Il diabete rappresenta una patologia assai comune nella società odierna. Su di esso sono stati puntati gli occhi del paese lo scorso 14 Novembre, in occasione della “giornata mondiale”, importante occasione per ottenere informazioni sulla malattia e sulle modalità utilizzate dalla medicina odierna per combatterla.
In quest’ultima missione, la tecnologia sta assumendo un ruolo sempre più centrale e determinante: nel caso specifico del diabete, infatti, sta trovando consensi unanimi il cosiddetto Microinfusore, ovvero un piccolo apparecchio elettronico, funzionante attraverso delle normali batterie.
Esso permette, tramite il collegamento di un tubicino al sottocute dell’addome, l’erogazione di una sola insulina rapida, o di un valore fisso nell’arco di tutta la giornata, al quale il paziente aggiunge, con la facilità che solo la tecnologia sa mettere a disposizione, i “boli” al momento dei pasti o in relazione alle diverse esigenze.
Grande quanto un cellulare, il microinfusore viene tenuto sempre indosso dal soggetto diabetico, ma sempre sotto il controllo del medico. Infatti, sono necessarie attente analisi per per ottenere un microinfusore, il quale viene comunque fornito gratuitamente al paziente, in qualità di cura per il diabete.
Come detto, l’apparecchio viene tenuto 24h su 24h dal soggetto, e può essere staccato facilmente per il periodo di una doccia, di un bagno al mare, in situazioni intime; funziona attraverso delle batterie, la cui durata è di circa un mese e mezzo.
Naturalmente, trattandosi di una metodologia nuova, può essere comprensibile un po’ di scetticismo. Eppure, i più assicurano che l’operazione per l’applicazione è di breve durata e non provoca alcun dolore. “I cateteri di infusione sono dei tubicini sottilissimi e trasparenti che collegano il deposito di insulina contenuto all’interno del microinfusore al sottocute dell’addome tramite un ago-cannula”, spiegano su ProgettoDiabete.
E per la notte? Il microinfusore non comporta alcun problema nemmeno in questo caso, poichè sempre i soggetti intervistati che ne fanno già uso hanno assicurato di non aver riscontrato alcun tipo di difficoltà. Insomma, la comodità è massima.
E lo è anche la sicurezza, visto e considerato che, attraverso degli specifici segnali, l’apparecchio avvisa per un funzionamento non corretto, l’esaurimento della scorta di insulina e lo scaricarsi delle batterie.
Ma quanto spiegato da noi su Ciak!Medicina - è bene dirlo - non è assolutamente tutto. Maggiori informazioni possono essere reperite sul web, a partire da portali specialistici come ProgettoDiabete, che offre una trattazione molto approfondita dell’argomento.
di Matteo Aldamonte
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