E’ uno studio portato avanti dall’Institute of Food Research di Norwich, in Inghilterra, a rivelarlo: le classiche allergie primaverili, che colpiscono moltissime persone in ogni parte del globo, potranno essere placate e curate grazie ai probiotici.

Probiotici? Si, e prima di proseguire, vediamo meglio di cosa stiamo parlando, attraverso la seguente definizione:

[da Wikipedia]
I probiotici sono definiti come «supplementi alimentari microbici vivi, che influenzano favorevolmente la salute dell’ospite, migliorandone l’equilibrio microbico intestinale». Svolgono insomma funzione diametralmente opposta agli antibiotici.

La comunità batterica residente nel tratto gastrointestinale umano ha un importante impatto sulle funzionalità gastrointestinali e in generale sulla salute dell’ospite.

Tuttavia, sia condizioni patologiche, come diarrea, ma anche stress, variazioni della dieta, assunzione di antibiotici, che alterazioni fisiologiche dell’intestino, possono avere effetti considerevoli sull’integrità della flora batterica intestinale.

La deplezione (perdita quantitativa) del normale microbiota ha effetti negativi sul benessere dell’ospite e spesso può essere associato ad un’aumentata suscettibilità alle infezioni batteriche. Per superare i problemi associati alla fluttuazione della microflora e, in generale, per migliorare la salute dell’ospite, vengono proposte due strategie principali per modulare il microbiota dell’ospite:

  • la somministrazione orale di preparazioni microbiche vive, dette probiotici;
  • l’assunzione con la dieta di prebiotici (oligosaccaridi non digeribili che hanno un effetto stimolatorio sul microbiota dell’ospite).

I batteri più usati in preparati probiotici appartengono ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus. Tuttavia sono utilizzati anche microrganismi appartenenti ai generi Streptococcus, Leuconostoc, Pediococcus, Propionibacterium e Bacillus.

Sarebbe positiva, infatti, la reazione che i fermenti lattici probiotici hanno nei confronti dei pollini. Un ragionamento, questo, legato all’analisi medica, secondo la quale il principio di partenza dell’allergia sarebbe legato ad insufficienze da parte della flora batterica.

Lo studio, condotto dal professor Claudio Nicoletti, è stato portato avanti su due gruppi di persone allergiche. Ad uno è stato poi fatto bere del latte contenente una buona dose di fermenti lattici probiotici, mentre al secondo del semplice placebo.

Il responso ha denotato una diminuzione degli anticorpi IgE, segnalatori di allergie, nel primo gruppo. “lo studio, il primo condotto sull’uomo, mette in evidenza come l’assunzione quotidiana di specifici fermenti lattici probiotici possa modificare le risposte del sistema immunitario al contatto con i pollini”, ha commentato Nicoletti.

di Matteo Aldamonte


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