E’ un dato statistico oramai certo che all’inizio del 2000, per la prima volta nella storia dell’uomo il tasso di morti dovute al cancro ha cominciato a decrescere grazie sopratutto alla prevenzione ed alla ricerca.
E’ risultato evidente agli occhi della ricerca scientifica e medica che lo stile di vita individuale rappresenta un fattore di primaria importanza per quanto riguarda l’incidenza dei tumori, perché correggendo ed evitando alcuni comportamenti è possibile inibire l’insorgere delle malattie tumorali; oltre a questo è anche possibile influire sulla curabilità di certe malattie in quanto utilizzando dei programmi di diagnosi precoce è possibile evidenziare le alterazioni iniziali e di conseguenza intervenire nella fase in cui la malattia è ancora trattabile con terapie meno invasive e che rispettano il normale modo di vivere della persona sopratutto a livello qualitativo.
La prevenzione, dunque, è di certo una delle “cure” che maggiormente funzionano quando si parla di questo tipo di malattie mentre l’altra grande svolta epocale dell’inizio degli anni 2000 è senza ombra di dubbio la decodifica del genoma umano.
Lo studio del DNA infatti spiega e conferma i dati che l’epidemiologia ha raccolto per anni e anzi li rafforza. L’alimentazione senza ombra di dubbio risulta essere l’esempio più calzante.
L’analisi dei casi di cancro sulle varie popolazioni hanno evidenziato delle incredibili e sconcertanti differenze che dimostrano ed avvalorano questa tesi, ma facciamo qualche esempio:
- il tumore allo stomaco è frequente in Giappone ma non in Canada,
- il tumore all’esofago è tipico dell’Iran ma non esiste in Norvegia,
- il tumore all’esofago è diffuso nell’Italia alpina ma non al Sud,
- i tumori al Nord Italia sono molto maggiori rispetto al Sud Italia,
ma ancora più incredibile il fatto che il cambio di abitudini di vita cambia in maniera inequivocabile anche l’incidenza della malattia, ma facciamo altri esempi:
- i Giapponesi emigrati in California non sono più soggetti agli elevati livelli di tumore allo stomaco, tipico della loro terra natale, ma hanno acquisito la cospicua frequenza di cancro al seno e al colon caratteristici della popolazione Californiana.
Inoltre quelle persone che hanno stili di vita molto diversa dalla normale popolazione, tipo i vegetariani o persone che seguono stili di vita anticonformisti hanno anche un diverso rischio oncologico.
A seguito di questi risultati empirici, reali e statistici la scienza ha preso coscenza in modo chiaro ed inequivocabile che il cibo è il responsabile di una grande quota di tumori e ha anche accertato che alcuni alimenti sono in grado di proteggere l’organismo dall’avvento di queste malattie (ad esempio la frutta e la verdura) grazie alla lettura del genoma che ha mostrato la presenza di antiossidanti in questi cibi (gli antiossidanti sono in grado di proteggere i geni da mutazioni che affligono le cellule sano trasformandole in tumorali.
In questi anni sta crescendo una disciplina scientifica (la nutrigenomica) che promette grazie alla conoscenza del genoma delle piante di arrivare ad una dieta in grado di proteggerci con alte percentuali di successo da alcuni tipi di tumore.
Anche se non siamo ancora pienamente padroni di questa disciplina di sicuro si può affermare che al giorno d’oggi ognuno di noi può fare molto nel suo piccolo per combattere e prevenire l’avvento di queste malattie.
Si sa infatti che il cancro è una malattia genetica e ambientale perché è dovuta a mutazioni che si producono nei geni a seguito di un danno al DNA.
Questo danno può derivare da fattori esterni come come il fumo, le radiazioni, le sostanze cancerogene e i virus oppure dall’ambiente interno del nostro organismo, che a sua volta dipende in parte da fattori esterni di cui abbiamo bisogno per vivere come il cibo e l’aria, e quindi diventa di fondamentale importanza il ruolo della prevenzione.
Evitando dunque l’esposizione a fattori esterni possiamo in maniera drastica ridurre l’incidenza della malattia sul nostro organismo e quindi diventa fondamentale una corretta alimentazione perché dallo studio e dalla ricerca si è reso evidente che il 30% dei tumori è dovuto ai cibi che ingeriamo mentre solo il 4% è dovuto all’aria che respiriamo.
Le percentuali e le statistiche sono state ricavate dalla “Prefazione di Umberto Veronesi” del libro “L’Alimentazione anti-cancro” di Richard Béliveau & Denis Gingras – Sperling & Kupfer editori.

Cibo determinante nella formazione del Cancro…
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