Questo è quel che si può definire come un classico cambiamento di rotta: il dottor Jhon Thorp, della University of North Carolina Chapel Hill School of Medicine, stava lavorando ad un nuovo antidepressivo, purtroppo per lui e per il suo lavoro rivelatosi alquanto mediocre.

Poi, qualche osservazione di routine ed ecco la novità. Flibanserin - è questo il nome del medicinale sperimentato – ha infatti lanciato segnali tutt’altro che tralasciabili nel trattamento del Disordine da Desiderio Sessuale Ipoattivo, ovvero la carenza di desiderio sessuale in alcune donne.

Un vero e proprio Viagra al femminile, insomma, i cui effetti sono stati evidenti in alcuni animali prima, ma successivamente anche in esseri umani. “Alcuni ricercatori – ha spiegato il dottor Thorp – hanno osservato che questo farmaco è capace di aumentare la libido in animali di laboratorio e soggetti umani. Abbiamo quindi condotto trial clinici multipli e le donne con basso desiderio sessuale che hanno partecipato ai trial hanno riportato un aumento della libido e della soddisfazione sessuale”.

Lo stesso professore ha poi posto all’attenzione come il mancato desiderio sessuale nelle donne sia una problematica di carattere sessuale da porre esattamente al pari della disfunzione erettile negli uomini. Ecco perchè assimilare il Flibanserin al Viagra appare tutt’altro che un’utopia medica.

“Durante i trial abbiamo testato la dose di Flibanserin più efficace e confrontato il farmaco con un placebo. Cento milligrammi al giorno sono la dose più indicata, che causa un maggior aumento del desiderio e dei rapporti sessuali soddisfacenti”, dice il dottore della University of North Carolina Chapel Hill School of Medicine.

“Questo farmaco – conclude – potrebbe dare origine a nuovi trattamenti privi di effetti collaterali”. Già, perchè ad oggi l’unico trattamento disponibile è quello che prevede la sostituzione degli androgeni.

In ogni caso, è tecnicamente errato accostare il Flibanserin alla pillola blu del sesso maschile. Qualcuno lo ha già soprannominato il “Viagra rosa”, ma esso non verrà assunto prima del rapporto sessuale, bensì attraverso una vera e propria terapia, con effetti diretti sulle molecole del cervello associate al piacere e alle emozioni.

I dati parlano chiaro: una donna su cinque soffre di diminuzione del desiderio sessuale. L’insuccesso di Thorp nel campo degli antidepressivi potrebbe rappresentare la fortuna di altre pazienti. Staremo a vedere.

di Matteo Aldamonte


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