L’Italia a tavola vuol dire buona, ottima cucina, ma è anche vini pregiatissimi, di livello internazionale. Nel campo vinicolo il nostro paese, com’è noto, è tra i principali produttori mondiali, in grado di offrire prodotti di cui potersi davvero vantare.

Ed uno di questi, uno dei più noti, ha scoperto oggi di possedere qualità non indifferenti non solo nel bicchiere, ma anche in ambito medico: stiamo parlando del Barolo, il famoso vino prodotto in Piemonte, nelle località della provincia di Cuneo.

Secondo una ricerca tutta italiana, e pubblicata nell’edizione online dell’American Journal of Hypertension, il Barolo invecchiato all’interno di botti di rovere, e quindi in legno di quercia, arricchirebbe il vino rosso di sostanze efficaci per la dilatazione dei vasi sanguigni, tenendo lontana l’Ipertensione.

[da TeamSalute]

IPERTENSIONE – Si definisce ipertensione arteriosa un aumento stabile nel tempo della pressione con cui il sangue circola nelle arterie del corpo umano.

Il sistema circolatorio è costituito dal cuore e dall’insieme dei vasi sanguigni che portano il sangue, ricco di ossigeno e sostanze nutritive, in ogni punto del corpo; il motore che dà la spinta a questa circolazione è il cuore che, con le sue ritmiche contrazioni, spinge il sangue verso la periferia del corpo; la contrazione del cuore provoca un aumento della pressione all’interno dei vasi sanguigni: il cuore si comporta come una pompa che ritmicamente aspira e preme il sangue.

La pressione del sangue all’interno delle arterie non è uguale nel tempo, aumentando in corrispondenza dell’impulso dato dalla contrazione del cuore – questa è la pressione massima o pressione sistolica – e diminuendo in corrispondenza della fase di rilasciamento del cuore – questa è la pressione minima o pressione diastolica.

L’esperimento pratico è stato condotto presso l’Università di Brescia, sotto il coordinamento di Enrico Agabiti Rosei; esso ha previsto l’analisi di quattro tipologie di vino: barolo maturato in barrique, barolo maturato in botti grandi, rosso maturato in botti di acciaio e bianco maturato in botti di acciaio.

Tramite la tecnica della micromiografia a fili, utilizzata in soli quattro centri di ricerca in tutto il mondo, gli studiosi hanno poi osservato le capacità inerenti la dilatazione dei vasi sanguigni degli stessi vini.

“L’ipotesi è che il legno di quercia delle botti rilasci nel vino sostanze antiossidanti, come quercetina e tannino, che si aggiungono agli altri antiossidanti già presenti nel vino rosso”, ha spiegato Damiano Rizzoni, responsabile del Laboratorio di biologia molecolare dell’università di Brescia.

Tuttavia, gli esperti non hanno esitato ad indicare un limite ben preciso, all’interno del quale il vino conserva le sue proprietà benefiche: non vanno superati, infatti, i due bicchieri giornalieri. Alle nostre arterie basteranno.

di Matteo Aldamonte


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