Dopo un periodo in cui gli onori delle cronache l’avevano quasi lasciata da parte, l’Influenza A è tornata, proprio in questi ultimi giorni, a farsi sentire, con il contagio ed il ricovero urgente del ragazzo parmense presso l’ospedale San Gerardo di Monza.

Panico? No. “Perché – spiegano gli esperti – da un punto di vista clinico il virus A/H1N1 non di si differenzia dall`influenza stagionale che circola nel periodo invernale”.

E gli italiani, seppur con qualche timore in più rispetto al solito, sembrano credere a medici e pediatri: sarebbero tre su quattro, secondo un’analisi condotta dalla Doxa, le persone a non temere il contagio del Virus H1/N1, che, al contrario, miete vittime in America e Asia.

In Italia, in effetti, nulla è andato oltre le complicazioni polmonari del caso di Parma. Per il resto, l’influenza si è manifestata con i medesimi sintomi - e quindi febbre, dolori articolari e muscolari, tosse secca, congestione nasale - della stessa influenza invernale che si appresta a colpire, come ogni anno, il Belpaese.

Nessuna preoccupazione, quindi, anche dinanzi alla rapida circolazione del virus a livello mondiale: sei settimane per fare quello che altre malattie avrebbero fatto in sei mesi. “Trattandosi di un virus con caratteristiche nuove la popolazione è scoperta dal punto di vista immunologico – ha spiegato la dott.sa Isabella Donatelli su Il Sole24Ore – e il virus ha molte più possibilità di circolare e diffondersi”.

Se non bastano le informazioni messe a disposizione dalle autorità e dai vari organi d’informazione italiani, a rassicurare le varie popolazioni arrivano anche due portali di sicuro affidamento, che Ciak! Medicina vi segnala di seguito:

In Italia, invece, sarà possibile far riferimento al numero verde 1500, messo a disposizione dal Ministero della Salute. Ma se non è il caso di allarmarsi, è necessario, come unica vera misura “medica”, lavarsi le mani in maniera attenta, utilizzando tanto sapone da coprire tutta la superficie delle mani.

Utile anche il buon senso: di rientro dalle vacanze, o comunque da zone a rischio, è bene aspettare in casa il tempo sufficiente, dai cinque ai sette giorni.

Infine, come annunciato dalle cronache nazionali, via alla prima tranche di vaccini. In questa, le vaccinazioni saranno effettuate dagli operatori sanitari e dai servizi sociali essenziali. Precedenza a bambini e anziani, oltre che ai giovanissimi, categoria più colpita dall’influenza.

di Matteo Aldamonte


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