Verrà celebrata il prossimo Lunedì 21 Settembre, in tutto il mondo, la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, la malattia che colpisce, ad oggi, più di ventisei milioni di persone in tutto il mondo, circa cinquecentomila delle quali anche nel nostro paese.

E proprio in Italia, soprattutto attraverso la Fondazione Alzheimer Italia e la Fondazione Golgi Cenci, sono numerose le iniziative che prenderanno il via. Prima fra tutte, quella intitolata “Biografia, non solo biologia”, ambientata a Milano, e avente per tematiche principali la necessita’ di studi sui fattori di rischio e di protezione della perdita delle funzioni cognitive.

Ma non sarà il solo capoluogo lombardo a dimostrarsi attento nei confronti di questa patologia che, ricordiamo, è caratterizzata da un avanzamento subdolo graduale, per effetto del quale la persona colpita comincia con il non ricordare alcune cose, sino a dover chiedere aiuto e lumi anche per le attività quotidiane più semplici.

Diverse, come dicevamo, le città coinvolte in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer: a Rimini verrà tenuto, infatti, un concerto benefico presso il Teatro degli Atti, mentre ad Agrigento ed in ventuno altri centri della Sicilia verranno messi in vendita, in cambio di un’offerta libera, ben tremila chili d’uva, per l’iniziativa “Uniti come chicchi d’uva”.

E ancora, occhi puntati sulla ASL di Monza, dove saranno distribuite informazioni a tutti coloro i quali abbiano necessità o volontà di avvicinarsi in maniera utile a questa malattia.

Ma tornando a Milano, presso la Triennale (Viale Alemagna, 6, dalle 9.30 del 21 Settembre) si terrà il convegno “Longevità e alzheimer”, organizzato dall’associazione non profit Vita, la quale sul proprio sito ha pubblicato un’interessante intervista sul tema, Ferruccio Fazio.

“Si, c’è un progetto per l’Alzheimer – spiega Fazio – si tratta di un progetto di ricerca articolato in quattro aree: area epidemiologica, area di biologia sperimentale, area biomedica, area di ricerca sanitaria, nell’ambito del quale il Ministero ha affidato agli Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico, alle Regioni, all’Istituto superiore di sanità e all’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, la conduzione di specifiche linee di ricerca, i cui risultati forniscono elementi a supporto della pianificazione di un programma organico di prevenzione e di trattamento integrato, su cui peraltro il Ministero ha finanziato una nuova linea di ricerca, in atto, condotta dall’Iss in collaborazione con le regioni”.

“L’Alzheimer – ha poi continuando il viceministro, spostando il discorso sull’assistenza territoriale necessaria per i malati  – rientra nelle più complessive problematiche assistenziali connesse alla non autosufficienza. Ricordo che mentre l’organizzazione dei servizi spetta alle regioni (a seguito delle  modifiche al Titolo V della Costituzione), da parte del ministero e dello Stato va assicurato il periodico aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e la revisione dei principi fondamentali in base ai quali regioni, Asl e comuni devono realizzare la rete assistenziale. Negli ultimi anni, si è introdotto e normato il principio della messa a carico della spesa sanitaria di una significativa quota parte dei diversificati interventi della cosiddetta “area dell’integrazione socio-sanitaria”. Di fatto, sempre più tende ad espandersi il settore assistenziale rivolto alle persone affette da cronicità, alle quali occorre assicurare un ventaglio di risposte assistenziali che coprano un arco di possibili interventi”.

Non rimarrà insensibile, quindi, il nostro paese, che si prepara con iniziative e convegni, a porre dinanzi ad ogni cosa una tematica importante ed attuale come l’Alzheimer.

di Matteo Aldamonte


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