Quella odierna, 19 Maggio, è stata la Giornata Nazionale dedicata all’Epatite. E proprio nell’ambito di questo giorno dedicato alla patologia, si è svolto a Roma il convegno “Epatiti Summit 2010″, appuntamento organizzato in contemporanea con altre attività informative e utili.
Il convegno, tuttavia, ha attirato le attenzioni maggiori a causa dei dati e delle novità introdotte. Prima di ogni altra cosa, però, vediamo quella che è la definizione medica dell’Epatite.
[da Epatite]
EPATITE A: L’Epatite A é sempre provocata da un picornavirus, HAV, classificato ad oggi come prototipo del nuovo genere degli Hepatovirus, ed ha un periodo di incubazione che va dai 15 ai 50 giorni. L’Epatite A ha generalmente un decorso autolimitante e benigno, sono anche frequenti le forme asintomatiche, soprattutto nel corso di epidemie e nei bambini.
EPATITE B: Il virus dell’Epatite B (HBV) è un virus a DNA appartenente alla famiglia degli Hepadnaviridae. Se ne conoscono attualmente 6 genotipi (A-F) aventi una diversa distribuzione geografica. L’Epatite Acuta B nella maggior parte dei casi é asintomatica. In coloro in cui la malattia si manifesta, l’esordio è insidioso, con vaghi disturbi addominali, nausea, vomito e spesso si arriva all’ittero, accompagnato a volte da lieve febbre.
EPATITE C: L’agente infettivo, il virus HCV (Hepacavirus) fa parte della famiglia dei Flaviviridae. Sono stati identificati sei diversi genotipi e oltre 90 sub-tipi. I sintomi, quando presenti, sono caratterizzati da dolori muscolari, nausea, vomito, febbre, dolori addominali ed ittero.
EPATITE E: L’agente infettivo dell’Epatite E, il virus HEV è stato provvisoriamente classificato nella famiglia dei Caliciviridae. L’Epatite E è una malattia acuta molto spesso itterica ed autolimitante, assai simile all’Epatite A. Come per l’Epatite A, la trasmissione avviene per via oro-fecale, e l’acqua contaminata da feci è il veicolo principale dell’infezione. Il periodo di incubazione va da 15 a 64 giorni.
Detto questo, possiamo soffermarci su quelli che sono stati i dati snocciolati nell’ambito del convegno tenutosi a Roma. Qui gli addetti ai lavori hanno parlato dell’Epatite come di una ‘malattia silenziosa’, perchè capace, in Italia, di infettare due milioni di persone inconsapevoli, però, di essere malate.
E se tra le fonti di contagio maggiori negli anni passati c’era sicuramente la tossicodipendenza, oggi la situazione si è evoluta: il mancato utilizzo di attrezzature mono uso, in alcuni casi, all’interno dei negozi che effettuano piercing o tatuaggi, sta mietendo diverse ‘vittime’.
“Prima la minaccia maggiore era la tossicodipendenza in vena. Oggi è la cocaina ad essere molto diffusa e a predisporre a una vita sessuale promiscua, facilitando così la diffusione di epatite C, ma soprattutto della B – spiega Giampiero Carosi, direttore dell’Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell’università di Brescia -. Per quanto riguarda invece l’epatite C, possiamo dire che in maniera sorprendente un fattore di rischio molto importante sono piercing e tatuaggi”.
In conclusione, quella che è stata ritenuta assolutamente necessaria è una maggiore informazione nelle cause che possono portare al contagio, e quindi a contrarre una delle forme di Epatite.
di Matteo Aldamonte







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