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	<title>Ciak! Medicina &#187; Patologie</title>
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	<description>News e Informazioni su Medicina, Ricerca, Salute e Chirurgia</description>
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		<title>SLA, un nuovo agente di contrasto scoperto in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 19:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le novità sono interessanti, soprattutto perchè interessano una delle patologie che maggiormente affliggono la medicina del nuovo millennio: la SLA, sigla di Sclerosi Laterale Amiotrofica, o detta anche Morbo di Lou Gerhrig, dal nome della prima persona, un&#8217;atleta statunitense, che ne fu colpito. Si tratta di una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso che [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/sla-un-nuovo-agente-di-contrasto-scoperto-in-italia-615/">SLA, un nuovo agente di contrasto scoperto in Italia</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le novità sono interessanti, soprattutto perchè interessano una delle patologie che maggiormente affliggono la medicina del nuovo millennio: la <strong>SLA</strong>, sigla di <strong>Sclerosi Laterale Amiotrofica</strong>, o detta anche Morbo di Lou Gerhrig, dal nome della prima persona, un&#8217;atleta statunitense, che ne fu colpito.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso che colpisce selettivamente i cosiddetti neuroni di moto (motoneuroni), sia centrali &#8211; 1° motoneurone a livello della corteccia cerebrale, sia periferici &#8211; 2° motoneurone, a livello del tronco encefalico e del midollo spinale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inizio della SLA può essere così subdolo che i sintomi vengono spesso trascurati. I sintomi iniziali includono brevi contrazioni (mioclonie), crampi oppure una certa rigidità dei muscoli; debolezza dei muscoli che influisce sul funzionamento di un braccio o di una gamba; e/o voce indistinta o tono nasale. Questi disturbi generali si sviluppano in forme di debolezza più evidente o atrofia che possono portare il medico a sospettare una forma di SLA.<span id="more-615"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Queste sono le caratteristiche, in sintesi, di questa patologia: Debolezza agli arti, crampi, problemi nel parlare distintamente, esordio bulbare, presenza del segno di Babinski, nessun danno all&#8217;intelligenza e personalità del paziente.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">A seguito della definizione, possiamo spostare l&#8217;attenzione sulla nuova ricerca, tutta di matrice italiana: si tratta di un nuovo agente di contrasto scoperto, appunto, contro la SLA. I ricercatori milanesi di Telethon e della Fondazione Cariplo, e guidati da Angelo Poletti del CEND, il Centro di Eccellenza per lo studio delle malattie neurodegenerative, hanno dimostrato che l’accumulo di <strong>proteine anomale</strong> dipende da alterazioni di un complesso sistema enzimatico, il proteasoma, normalmente deputato alla degradazione delle proteine intracellulari.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto reso pubblico dai ricercatori, quindi, dimostra che, sia in un modello murino che in due modelli cellulari di SLA, la sovraespressione della <strong>proteina HspB8</strong> è in grado di attivare selettivamente la principale via degradativa intracellulare, nota come autofagia.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto sarebbe proprio l&#8217;HspB8 ad impedire alle proteine che causano la morte cellulare di <strong>accumularsi </strong>in aggregati intracellulari, o di danneggiare le funzioni dei motoneuroni, portando  ad un effetto protettivo contro eventuali danneggiamenti di queste cellule.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/sla-un-nuovo-agente-di-contrasto-scoperto-in-italia-615/">SLA, un nuovo agente di contrasto scoperto in Italia</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Fumo e cancro: il rischio si abbassa smettendo prima dei 35 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 19:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; ormai un dato accertato da parte degli addetti ai lavori nel campo della medicina: i &#8216;grandi&#8217; fumatori, quelli in grado di superare addirittura le quaranta sigarette giornaliere, sono sottoposti ad un rischio di sviluppo del cancro ai polmoni ben sessanta volte più alto rispetto ai non-fumatori. Eppure, secondo quanto svelato ultimamente da una ricerca [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/fumo-e-cancro-il-rischio-si-abbassa-smettendo-prima-dei-35-anni-612/">Fumo e cancro: il rischio si abbassa smettendo prima dei 35 anni</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; ormai un dato accertato da parte degli addetti ai lavori nel campo della medicina: i &#8216;grandi&#8217; fumatori, quelli in grado di superare addirittura le quaranta sigarette giornaliere, sono sottoposti ad un rischio di sviluppo del cancro ai polmoni ben <strong>sessanta volte</strong> più alto rispetto ai non-fumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, secondo quanto svelato ultimamente da una ricerca condotta l&#8217;Unità Operativa di Pneumologia Oncologica dell&#8217;Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, vi sarebbe un rapporto molto forte tra <strong>l&#8217;età di abbandono</strong> della sigaretta e l&#8217;abbassamento del <strong>tasso di sviluppo del cancro</strong>, e quindi della mortalità.</p>
<p style="text-align: justify;">I numeri esatti sono stati resi noti nell&#8217;ambito della conferenza-stampa di presentazione della<strong> II Italian Conference on Thoracic Oncology</strong>, la quale si aprirà nella giornata di domani <em>(25 Giugno),</em> nella capitale del Belpaese, Roma. E la spiegazione del rapporto tra età in cui si smette di fumare e rischio legato al cancro è stata affidata Filippo de Marinis, il presidente della sopracitata Unità Operativa di Pneumologia Oncologica, anch&#8217;essa situata a Roma.<span id="more-612"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Per tornare a un rischio pari a quello di un paziente che non hai mai acceso una sigaretta nel corso della sua vita</em> &#8211; esordisce <strong>De Marinis</strong> -<em>, bisogna aver smesso da almeno 10 anni. Dieci anni che, ovviamente, devono arrivare il prima possibile, è auspicabile intorno ai 30-35 anni al massimo&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Mentre per annullare il rischio cardiovascolare legato al fumo sono necessari 3-4 anni</em> &#8211; prosegue l&#8217;esperto -<em>, per portare il rischio oncologico quasi pari a quello di un non fumatore servono 10-15 anni e, lo dico a voce alta, il rischio è azzerato se si smette di fumare prima dei 35 anni&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la ricerca, inoltre, il trend attuale riguardante il discorso &#8216;fumo&#8217;, vedrebbe gli uomini del mondo industrializzato maggiormente intenzionati a smettere, a differenza <strong>delle donne</strong>, le quali contraggono il cancro ai polmoni in età sempre più giovane. Preoccupano, invece, i dati nel terzo mondo, dove l&#8217;usanza della sigaretta sta prendendo sempre più piede.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;E&#8217; un cancro, tra l&#8217;altro, per cui non esiste un test. Quindi bisogna pensarci e concordare un controllo con il proprio medico. Per le donne non esiste solo il cancro della mammella&#8221;,</em> conclude De Marinis.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/fumo-e-cancro-il-rischio-si-abbassa-smettendo-prima-dei-35-anni-612/">Fumo e cancro: il rischio si abbassa smettendo prima dei 35 anni</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>La battaglia vinta di Veronesi: &#8220;chemio senza perdere i capelli&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 20:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ha ideata, l&#8217;ha studiata con la sua equipe di medici, l&#8217;ha sperimentata, ed ha vinto. E poi l&#8217;ha presentata, Umberto Veronesi, la sua nuova e rivoluzionaria terapia nel trattamento della chemioterapia: come pubblico per il suo annuncio, non ha scelto luminari provenienti da ogni parte del globo, bensì dinanzi alle donne che, con lui, hanno [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/la-battaglia-vinta-di-veronesi-chemio-senza-perdere-i-capelli-598/">La battaglia vinta di Veronesi: &#8220;chemio senza perdere i capelli&#8221;</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ha ideata, l&#8217;ha studiata con la sua equipe di medici, l&#8217;ha sperimentata, ed ha vinto. E poi l&#8217;ha presentata, <strong>Umberto Veronesi</strong>, la sua nuova e rivoluzionaria terapia nel trattamento della chemioterapia: come pubblico per il suo annuncio, non ha scelto luminari provenienti da ogni parte del globo, bensì dinanzi alle donne che, con lui, hanno scelto di partecipare alle sperimentazioni. Ed anche loro hanno vinto.</p>
<p style="text-align: justify;">A Milano si sono ritrovate in mille per raccontarsi le proprie esperienze di vita, e dinanzi a loro Veronesi ha potuto così spiegare che c’è una chemioterapia che <strong>non fa perdere i capelli</strong> e una <strong>radioterapia </strong>che non costringe a mesi di viavai negli ospedali. Risultati, questi, frutti di un lavoro portato avanti su cinquanta donne, ed ora pronti ad essere ottenuti anche in scala &#8216;nazionale&#8217;, su altre cinquecento.<span id="more-598"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; Direttore Scientifico della Ieo, Veronesi. Ovvero <strong>l’Istituto Europeo di Oncologia</strong>. E proprio quest&#8217;ultimo ha in qualche modo patrocinato la ricerca. <em>&#8220;Grazie alla diagnosi precoce </em>- ha spiegato il Professore -<em> le cure per il tumore al seno hanno raggiunto un elevato livello di efficacia tanto che ora possiamo concentrare la ricerca su una nuova sfida: la qualità della vita delle donne&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Sappiamo che possiamo guarire oltre l’80% delle nostre pazienti, ora ci poniamo il problema del “come”, con l’obiettivo di fare in modo che le cure non spaventino più della malattia</em> &#8211; ha proseguito -<em>. Perché i capelli possono essere una componente importante dell’identità&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Ridurre la tossicità della chemioterapia è l’obiettivo dello studio clinico Ieo sul Caelyx</em> &#8211; commenta, poi, <strong>Viviana Galimberti</strong>, giovane  direttore dell’Unità di Senologia molecolare &#8211; <em>un farmaco che ha la stessa efficacia di quelli tradizionali ma non l’effetto collaterale dell’alopecia. Si tratta di farmaci sempre più mirati a colpire il vero bersaglio, cioè le cellule tumorali, lasciando stare quelle sane&#8221;.</em> Quest&#8217;ultimo, già utilizzato nelle fasi avanzate del tumore all’ovaio e alla mammella, sarà proposto dall&#8217;Ieo anche nella fase post operatoria, dopo l&#8217;asportazione del tumore.</p>
<p style="text-align: justify;">L’altra terapia che verrà sperimentata su scala nazionale è la cosiddetta Iart, ovvero Radioterapia intraoperatoria con radiofarmaci. Quest&#8217;ultima, come spiega <strong>Giovanni Paganelli</strong>, direttore della medicina Nucleare Ieo <em>&#8220;permette di evitare il ciclo di terapia esterna di circa due mesi, non necessita di apparecchiature costose ma di una siringa da insulina, può essere eseguita in regime ambulatoriale&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/la-battaglia-vinta-di-veronesi-chemio-senza-perdere-i-capelli-598/">La battaglia vinta di Veronesi: &#8220;chemio senza perdere i capelli&#8221;</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Tumore al seno, introdotta la radioterapia intraoperatoria</title>
		<link>http://www.ciakmedicina.com/tumore-al-seno-introdotta-la-radioterapia-intraoperatoria-590/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 13:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sembra arrestarsi &#8211; per fortuna - il cammino della scienza nello studio dei tumori, e nello specifico per quanto riguarda una delle patologie che colpisce di più le donne, ovvero il tumore al seno. Dagli Stati Uniti, infatti, giungono novità incoraggianti circa nuove metodologie per il trattamento della malattia. Di cosa si tratta? Gli [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/tumore-al-seno-introdotta-la-radioterapia-intraoperatoria-590/">Tumore al seno, introdotta la radioterapia intraoperatoria</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non sembra arrestarsi<em> &#8211; per fortuna -</em> il cammino della scienza nello studio dei tumori, e nello specifico per quanto riguarda una delle patologie che colpisce di più le donne, ovvero il <strong>tumore al seno</strong>. Dagli Stati Uniti, infatti, giungono novità incoraggianti circa nuove metodologie per il trattamento della malattia.</p>
<p style="text-align: justify;">Di cosa si tratta? Gli USA hanno annunciato che vi sarà presto la possibilità di adottare un vaccino anti-tumorale per il seno. La novità giunge precisamente dallo studio internazionale TARGIT, radioterapia intraoperatoria mirata, che ha provveduto a &#8216;lanciare&#8217; questa sorta di rivoluzione nel trattamento del tumore al seno: durante l&#8217;intervento di asportazione di tumore al seno, che prende tra l&#8217;altro il nome di mastectomia, sarà possibile effettuare <strong>un unico ciclo di radioterapia</strong> senza doverne fare altri in seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto al presente, cambia, appunto, il numero di cicli di radioterapia che ogni donna, dopo la mastectomia, è costretta a subire per una completa eliminazione delle cellule tumorali dal proprio organismo. Per la precisione, risultano necessari <strong>controlli periodici</strong>, che durano in tutto circa cinque o sei settimane.<span id="more-590"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma secondo quest&#8217;ultimo studio, quello che è, al momento, un vero e proprio travaglio potrebbe essere evitato, appunto, con un unico ciclo di radioterapia, che verrebbe svolto <strong>durante l&#8217;intervento</strong> di asportazione del tumore stesso. Una volta terminata l&#8217;operazione, quindi, non sarà più necessario compiere cicli di radioterapia.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla ricerca, tra l&#8217;altro, ha preso parte e contribuito anche l&#8217;Italia. E lo ha fatto attraverso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano che ha seguito <strong>239 pazienti su un totale di 2000</strong> in tutto il mondo, e che ha appunto provveduto ad illustrare nel Belpaese la novità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vantaggio derivante da questa seppur piccola innovazione è notevole: infatti, con un&#8217;unica dose di radio, mirata al male, saranno evitati gli <strong>effetti nocivi</strong> derivanti dalle sedute prolungate. Ed inoltre non saranno da sottovalutare i benefici derivanti dal minore stress psicologico a cui le donne saranno sottoposte.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;"><span class="article-content"><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;">di adottare un vaccino anti-tumorale per il seno</span></span></div>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/tumore-al-seno-introdotta-la-radioterapia-intraoperatoria-590/">Tumore al seno, introdotta la radioterapia intraoperatoria</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Eiaculazione precoce? Dagli USA arriva uno spray per combatterla</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 16:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scetticismo è d&#8217;obbligo in questi casi, ma non si può dire che l&#8217;invenzione non meriti spazio a livello mediatico: arriva dagli Stati Uniti, e sembrerebbe funzionare davvero, un nuovo farmaco in sperimentazione per il trattamento dell&#8217;eiaculazione precoce, ovviamente negli uomini. Il nome è alquanto sperimentale, sicuramente non &#8216;di mercato&#8217;: PSD502. Cos&#8217;è? Si tratta di [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/eiaculazione-precoce-dagli-usa-arriva-uno-spray-per-combatterla-583/">Eiaculazione precoce? Dagli USA arriva uno spray per combatterla</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo scetticismo è d&#8217;obbligo in questi casi, ma non si può dire che l&#8217;invenzione non meriti spazio a livello mediatico: arriva dagli Stati Uniti, e sembrerebbe funzionare davvero, un nuovo farmaco in sperimentazione per il trattamento <strong>dell&#8217;eiaculazione precoce</strong>, ovviamente negli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nome è alquanto sperimentale, sicuramente non &#8216;di mercato&#8217;: <strong>PSD502</strong>. Cos&#8217;è? Si tratta di uno <strong>spray</strong>, che si applica prima del rapporto, è che avrebbe la facoltà di allungare la prestazione, almeno mediamente, di 5,5 volte. Lo studio e&#8217; stato presentato al meeting annuale dell&#8217;American Urological Association in corso a San Francisco.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, nonostante lo scetticismo comprensibile, sono quasi <strong>1.100 pazienti reclutati in Canada, Usa ed Europa</strong>, che hanno utilizzato lo spray per un periodo di circa tre mesi. Al termine sono stati distribuiti dei questionari, dove erano richieste le valutazioni del prodotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel che ne è emerso è che, oltre al buon funzionamento del farmaco, che consiste nell&#8217;unione di lidocaina e prilocaina, si è registrata anche una aumentata soddisfazione della coppia nella quasi totalità dei questionari riempiti. <strong>Effetti collaterali? </strong>Il 6 per cento degli uomini e il 7 per cento delle partner coinvolte nello studio ne hanno riportati: nel primo caso si trattava di perdita dell&#8217;erezione, mentre nel secondo di sensazioni di bruciore.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; bene comunque definire al meglio quella che è l&#8217;eiaculazione precoce: non è &#8216;rappresentabile&#8217; con parole generali, poichè varia in qualche modo <strong>da persona a persona</strong>. E&#8217; comunque possibile effettuare una graduatoria, di quelli che sono gli stati della patologia:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>E.p. occasionale</strong><br />
Eiaculare prima della penetrazione o subito dopo può accadere ogni tanto per una serie di motivi legati all’eccitazione, alla paura, al luogo, ecc. Di solito questi episodi sporadici non turbano la serenità relazionale;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>E.p. primaria</strong><br />
Il riflesso eiaculatorio è molto rapido a causa di una condizione neurologica o anatomica particolare. Non è una malattia del corpo né della mente ma dipende dal fatto che si è fatti così. È l’unica condizione mai conosciuta dalla persona che quindi ha sempre eiaculato in pochi secondi dall’inizio della stimolazione (manuale, penetrazione, ecc.).</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>E.p. secondaria</strong><br />
Dopo alcune esperienze (masturbazione o rapporti sessuali) in cui si riusciva a gestire il momento dell’eiaculazione, non si è più capaci di controllare l’eiaculazione. Di solito nasce da fattori psicologici quali l’ansia da prestazione e provoca imbarazzo e frustrazione;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>E.p. da danno fisico</strong><br />
L’Eiaculazione precoce può essere anche legata a malattie somatiche (come l’infezione della prostata) o riconducibile a un danno organico o indotto da sostanze. In questi casi il problema può essere risolvibile eliminando le cause fisiche. In alcuni casi però il problema fisico si pone a fondamento di ansie che favoriscono la reiterazione del problema di carattere psicologico;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li style="text-align: justify;"><strong>E.p. contingente</strong><br />
Può accadere di non riuscire a controllare l’eiaculazione in alcuni luoghi ben specifici (basta cambiare luogo), in alcuni periodi della propria vita (basta far passare il momento) oppure con una compagna ben precisa. In quest’ultimo caso è chiaro che lasciare che la relazione finisca non è una soluzione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; text-align: justify;">
<ol>
<li><strong>E.p. occasionale</strong><br />
Eiaculare prima della penetrazione o subito dopo può accadere ogni tanto per una serie di motivi legati all’eccitazione, alla paura, al luogo, ecc. Di solito questi episodi sporadici non turbano la serenità relazionale;</li>
<li><strong>E.p. primaria</strong><br />
Il riflesso eiaculatorio è 	molto rapido a causa di una condizione neurologica o anatomica 	particolare.<strong> Non è una malattia del corpo né della mente</strong> ma dipende dal fatto che si è fatti così. È l’unica condizione mai conosciuta dalla persona che quindi ha sempre eiaculato in pochi secondi dall’inizio della stimolazione (manuale, penetrazione, ecc.).</li>
<li><strong>E.p. secondaria</strong><br />
Dopo alcune esperienze 	(masturbazione o rapporti sessuali) in cui si riusciva a gestire il 	momento dell’eiaculazione, <strong>non si è più capaci di controllare 	l’eiaculazione</strong>. Di solito <em><strong>nasce da fattori psicologici</strong></em> quali l’ansia da <em><strong>prestazione</strong></em> e provoca <em><strong>imbarazzo</strong></em> e <em><strong>frustrazione</strong></em>;</li>
<li><strong>E.p. da danno fisico</strong><br />
L’Eiaculazione 	precoce può essere anche <strong>legata a malattie somatiche</strong> (<em><strong>come 	l’infezione della prostata</strong></em>) o riconducibile a un <strong>danno 	organico</strong> o <strong>indotto da sostanze</strong>. In questi casi il problema può essere risolvibile eliminando le cause fisiche. In alcuni casi però il problema fisico si pone a fondamento di <em><strong>ansie </strong></em>che favoriscono la reiterazione del problema di carattere 	psicologico;</li>
<li style="text-align: left;"><strong>E.p. contingente</strong><br />
Può accadere di non 	riuscire a controllare l’eiaculazione i<strong>n alcuni luoghi ben 	specifici</strong> (basta cambiare luogo), <strong>in alcuni periodi della 	propria vita</strong> (basta far passare il momento) oppure <strong>con una 	compagna ben precisa</strong>. In quest’ultimo caso è chiaro che 	lasciare che la relazione finisca non è una soluzione.</li>
</ol>
</div>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/eiaculazione-precoce-dagli-usa-arriva-uno-spray-per-combatterla-583/">Eiaculazione precoce? Dagli USA arriva uno spray per combatterla</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Entro il 2010 arriveranno le cellule staminali per curare la sclerosi</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 20:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si tratterà del primo studio del genere in tutto il globo, e prenderà il via dall&#8217;Italia: entro il 2010 saranno introdotte, infatti, le cellule staminali per la cura della sclerosi multipla. Si tratta di una terapia ben strutturata, e basata, appunto, sull&#8217;utilizzo delle cellule staminali. Come detto, si tratterà del primo studio al mondo così [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/entro-il-2010-arriveranno-le-cellule-staminali-per-curare-la-sclerosi-573/">Entro il 2010 arriveranno le cellule staminali per curare la sclerosi</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si tratterà del primo studio del genere in tutto il globo, e prenderà il via dall&#8217;Italia: entro il 2010 saranno introdotte, infatti, le <strong>cellule staminali</strong> per la cura della sclerosi multipla. Si tratta di una terapia ben strutturata, e basata, appunto, sull&#8217;utilizzo delle cellule staminali.</p>
<p style="text-align: justify;">Come detto, si tratterà del primo studio al mondo così gestito, ed ingloberà una ventina di paesi: utilizza le cellule staminali del <strong>midollo (mesenchimali)</strong>. L&#8217;annuncio è giunto in giornata odierna a Roma, in occasione della <em>Giornata mondiale sulla sclerosi multipla.</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>[da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sclerosi_multipla" target="_blank">Wikipedia</a>]</em><br />
La sclerosi multipla (SM), chiamata anche sclerosi a placche, è una malattia infiammatoria cronica demielinizzante, a patogenesi autoimmune, che colpisce il sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale).</p>
<p style="text-align: justify;">La grande variabilità dei sintomi che la caratterizzano è conseguenza di un processo di degenerazione della mielina, da cui il termine demielinizzante (o mielinoclastica). La mielina costituisce la guaina che riveste parte del corpo dei neuroni permettendo la trasmissione rapida e integra degli impulsi nervosi. Se in uno stato di normalità le informazioni nelle fibre nervose sono trasmesse a 100 m/s, in un individuo affetto dalla sclerosi multipla la velocità scende gradualmente a 5 m/s. La mielinizzazione degli assoni è un processo che comincia nel quinto mese di vita fetale, ha un picco intorno ai sei-otto mesi di età e si protrae fino ai 2 anni, raramente fino ai 10. Nell&#8217;individuo adulto in seguito a distruzione delle guaine mieliniche, non si ha una nuova mielinizzazione.<span id="more-573"></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La sperimentazione coinvolgerà circa <strong>150 pazienti nel mondo</strong>, di cui circa 20 saranno italiani. La loro caratteristica comune sarà una malattia ancora attiva, ma non in fase avanzata, nei quali le cure tradizionali non hanno dato risultati.</p>
<p style="text-align: justify;">La scommessa dei ricercatori, guidati per l&#8217;Europa da <strong>Antonio Uccelli</strong>, del dipartimento di Neurologia dell&#8217;università di Genova, è che le cellule mesenchimali esercitino una doppia funzione:<em> &#8220;da un lato</em> &#8211; ha spiegato il ricercatore &#8211; <em>agiscono modulando la reazione autoimmune con cui il sistema immunitario attacca se stesso. Dall&#8217;altro rilasciano fattori che proteggono le cellule nervose e ne facilitano la sopravvivenza&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Siamo orgogliosi che una ricerca italiana sulle staminali da noi finanziata sia capofila a livello internazionale e che abbia aperto la strada a un percorso sperimentale a livello mondiale&#8221;,</em> ha dichiarato inoltre Mario Battaglia, presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (Fism), la fondazione dell&#8217;Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism).</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa Aism continua a confermarsi come una delle realtà principali, in tutto il mondo, per la ricerca riguardante la sclerosi multipla: assieme a Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna, è fra le quattro associazioni che nel mondo finanziano per l&#8217;85% la ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/entro-il-2010-arriveranno-le-cellule-staminali-per-curare-la-sclerosi-573/">Entro il 2010 arriveranno le cellule staminali per curare la sclerosi</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Epatite, il &#8216;nuovo&#8217; rischio arriva da piercing e tatuaggi</title>
		<link>http://www.ciakmedicina.com/epatite-il-nuovo-rischio-arriva-da-piercing-e-tatuaggi-555/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 20:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quella odierna, 19 Maggio, è stata la Giornata Nazionale dedicata all&#8217;Epatite. E proprio nell&#8217;ambito di questo giorno dedicato alla patologia, si è svolto a Roma il convegno &#8220;Epatiti Summit 2010&#8243;, appuntamento organizzato in contemporanea con altre attività informative e utili. Il convegno, tuttavia, ha attirato le attenzioni maggiori a causa dei dati e delle novità [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/epatite-il-nuovo-rischio-arriva-da-piercing-e-tatuaggi-555/">Epatite, il &#8216;nuovo&#8217; rischio arriva da piercing e tatuaggi</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quella odierna, 19 Maggio, è stata la Giornata Nazionale dedicata all&#8217;Epatite. E proprio nell&#8217;ambito di questo giorno dedicato alla patologia, si è svolto a Roma il convegno <strong>&#8220;Epatiti Summit 2010&#8243;</strong>, appuntamento organizzato in contemporanea con altre attività informative e utili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il convegno, tuttavia, ha attirato le attenzioni maggiori a causa dei dati e delle novità introdotte. Prima di ogni altra cosa, però, vediamo quella che è la definizione medica dell&#8217;Epatite.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">[da <a href="http://epatite.blogspot.com/" target="_blank">Epatite</a>]</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>EPATITE A: </strong>L&#8217;Epatite A é sempre provocata da un picornavirus, HAV, classificato ad oggi come prototipo del nuovo genere degli Hepatovirus, ed ha un periodo di incubazione che va dai 15 ai 50 giorni. L’Epatite A ha generalmente un decorso autolimitante e benigno, sono anche frequenti le forme asintomatiche, soprattutto nel corso di epidemie e nei bambini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>EPATITE B: </strong>Il virus dell’Epatite B (HBV) è un virus a DNA appartenente alla famiglia degli Hepadnaviridae. Se ne conoscono attualmente 6 genotipi (A-F) aventi una diversa distribuzione geografica. L’Epatite Acuta B nella maggior parte dei casi é asintomatica. In coloro in cui la malattia si manifesta, l’esordio è insidioso, con vaghi disturbi addominali, nausea, vomito e spesso si arriva all’ittero, accompagnato a volte da lieve febbre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>EPATITE C: </strong>L’agente infettivo, il virus HCV (Hepacavirus) fa parte della famiglia dei Flaviviridae. Sono stati identificati sei diversi genotipi e oltre 90 sub-tipi. I sintomi, quando presenti, sono caratterizzati da dolori muscolari, nausea, vomito, febbre, dolori addominali ed ittero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>EPATITE E:</strong> L’agente infettivo dell’Epatite E, il virus HEV è stato provvisoriamente   classificato nella famiglia dei Caliciviridae. L’Epatite E è una malattia   acuta molto spesso itterica ed autolimitante, assai simile all’Epatite A. Come per l’Epatite A, la trasmissione avviene per via oro-fecale, e l’acqua contaminata da feci è il veicolo principale dell’infezione. Il periodo di incubazione va da 15 a 64 giorni.<span id="more-555"></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, possiamo soffermarci su quelli che sono stati i dati snocciolati nell&#8217;ambito del convegno tenutosi a Roma. Qui gli addetti ai lavori hanno parlato dell&#8217;Epatite come di una <strong>&#8216;malattia silenziosa&#8217;,</strong> perchè capace, in Italia, di infettare <strong>due milioni di persone inconsapevoli</strong>, però, di essere malate.</p>
<p style="text-align: justify;">E se tra le fonti di contagio maggiori negli anni passati c&#8217;era sicuramente la tossicodipendenza, oggi la situazione si è evoluta: il mancato utilizzo di attrezzature mono uso, in alcuni casi, all&#8217;interno dei negozi che effettuano<strong> piercing o tatuaggi</strong>, sta mietendo diverse &#8216;vittime&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Prima la minaccia maggiore era la tossicodipendenza in vena. Oggi è la cocaina ad essere molto diffusa e a predisporre a una vita sessuale promiscua, facilitando così la diffusione di epatite C, ma soprattutto della B</em> &#8211; spiega Giampiero Carosi, direttore dell’Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell’università di Brescia -.<em> Per quanto riguarda invece l’epatite C, possiamo dire che in maniera sorprendente un fattore di rischio molto importante sono piercing e tatuaggi&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, quella che è stata ritenuta assolutamente necessaria è una <strong>maggiore informazione</strong> nelle cause che possono portare al contagio, e quindi a contrarre una delle forme di Epatite.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/epatite-il-nuovo-rischio-arriva-da-piercing-e-tatuaggi-555/">Epatite, il &#8216;nuovo&#8217; rischio arriva da piercing e tatuaggi</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>L&#8217;ipertensione uccide 240mila italiani l&#8217;anno, cos&#8217;è?</title>
		<link>http://www.ciakmedicina.com/lipertensione-uccide-240mila-italiani-lanno-cose-544/</link>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 16:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spaventano gli ultimi dati resi noti dalla società Italiana dell&#8217;Ipertensione Arteriosa: nel nostro paese muoiono, ogni anno, oltre 240mila persone colpite da Ipertensione. Il 30 per cento della popolazione, per parlare in percentuali. Ma non solo: l&#8217;Ipertensione sarebbe tra le cause principali di tutte le forme di cardiopatia ischemica (47 per cento), e degli ictus [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/lipertensione-uccide-240mila-italiani-lanno-cose-544/">L&#8217;ipertensione uccide 240mila italiani l&#8217;anno, cos&#8217;è?</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Spaventano gli ultimi dati resi noti dalla <a href="http://www.siia.it/it/home/home/0/home/0/0/0/home.html" target="_blank">società Italiana dell&#8217;Ipertensione Arteriosa</a>: nel nostro paese muoiono, ogni anno, oltre 240mila persone colpite da <strong>Ipertensione</strong>. Il 30 per cento della popolazione, per parlare in percentuali. Ma non solo: l&#8217;Ipertensione sarebbe tra le cause principali di tutte le forme di <strong>cardiopatia ischemica</strong> (47 per cento), e degli <strong>ictus cerebrali</strong> (54 per cento).</p>
<p style="text-align: justify;">In virtù di tali numeri, scatta la lotta <strong>all&#8217;obesità</strong>, causa principale di tale patologia, e della quale sono portatori, secondo le stime più recenti, un miliardo e mezzo di persone in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Snocciolati gli ultimi dati, ci chiediamo oggi su <em>Ciak! Medicina</em>: <strong>cos&#8217;è l&#8217;Ipertensione?</strong> Come si manifesta questa patologia, che colpisce, come detto, circa il 30 per cento della popolazione italiana?<span id="more-544"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Essa è vista come una delle malattie maggiormente diffuse nei paesi <strong>industrializzati</strong>, ed è quella che viene anche definita come la classica &#8216;pressione alta&#8217;, che nel nostro paese si presenta in oltre dieci milioni di persone. La medicina identifica l&#8217;Ipertensione come uno<strong> stato continuativo</strong>, e non occasionale, n cui la pressione  arteriosa è elevata rispetto a standard fisiologici considerati normali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando la pressione è alta, o per meglio dire ipertesa? La pressione arteriosa minima deve superare costantemente il <strong>valore 90</strong> (mm/Hg), mentre la massima deve essere regolarmente al di sopra del <strong>valore 140</strong> (mm/Hg).</p>
<p style="text-align: justify;">I medici identificano, nello specifico, due tipologie di questa malattia, che andiamo ad analizzare di seguito:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Ipertensione essenziale</strong><br />
E&#8217; la forma maggiormente diffusa. E&#8217; ipertensione di cui non si conoscono ancora a fondo le cause. Si parla in questo caso di patologia idiopatica e multifattoriale. Tra i possibili fattori alla base della patologia i più importanti sono la famigliarità (influenza genetica), le abitudini alimentari, il sovrappeso, la sedentarietà ed eventuali squilibri ormonali.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Ipertensione secondaria</strong><br />
In questo caso, al contrario, le cause che hanno portato allo sviluppo della patologie sono ben definibili. Ad esempio, le malattie renali, o quelle cardiache.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Diversi sono i fattori che possono portare allo sviluppo di una situazione di ipertensione nei soggetti. Tra questi, troviamo, in primo luogo, i fattori genetici. Ma anche lo stress, l&#8217;invecchiamento, la sedentarietà, le abitudini alimentari e quindi l&#8217;obesità.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo: alla base della cosiddetta Ipertensione secondaria, si ritrovano <strong>elementi ben precisi</strong>, anche andiamo ad elencare sotto.</p>
<ul>
<li>Nefropatia  parenchimale bilaterale (glomerulonefrite o pielonefrite cronica, malattia  policistica del rene ecc.)</li>
<li>Malattia  reno-vascolare (occlusione di un&#8217;arteria renale)</li>
<li>Coartazione  dell&#8217;aorta</li>
<li>Endocrina</li>
<li>Feocromocitoma</li>
<li>Sindrome  di Cushing</li>
<li>Iperaldosteronismo  primario</li>
<li>Ipertiroidismo</li>
<li>Iatrogena</li>
<li>Amine  simpaticomimetiche (usate per terapia raffreddore)</li>
<li>Cortisone</li>
<li>Ciclosporina</li>
<li>Fans</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">I <strong>sintomi </strong>di una Ipertensione allo stato <strong>iniziale </strong>sono mal di testa, sensazione di testa pesante, ronzii alle orecchie, vertigini, sudorazione fredda. Qualora, invece, la patologia dovesse giungere già allo stadio <strong>avanzato</strong>, saranno individuabili sintomi come cefalea nucale al risveglio, astenia, cardiopalmo, angina pectoris e dispnea, vertigini, fosfeni scintillanti; amaurosi puntiforme, acufeni, impotenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Curare l&#8217;Ipertensione, però, è possibile tramite attenti controlli, ed un regime di vita migliorato, sotto i consigli del medico. Per conoscere tutte le informazioni e le ultime notizie riguardanti questa malattia, il nostro invito è quello di visitare il portale <a href="http://www.ipertensione.net/" target="_blank">Ipertensione.net</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/lipertensione-uccide-240mila-italiani-lanno-cose-544/">L&#8217;ipertensione uccide 240mila italiani l&#8217;anno, cos&#8217;è?</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Chirurgia plastica: intervento al seno, meglio se fatto da giovani</title>
		<link>http://www.ciakmedicina.com/chirurgia-plastica-intervento-al-seno-meglio-se-fatto-da-giovani-538/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 16:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono sempre più le donne che, in disaccordo con quanto donato loro da &#8216;madre-natura&#8217;, decidono di intervenire sul proprio seno attraverso la chirurgia plastica. Ed oggi alcune dichiarazioni del prof. Fabio Stancanelli, direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia plastica dell&#8217;Università La Sapienza di Roma, spiegano come sia meglio subire tale intervento da giovani. &#8220;La [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/chirurgia-plastica-intervento-al-seno-meglio-se-fatto-da-giovani-538/">Chirurgia plastica: intervento al seno, meglio se fatto da giovani</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono sempre più le donne che, in disaccordo con quanto donato loro da &#8216;madre-natura&#8217;, decidono di intervenire sul proprio <strong>seno</strong> attraverso la chirurgia plastica. Ed oggi alcune dichiarazioni del <strong>prof. Fabio Stancanelli</strong>, direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia plastica dell&#8217;Università La Sapienza di Roma, spiegano come sia meglio subire tale intervento da giovani.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;La mastoplastica additiva è meglio farla a donne giovani, perché la pelle è tesa e resistente e tiene su le protesi, con un effetto estetico ideale</em> &#8211; spiega Stancanelli -<em>. Mentre una quarantenne ha un seno naturale già più molle, e con la protesi dura sotto la differenza si nota. E il seno &#8216;crolla&#8217; molto prima. E non bisogna esagerare: la protesi deve essere proporzionata al corpo</em> &#8211; prosegue il professore -<em>. Bisogna rispettare la proporzione di un terzo; se la donna ha una base di impianto di 12 centimetri, il seno può avere una proiezione (cioè l&#8217;altezza dalla base al capezzolo) non oltre i 4 centimetri&#8221;.<span id="more-538"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Le dichiarazioni del professore arrivano a margine degli ultimi dati resi noti in materia di chirurgia plastica dalla <a href="http://www.sies.net/" target="_blank"><strong>Società Italiana di Medicina Estetica (Sime).</strong></a> Da questi è venuto che <em>&#8220;se fino a 10-15 anni fa il 60% delle persone che ricorrevano a trattamenti di chirurgia e medicina estetica aveva tra i 30 e i 50 anni ora l’età media si è spostata a 50 anni, con un 8% circa di ultrasettantenni, sia uomini che donne&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A spiegare la situazione è <strong>Nicolò Scuderi</strong>, professore di chirurgia plastica e ricostruttiva alla Sapienza di Roma, il quale ha sottolineato come le richieste dei pazienti vadano<em> &#8220;dalla semplice puntura di botulino o acido ialuronico, fino al lifting e all&#8217;addominoplastica. E per le donne, soprattutto quelle che sono riuscite a conservare un&#8217;invidiabile fisico nonostante l&#8217;età, anche il seno nuovo&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Importante, in chiusura, è la riflessione di Emanuele Bartoletti, segretario della Sime, il quale ha sottolineato di come sia patetico tentare di <strong>ringiovanirsi eccessivamente</strong> tramite la chirurgia plastica. Il compito di quest&#8217;ultima, infatti, è quello di svolgere interventi che appaiano il più naturale possibili, atti a far vivere con serenità l&#8217;età effettiva dei pazienti.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/chirurgia-plastica-intervento-al-seno-meglio-se-fatto-da-giovani-538/">Chirurgia plastica: intervento al seno, meglio se fatto da giovani</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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		<title>Svegliare le cellule celebrali è possibile? Si, con l&#8217;attività fisica</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 20:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Aldamonte</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutt&#8217;altro che insostituibili. Potrebbero essere sovvertite, se i dati emersi da uno studio tedesco e pubblicati sulla rivista &#8216;Cell Stem Cell&#8217;, dovessero risultare veritieri: sino ad oggi le cellule celebrali venivano viste come organismi insostituibili, e quindi impossibili da rigenerare. Mentre secondo i ricercatori tedeschi questo non sarebbe vero. Un determinato livello di attività fisica, [...]<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/svegliare-le-cellule-celebrali-e-possibile-si-con-lattivita-fisica-535/">Svegliare le cellule celebrali è possibile? Si, con l&#8217;attività fisica</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tutt&#8217;altro che insostituibili. Potrebbero essere sovvertite, se i dati emersi da uno studio tedesco e pubblicati sulla rivista &#8216;Cell Stem Cell&#8217;, dovessero risultare veritieri: sino ad oggi le cellule celebrali venivano viste come <strong>organismi insostituibili</strong>, e quindi impossibili da rigenerare. Mentre secondo i ricercatori tedeschi questo non sarebbe vero.</p>
<p style="text-align: justify;">Un determinato livello di attività fisica, infatti, permetterebbe di proteggere le capacità mnemoniche del nostro cervello, favorendo, quindi, la <strong>rigenerazione</strong> delle cellule per così dire &#8216;pigre&#8217;. Gli scienziati, autori della ricerca, sono quelli dell&#8217;Istituto di Immunobiologia Max Planck Institute di Friburgo.</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio loro, attraverso tale rivelazione, hanno posto nuove basi per il trattamento di quelle malattie che colpiscono le capacità mnemoniche, <strong>come <a href="http://www.ciakmedicina.com/partono-in-italia-le-prime-sperimentazioni-del-vaccino-contro-lalzheimer-517/" target="_blank">l&#8217;Alzheimer</a></strong>, o anche per il rallentamento di procedimenti celebrali naturali, dovuti  semplicemente all&#8217;invecchiamento.<span id="more-535"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa certa è, secondo la ricerca e secondo alcune tesi della medicina moderna, che almeno alcune cellule celebrali risultano riproducibili all&#8217;interno dell&#8217;area denominata &#8216;ippocampo&#8217;, ovvero quella che il nostro cervello dedica <strong>all&#8217;apprendimento ed alla memoria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimanendo nell&#8217;ambito della ricerca, è noto come diverse cellule celebrali negli adulti rimangano &#8216;spente&#8217;, inattive. Ma proprio una <strong>corretta attività fisica </strong>avrebbe la capacità di riaccenderle, e farle tornare nuovamente operative.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esperimenti su cavie da laboratorio portati avanti con la ricerca tedesca mostrano il recupero di parte della funzionalità cerebrale <strong>in seguito al movimento o ad attacchi epilettici</strong>, che fungono in questo caso da fattore scatenante positivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;L&#8217;esercizio promuove la formazione di nuovi neuroni </em>- spiega<strong> Verdon Taylor</strong>, coordinatore della ricerca -<em>. Nei topi giovani, le cellule staminali si dividono quattro volte più frequentemente che negli animali vecchi. Tuttavia, il numero di cellule negli animali più vecchi è solo leggermente inferiore. Pertanto, le cellule staminali neuronali non scompaiono con l&#8217;età, ma sono tenute in riserva&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">I test hanno mostrato come alcune cellule celebrali si siano riattivate, nelle cavie, in seguito all&#8217;attività fisiche. Altre sarebbero tornate funzionanti in seguito, invece, ad attacchi epilettici indotti. La convinzione del team di Taylor, a questo punto, riguarda l&#8217;applicazione della cura, <strong>con i medesimi effetti</strong>, sull&#8217;organismo umano.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Matteo Aldamonte</strong></p>
<p><a href="http://www.ciakmedicina.com/svegliare-le-cellule-celebrali-e-possibile-si-con-lattivita-fisica-535/">Svegliare le cellule celebrali è possibile? Si, con l&#8217;attività fisica</a> è un articolo di <a href="http://www.ciakmedicina.com">Ciak! Medicina</a></p>
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