Novembre, Dicembre, Gennaio, Febbraio. Mesi freddi, in cui la colonnina di mercurio segna temperature basse, spesso da far battere i denti. E poi, eccetto il periodo natalizio, stiamo parlando di mesi in cui lavoro e stress fanno da padroni, riempiendo le strade cittadine di auto che trasportano gente tanto impegnata, quanto disinteressata alla quantità di smog prodotta dai suoi stessi spostamenti.
Eppure, sarebbe l’ora di pensarci un po’ di più. Già, perchè freddo e smog sono considerabili come fattori in grado di aumentare le probabilità d’infarto nella popolazione. Lo rivela una ricerca condotta dall’Università di San Paolo, in Brasile.
Secondo la stessa, infatti, sbalzi di temperatura - non solo freddo, quindi - e lo smog cittadino sono in grado di aumentare i casi di infarto; se nei centri urbani se ne registra un dato numero in maniera quasi quotidiana, questo numero aumenta di quattro casi nei giorni più freddi ed in quelli più caldi dell’anno. Ma non solo variazioni climatiche, come si diceva qualche riga più in alto.
Infatti, l’inquinamento atmosferico svolge una parte “importante”, nonostante gli esperti hanno evitato, per ora, di indicare una precisa soglia di sicurezza, al di sopra della quale il nostro cuore risente particolarmente, e quindi è più vicino a provocare un infarto. Ma rimane il fatto che lo smog rappresenta un fattore di rischio significativo, e dal quale rifugiarsi appena possibile.
Ma non c’è solo l’infarto tra le possibili casistiche generate dallo smog. Infatti, nell’ambito della conferenza “American Society of Reproductive Medicine” ad Atlanta, è stato sottolineato come l’inquinamento atmosferico sia in grado di aumentare anche il rischio di aborto nelle donne.
“L’inquinamento atmosferico influenza negativamente lo sviluppo embrionale, rendendo l’aborto più probabile di due volte e mezzo rispetto al normale”, hanno spiegato durante il convegno. E se per l’infarto non si parlava di limiti di sicurezza, è bene sottolineare che “anche livelli di inquinamento contrassegnati come ‘sicuri’ dall’Oms potrebbero essere sufficienti ad aumentare il rischio di aborto”.
Rimanendo nell’ambito dell’inquinamento atmosferico, problematica di prim’ordine nella moderna società di oggi, giungono anche dati riguardanti il Belpaese: è Milano, con 51 microgrammi/metro cubo di concentrazione di Pm10, la città attualmente più inquinata della penisola.
di Matteo Aldamonte







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