Quotidianamente la ricerca medica opera, attraverso studi e sperimentazioni pratiche, a caccia di novità rilevanti per il genere umano. Innovazioni e scoperte si susseguono continuamente, e spesso riguardano le tanto note Cellule Staminali. Di cosa stiamo parlando?

[da BionetOnline.org]

Le cellule staminali sono cellule il cui destino non è ancora “deciso”. Possono originare vari tipi di cellule diverse, attraverso un processo denominato “differenziamento”.

Nelle fasi iniziali dello sviluppo umano, le cellule staminali, situate nell’embrione, sono diverse da tutti i tipi di cellule esistenti nell’organismo, ovvero da quelle cerebrali, ossee, cardiache, muscolari, epidermiche.

Il settore medico americano, attraverso l’Università di Irvine, ha reso pubblica una ricerca molto interessante, pubblicata sulla rivista specializzata dell’Accademia Americana delle Scienze ‘Pnas’, e capeggiata dal professor Charles Limoli.

Il centro di ricerche dell’Università ha condotto uno studio su alcuni topini da laboratorio, ai quali sono state iniettate volontariamente cellule staminali nel cervello, tenendo poi sotto controllo l’evoluzione delle loro capacità cognitive, in condizioni di morte sicura come quelle della radioterapia.

In soli quattro mesi, le stesse capacità sarebbero migliorate in maniera assai visibile, tanto da salvarsi dall’inevitabile declino cognitivo dovuto alla radioterapia cui erano stati precedentemente sottoposti.

Una novità, questa, che potrebbe rappresentare un passo importantissimo verso la cura dei tumori al cervello, difficilissimi da trattare in medicina, poiché la dose di radioterapia efficace puo’ non essere ben tollerata e andare a danneggiare parti del cervello limitrofe al tumore.

Limoli, sottolineando l’importanza di un qualsiasi metodo che possa variare questa situazione difficile, ha spiegato come le staminali trapiantate, migrando spontaneamente nella regione cerebrale che normalmente fornisce nuovi neuroni al cervello, hanno compensato gli inevitabili deficit cognitivi causati dall’invasivita’ della radioterapia; il quadro delle loro funzioni cognitive, grazie al trapianto, e’ risultato del tutto comparabile a quello dei topolini normali.

“Con la ricerca futura le cellule staminali – ha poi concluso lo stesso Limoli – potrebbero essere usate un giorno per trattare tutta una serie di condizioni dovute alla radioterapia”.

di Matteo Aldamonte


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