Nasce, si allena, cresce. E lo fa anche velocemente. E’ il nostro cervello, che consente di apprendere velocemente nuove capacità motorie, e mantenerle anche se per anni queste non vengono praticate. Ne è esempio lampante la bicicletta: una volta imparato a pedalare, anni di inattività non impediranno di ricordare i movimenti per partire nuovamente.

La notizia dov’è? E’ molto significativo osservare come l’apprendimento, da parte delle nostre cellule celebrali, possa avvenire in maniera molto veloce. Più di quanto si possa immaginare. Ed effettivamente, non lo immaginavano nemmeno gli scienziati dell’Università di Santa Cruz, autori della ricerca.

Essi hanno effettuato test e ricerche, al momento, solo su alcuni topini di laboratorio. Ma i risultati, inutile negarlo, si sono rivelati interessanti: dopo un’ora soltanto allenamento motorio con semplici esercizi fisici, il cervello degli animali si è rivelato in grado di sviluppare nuovi collegamenti (sinapsi) tra i neuroni.

Ancor più sbalorditiva, poi, è la scoperta aggiuntiva: secondo quanto pubblicato sulla rivista Nature, infatti, tali collegamenti neuronali, dopo un periodo di modellamento, si sono rivelati in grado di stabilirsi in maniera permanente, potendo considerare come acquisita, pertanto, quella determinata attività motoria.

Nello specifico, i ricercatori hanno sottoposto i topolini ad un esercizio fisico di estrema semplicità: dover raccogliere dei semini. Modificato il cervello dei topolini, all’interno del quale si è fatto sì che la corteccia celebrale producesse delle proteine fluorescenti - proprio per evidenziare la crescita - si è evidenziata la creazione, nel giro di un’ora, di nuove sinapsi, o collegamenti.

E’ interessante vedere, inoltre, come ogni determinato esercizio fisico, movenza, sia ricollegabile ad un determinato gruppo di sinapsi, e pertanto è praticamente certo che il nostro “custodisca” al suo interno le varie attività motorie, che poi l’uomo, con l’apprendimento, tira fuori.

Una volta apprese, queste capacità fisiche vengono dapprima registrate, ed i neuroni che le contengono, anche attraverso l’allenamento, si consolidano in maniera significativa. Lo fanno, sino a non disperdersi mai più, rimanendo indelebili nel cervello umano.

Sono sempre meno, in definitiva, i segreti che l’apparato celebrale umano nasconde all’uomo ed alla ricerca. L’attività fisica, in primis, sembra ora una materia totalmente conosciuta. Benchè sia noto come gli studi e la scienza non si pongano limiti d’alcun genere.

di Matteo Aldamonte


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