“Non possiamo accettare che in Italia non ci sia, da parte dei medici, una presa di coscienza sui vaccini come unico sistema della sanità pubblica per arginare certi virus”. E’ proprio in loro, nei medici, che Ferruccio Fazio, ministro della Salute, individua i principali responsabili del flop che ha avvolto i vaccini finalizzati a combattere l’Influenza A.

Sono 35.300 le dosi somministrate, ad oggi, nel nostro paese, contro i 24milioni di italiani vaccinati che il ministero della Salute aveva previsto, acquistando dosi nella stessa qualità, per coprire così al meglio il fabbisogno. Previsione errata, per colpa dei medici, o perchè il virus H1N1 non ha realmente spaventato gli italiani?

La categoria di dottori e simili ha indiscutibilmente fatto la sua parte, non attribuendo fiducia al vaccino contro l’Influenza A,  considerato inaffidabile e pericoloso per la salute dei propri pazienti. All’attacco di Fazio, proprio in tal senso, rispondono alcuni dati emersi dall’analisi dello stesso vaccino.

Una possibilità su diecimila di contrarre la cosiddetta polineuriti. Di cosa si tratta? Detto in soldoni, essa comporta la paralisi di tutti i nervi. E ciò sarebbe possibile proprio assumendo il suddetto vaccino. Una statistica, insomma, che ha fatto spaventare gli addetti ai lavori, e che ora esce allo scoperto per i pazienti.

Eppure questo flop-vaccini, pur avendo portato benefici ai pazienti, avrebbe comunque fatto “morti e feriti”. Stiamo parlando delle case farmaceutiche, che nella produzione delle dosi hanno investito in maniera massiccia, contando indubbiamente sull’allarmismo creato dai mass-media.

Fare i conti, invece, con un Ordine dei Medici che, al contrario, si è posto in difesa dei pazienti, non era stato previsto. Ecco perchè, seppur non attraverso le colonne dei giornali ed i titoli dei tg, vi sarebbe una tensione non indifferente tra case farmaceutiche e lo stesso Ordine.

Lo scontro potrebbe tramutarsi in pressioni da parte degli stessi produttori, la cui necessità è quella di vendere i vaccini. Sarebbe necessaria, per far sì che ciò possa avvenire, un’azione di promozione da parte dei medici, la quale con ogni probabilità non avverrà.

Solo ipotesi? La diversità di pareri ed obiettivi tra i due fronti è palese. Ed altrettanto palese è il putiferio che si verrebbe a creare nel caso in cui davvero pressioni ed interventi delle cause farmaceutiche tentassero di ledere l’autonomia dell’Ordine dei Medici.

di Matteo Aldamonte


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