8217;eccesso di sodio, curry, pepe, paprika e sale in abbondanza, oltre ai brodi con il dado da cucina.</p>
<p style="text-align: justify;">di<strong> Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/maturita-alle-porte-ecco-la-dieta-anti-panico-di-coldiretti-601/">Maturità alle porte: ecco la dieta anti-panico di Coldiretti</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>La battaglia vinta di Veronesi: &#8220;chemio senza perdere i capelli&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 20:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ha ideata, l&#8217;ha studiata con la sua equipe di medici, l&#8217;ha sperimentata, ed ha vinto. E poi l&#8217;ha presentata, Umberto Veronesi, la sua nuova e rivoluzionaria terapia nel trattamento della chemioterapia: come pubblico per il suo annuncio, non ha scelto luminari provenienti da ogni parte del globo, bensì dinanzi alle donne che, con lui, hanno [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/la-battaglia-vinta-di-veronesi-chemio-senza-perdere-i-capelli-598/">La battaglia vinta di Veronesi: &#8220;chemio senza perdere i capelli&#8221;</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ha ideata, l&#8217;ha studiata con la sua equipe di medici, l&#8217;ha sperimentata, ed ha vinto. E poi l&#8217;ha presentata, <strong>Umberto Veronesi</strong>, la sua nuova e rivoluzionaria terapia nel trattamento della chemioterapia: come pubblico per il suo annuncio, non ha scelto luminari provenienti da ogni parte del globo, bensì dinanzi alle donne che, con lui, hanno scelto di partecipare alle sperimentazioni. Ed anche loro hanno vinto.</p>
<p style="text-align: justify;">A Milano si sono ritrovate in mille per raccontarsi le proprie esperienze di vita, e dinanzi a loro Veronesi ha potuto così spiegare che c’è una chemioterapia che <strong>non fa perdere i capelli</strong> e una <strong>radioterapia </strong>che non costringe a mesi di viavai negli ospedali. Risultati, questi, frutti di un lavoro portato avanti su cinquanta donne, ed ora pronti ad essere ottenuti anche in scala &#8216;nazionale&#8217;, su altre cinquecento.<span id="more-598"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; Direttore Scientifico della Ieo, Veronesi. Ovvero <strong>l’Istituto Europeo di Oncologia</strong>. E proprio quest&#8217;ultimo ha in qualche modo patrocinato la ricerca. <em>&#8220;Grazie alla diagnosi precoce </em>- ha spiegato il Professore -<em> le cure per il tumore al seno hanno raggiunto un elevato livello di efficacia tanto che ora possiamo concentrare la ricerca su una nuova sfida: la qualità della vita delle donne&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Sappiamo che possiamo guarire oltre l’80% delle nostre pazienti, ora ci poniamo il problema del “come”, con l’obiettivo di fare in modo che le cure non spaventino più della malattia</em> &#8211; ha proseguito -<em>. Perché i capelli possono essere una componente importante dell’identità&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Ridurre la tossicità della chemioterapia è l’obiettivo dello studio clinico Ieo sul Caelyx</em> &#8211; commenta, poi, <strong>Viviana Galimberti</strong>, giovane  direttore dell’Unità di Senologia molecolare &#8211; <em>un farmaco che ha la stessa efficacia di quelli tradizionali ma non l’effetto collaterale dell’alopecia. Si tratta di farmaci sempre più mirati a colpire il vero bersaglio, cioè le cellule tumorali, lasciando stare quelle sane&#8221;.</em> Quest&#8217;ultimo, già utilizzato nelle fasi avanzate del tumore all’ovaio e alla mammella, sarà proposto dall&#8217;Ieo anche nella fase post operatoria, dopo l&#8217;asportazione del tumore.</p>
<p style="text-align: justify;">L’altra terapia che verrà sperimentata su scala nazionale è la cosiddetta Iart, ovvero Radioterapia intraoperatoria con radiofarmaci. Quest&#8217;ultima, come spiega <strong>Giovanni Paganelli</strong>, direttore della medicina Nucleare Ieo <em>&#8220;permette di evitare il ciclo di terapia esterna di circa due mesi, non necessita di apparecchiature costose ma di una siringa da insulina, può essere eseguita in regime ambulatoriale&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/la-battaglia-vinta-di-veronesi-chemio-senza-perdere-i-capelli-598/">La battaglia vinta di Veronesi: &#8220;chemio senza perdere i capelli&#8221;</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Dall&#8217;Inghilterra la Royal Society of Medicine: niente pc sotto i 9 anni</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 22:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è della politica, c&#8217;è della medicina nell&#8217;ultima proposta giunta dal partito dei conservatori in Gran Bretagna, che sembrano voler stravolgere il percorso di avvicinamento alla tecnologia tracciato dai laburisti: questi ultimi, infatti, avevano previsto il primo approccio dei più piccoli con computer e simili già a partire dai 40 mesi, mentre i conservatori già parlano [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/dallinghilterra-la-royal-society-of-medicine-niente-pc-sotto-i-9-anni-595/">Dall&#8217;Inghilterra la Royal Society of Medicine: niente pc sotto i 9 anni</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C&#8217;è della politica, c&#8217;è della medicina nell&#8217;ultima proposta giunta dal partito dei conservatori in Gran Bretagna, che sembrano voler stravolgere il percorso di avvicinamento alla tecnologia tracciato dai laburisti: questi ultimi, infatti, avevano previsto il primo approccio dei più piccoli con computer e simili già a partire dai 40 mesi, mentre i conservatori già parlano di<strong> divieto prima dei nove anni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un parere difficilmente condivisibile da molti, nell&#8217;era di Internet, dei Social Network e delle distanze annullate dalla possibilità di comunicare in rete, in pochi secondi. Eppure <em>- e qui entra in gioco la medicina &#8211; </em>il parere del Governo attuale sarà reso noto attraverso il dottor<strong> Aric Sigman</strong>, membro della Royal Society of Medicine e membro associato della British Psychological Society, e la professoressa <strong>Kathy Hirsh-Pasek</strong>, membro del dipartimento di Psicologia della Temple University di Philadelphia, dove è responsabile del laboratorio di ricerca sul linguaggio infantile. Entrambi avranno modo di intervenire nel corso della conferenza organizzata dalla Open EYE Coalition in merito.<span id="more-595"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il parere degli esperti inglese sarà grosso modo questo: il computer, se usato prematuramente, rischia di compromettere le abilità di lettura e di calcolo matematico, <strong>deformando la realtà</strong> in un delicato momento della vita in cui i piccoli devono ancora farsi un’idea consapevole del mondo, dello spazio e del tempo. E per questo, potrebbe essere ritardato il giorno del &#8216;primo incontro&#8217; tra i piccoli del Regno Unito e la tecnologia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;bisognerebbe invece creare una zona “technology free” per dar modo ai più piccoli di sviluppare le capacità di azione nello spazio, prima di quelle tecnologiche&#8221;, </em>è il commento dei ricercatori, i quali hanno ancora sottolineato che un bombardamento tecnologico prematuro rischierebbe infatti di compromettere un <strong>sano sviluppo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E voi siete d&#8217;accordo? Cosa pensate sia meglio per un bambino: entrare sin da piccolo nell&#8217;universo della tecnologia, o avvicinarsi più in là, come sostiene il Governo inglese, a computer e simili?</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/dallinghilterra-la-royal-society-of-medicine-niente-pc-sotto-i-9-anni-595/">Dall&#8217;Inghilterra la Royal Society of Medicine: niente pc sotto i 9 anni</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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