Primato, negativo come pochi: Milano detiene il primo posto nella triste classifica dei baby-fumatori, perchè è nel capoluogo lombardo che si concentrano più minorenni vicini al vizio della sigaretta, rispetto ai numeri, comunque crescenti, che caratterizzano il resto della penisola.

Andiamo con ordine, analizzando i dati che riguardano il popolo dei baby-fumatori in tutto il Belpaese: l’85 per cento dei fumatori italiani comincia a fumare prima di aver compiuto i 18 anni. E la media nazionale dice che oggi 12 minorenni ogni 100 si avvicinano con disinvoltura al fumo, alla sigaretta.

Tutto si alza a Milano: qui sono 20 su 100 i minorenni fumatori. Anzi, per la precisione specifichiamo che i piccoli fumatori milanesi accendono la prima sigaretta con un anticipo medio di sei mesi, rispetto ai ‘colleghi’ e coetanei del resto d’Italia.

I numeri provengono tutti dalla ricerca “Gli Studenti delle scuole superiori milanesi, il loro modo di essere, il rapporto con il fumo di sigaretta”, coordinata da AstraRicerche e promossa dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano e dalla Fondazione Veronesi.

Allo studio hanno collaborato oltre 4mila ragazzi, intervistati tramite un questionario. E ne è emerso che il 34 per cento degli studenti fumano tra i 14 ed i 19 anni, con una media di ben otto sigarette al giorno. Mica male. Si fuma con gli amici (77 per cento), si fuma da soli (52 per cento), si fuma abitualmente (21 per cento), come fosse nulla.

Le motivazioni? Per la maggioranza dei ragazzi intervistati la ‘colpa’ sarebbe dei genitori che già fumavano, ed hanno funto da esempi. Alcuni, tuttavia, ammettono che tra i coetanei è prevalente l’abitudine all’uso di sigarette. Meno preponderante è la voglia di smettere: solo la metà degli studenti vorrebbe lasciarsi alle spalle le sigarette, e perdere il vizio.

Secondo gli assessori comunali servirebbe “un intervento immediato con un approccio che raggiunga efficacemente i giovani. Non basta proibire la sigaretta, o sconsigliare di bere più di un drink a sera, perchè un ragazzo non indulga in comportamenti autolesionistici”. Le percentuali, intanto, crescono.

di Matteo Aldamonte


Ciak! on Facebook

  1. Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?