Dopo gli allarmismi iniziali, l’arrivo dei vaccini, i decessi e le complicazioni dovute alla prima ondata, si è trattato di un Natale quantomai “silenzioso”, quello riservato dall’Influenza A e dai medici italiani agli abitanti del Belpaese. Il peggio è passato, insomma?
Forse, perchè, come detto, la prima ondata, con tutte le complicazioni che si è rivelata in grado di portare, avrebbe esaurito i suoi effetti, stringendo la morsa sull’apparato medico e sulla popolazione nazionale. Ma gli esperti avvisano: vietato abbassare la guardia.
Già, perchè l’inverno non è finito, e le difese immunitarie sarebbero ancora troppo deboli per difendere al meglio i nostri organismi da un nuovo attacco, da una nuova epidemia di influenza. Si è trattato, certo, di Virus H1N1, ma che nella gran parte dei casi ha portato solo una gran febbre, e null’altro.
Si spiega così, probabilmente, la limitata diffusione che hanno avuto i vaccini nel nostro paese, obbligatoria solamente per alcuni casi altamente a rischio (cardiopatici, obesi, ecc).
Insomma, occhi aperti e sempre ben chiari in mente gli accorgimenti che aiutano il corpo a tenere lontano il contagio. Già, perchè il termine della prima ondata potrebbe essere solo un’impressione. Questo almeno stando ai dati pubblici, secondo i quali la diffusione del virus, in Italia, avrebbe mantenuto un ritmo lento per tutta la sua durata.
“Il primo picco si è concluso ma il virus può ripresentarsi o mutare - ha spiegato, a riguardo, il ministro della Salute, Ferruccio Fazio - l’unica arma sono i vaccini, i quali sono sicuri ed efficaci”.
188 il numero totale dei decessi nella nostra penisola, con un tasso di mortalità pari allo 0,0048%, dicono con esattezza i numeri. E non dovrebbe bastare un Natale di tregua - fisica, o solamente mediatica? – a lasciare totalmente tranquilli gli italiani.
di Matteo Aldamonte
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