Ora di pranzo, in tv è ora di tele-giornali, e Rai2 dedica sempre un po’ di spazio ad approfondimenti sulla vita di tutti i giorni, tramite quello che viene chiamato ‘Costume&Società‘. Ieri (6 Settembre ndr) si parlava di alimentazione, e nello specifico dell’ormai ‘vecchio’ quesito di molte mamme: le merendine fanno male ai bambini?
“Assolutamente no”, rassicurava il dottore intervistato, con tanto di camice. Perchè “le merendine di oggi rispettano tutti gli standard qualitativi per una corretta alimentazione”. Basterebbe non esagerare, quindi, per poter comunque mangiare con tranquillità i tanti snack che incontriamo sugli scaffali dei supermercati, e che alcuni evitano per diffidenza e per esigenze di linea.
Relativa tranquillità, quindi, nel consumare le merendine. O forse no. Già, perchè è notizia di oggi la ricerca pubblicata dall’Università Michigan (sezione Scuola di Medicina), diretta dal dottor Madhuri Kakarala e pubblicata sul “Journal of School Health”, secondo la quale chi esagera con merendine e snack ha moltissime probabilità, anche a distanza di anni, di sviluppare malattie come: diabete, obesità e malattie coronariche.
Bambini e bambine, ragazzi e ragazze, hanno compilato, per portare avanti la ricerca, un questionario circa le loro abitudini alimentari durante la giornata scolastica e dopo. Ne è emerso che il 22 per cento dei bambini ha mangiato almeno una volta al giorno un alimento preso da un distributore automatico o comunque confezionato. Ma il primato di maggior consumatore di snacks e merendine spetta a i ragazzi delle scuole superiori: sono infatti l’88 per cento, seguiti da quelli delle scuole medie, con il 53 per cento ed infine i bambini delle elementari che sono il 16 per cento.
Zuccheri e grassi, a discapito di fibre alimentari, vitamine (come la B e minerali come il ferro) consumando le merendine con continuità, spiegano gli esperti. Al contrario di quanto detto da parte italiana, su una rete nazionale. Ma chi avrà ragione: l’Università di Michigan o Rai2? A voi la vostra… libertà di pensiero.
di Matteo Aldamonte







Dipende tutto dalle quantità…