Nessuno ce lo aveva mai assicurato: cervello e tecnologie non sono fatti per svilupparsi in maniera simultanea. Ed anzi, se l’evoluzione tecnologica è appositamente fatta per facilitare il compito umano, non dovrebbero meravigliare i risultati di una ricerca francese, secondo la quale il nostro cervello non sarebbe nato per operare in multitasking.
Termine nuovo? Il multitasking non è altro che la possibilità, offerta ad oggi da computer, smartphone e non solo, di svolgere più azioni contemporaneamente, tenendo differenti applicazioni avviate, accantonate e utilizzabili in qualsiasi istante, al massimo delle prestazioni.
Ma noi - anzi, la nostra testa - no. O meglio: il cervello umano, secondo i ricercatori dell’Institute National de Santé et de la Recherche Medicale e da Etienne Koechlin dell’Ecole Normale Supérieure di Parigi, non sarebbe in grado di svolgere, mantenendo prestazioni ottimali, più di due azioni.
Esempi? Il multitasking vero e proprio, quello del pc, attraverso il quale è possibile scrivere questo articolo, nel frattempo ascoltare musica, ed ancora pensare alla prossima mail da spedire, già di per sè abbasserebbe i livelli di attenzione umani.
La ricerca è stata portata avanti attraverso alcune risonanze magnetiche, grazie alle quali è emerso che una sola mansione vada ad interessare più aree del cervello. Affiancando a quell’azione, un’altra di differente entità, si è notato come il cervello stesso tende a ‘dividersi a metà’, dedicando un emisfero ad ogni mansione.
Le limitazioni più grandi, però, si riscontrerebbero nell’ambito delle funzioni esecutive, nel lobo frontale, il quale non può sostenere più di due azioni nello stesso istante.
“Il tipo di esperimento eseguito, su un campione di individui destri e nessun mancino e con due compiti da portare a termine che erano simili tra loro non consente di dire se la divisione dei compiti tra i due emisferi sia casuale o dipenda dal tipo di operazione e dalla dominanza di un emisfero su un altro – sottolineano i neurologi francesi sulla rivista Science – Ma i risultati dello studio suggeriscono che il lobo frontale, che ha funzioni esecutive, è limitato a svolgere al massimo due compiti nello stesso momento”.
di Matteo Aldamonte







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