Quante volte e su quante riviste capita di leggere puntualmente di fantomatiche diete miracolose: dieta della pizza, dieta dell’acqua, dieta dell’aria. Ce n’è davvero per tutti i gusti, per ogni età, per ogni reddito. Ce n’è per tutti, ma i risultati sono tutti un mistero.

E’ per questo, che ogni tipo di consulenza medica non può far altro che indirizzare le persone seriamente interessate ad avviare una dieta alimentare, presso uno specialista del settore, capace di indicare ad ogni singolo soggetto la soluzione più corretta.

Una personalizzazione della dieta, insomma. Ed è proprio ad un esaltazione di questo “procedimento” che mira il Centro di ricerca medica “Immunculus” di Mosca, in concerto con le farmacie italiane.

E’ qualcosa di leggermente più complicato, a dire il vero, ma che mira comunque a personalizzare in maniera perfetta le diete, adattandola esattamente al singolo individuo. Ed una corrispondenza corretta può aversi solamente attraverso il Dna.

Già, nulla di strano. L’alimentazione su misura verrà “disegnata” solo dopo un esame del Dna, grazie al quale sarà possibile stilare una perfetta mappatura genetica dell’individuo. Sulla base di quest’ultima, verrà poi costruita la dieta commisurata alle esigenze.

Ma non si tratterà mai di diete restrittive. Non è quella la strada giusta, come spiegato al meglio da Primo Vercelli, consulente del suddetto centro di ricerche, situato nella capitale russa di Mosca: “la cosa più importante per perdere i chili di troppo, e prevenire molte patologie legate al sovrappeso e all’obesità, non è eliminare a caso alcuni cibi dal menu, ma selezionare gli alimenti più idonei ad ogni individuo”.

“La risposta giusta – ha poi continuato – è quindi educarsi al controllo e alla scelta degli alimenti, individuando un piano alimentare personalizzato abbinato a un test del Dna mirato”.

Ma dove eseguire i test del Dna? Basterà recarsi presso una farmacia, dove un prelievo di saliva con l’apposito tampone costituirà la totalità delle operazioni “a vostro carico”. Il centro medico Vitalybra analizzerà poi l’esame, dando il responso necessario.

Come detto, non si mira, però, all’eliminazione categorica di determinate pietanze: bisogna solamente capire, a livello personale, quali sono quelle da poter assumere, e quelle da evitare. Tutto questo, tenendo in considerazione lo stato nutrizionale, i sintomi, i disturbi e la loro situazione clinica.

Infine, si, la situazione genetica è importante, ma al tempo stesso lo sono altri fattori. “Un buon programma nutrizionale deve tener conto del fattore genetico – illustra Claudio Tomella, specialista in scienza dell’alimentazione e dirigente medico presso la Asl di Milano – ma anche della situazione lavorativa, familiare, personale dell’individuo, nonché del suo gusto e del valore affettivo che alcuni cibi possono avere per lui”.

“Una dieta – ha poi concluso lo stesso Tomella – per essere efficace deve essere “facile” e, in qualche modo, gratificante”. Impossibile non dargli ragione.

di Matteo Aldamonte


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