Lancia l’allarme la Società italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), affidandosi alle parole del suo presidente, Giorgio Vittori: in Italia è ‘boom’ – nell’accezione più negativa del termine - di malattie sessualmente trasmissibili.
Una constatazione, questa, effettuata nell’ambito della campagna informativa per le giovani donne ‘Scegli tu di vincere’, dove quindici atlete di punta del movimento sportivo azzurra hanno partecipato in qualità di testimonial.
L’allarme è partito dopo le rilevazioni rese note dall’Istituto Nazionale della Sanità, appunto circa quella che è la diffusione di malattie di carattere sessuale, soprattutto fra i giovani della penisola. Ne è venuto fuori, in primis, un nome inquietante: HIV.
[da Ministero della Salute]
AIDS (Acquired Immune Deficiency Sindrome) significa “Sindrome da Immunodeficienza Acquisita”. Nelle persone malate di AIDS le difese immunitarie normalmente presenti nell’organismo sono state fortemente indebolite a causa di un virus denominato HIV (Human Immunodeficiency Virus) e non sono più in grado di contrastare l’insorgenza di infezioni e malattie – più o meno gravi – causate da altri virus, batteri o funghi (infezioni/malattie opportunistiche).E’ questo il motivo per cui l’organismo di una persona contagiata subisce malattie e infezioni che, in condizioni normali, potrebbero essere curate più facilmente.
L’infezione non ha una propria specifica manifestazione, ma si rivela esclusivamente attraverso gli effetti che provoca sul sistema immunitario.
Una persona contagiata viene definita sieropositiva all’HIV. Pur essendo sieropositivi, è possibile vivere per anni senza alcun sintomo e accorgersi del contagio solo al manifestarsi di una malattia opportunistica. Sottoporsi al test della ricerca degli anticorpi anti-HIV è, quindi, l’unico modo di scoprire l’infezione.
I progressi della ricerca scientifica e l’uso della terapia HAART efficace (Highly Active Anti-Retroviral Therapy) hanno reso possibile allungare la vita di una persona sieropositiva per molti anni.
“Tra i ragazzi, maschi e femmine, di eta’ compresa tra i 16 e i 24 anni che presentano condilomi, la percentuale di positività all’HIV e’ del 22%”, ha affermato il presidente della Società italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo).
Ma non solo HIV: lo stesso Vittori si è detto preoccupato anche per la diffusione della clamidia, un’infezione sessualmente trasmissibile, dovuta un batterio, e che presenta manifestazioni sintomatiche piuttosto leggere, le cui conseguenze sull’apparato riproduttivo, però, possono essere rilevanti.
In conclusione, il presidente della Sigo ha sottolineato come sia “importante tutelare il patrimonio di salute delle donne, perchè nel loro caso c’è un plusvalore che e’ quello della riproduzione ed e’ li’ che c’è il futuro”.
di Matteo Aldamonte







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