L’autismo rappresenta un disturbo diffusosi purtroppo esponenzialmente nel corso degli ultimi vent’anni, un po’ su tutto il globo.

COS’E’ L’AUTISMO
Esso interessa la funzione celebrale: la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione, anche se attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione.

I SINTOMI DELL’AUTISMO
Questo disturbo, come detto, interessa la funzione celebrale. Esso azzera o limita, attraverso il fenomeno dell’ecoalia (ripetizione di parole udite, con intervalli immediati o più prolungati), la comunicazione verbale dei soggetti colpiti. Inoltre questi si muovono attraverso azioni stereotipate, e manifestano una grande attenzione all’abitudine, all’ordine delle cose: al contrario, l’inquietudine dovuta, ad esempio, allo spostamento di un oggetto ed all’impossibilità di riportarlo al suo posto originario, può provocare crisi di pianto o di riso, aggressività, ma anche passività assoluta dinanzi a qualsiasi stimolo.

I TRATTAMENTI DELLA MEDICINA VERSO L’AUTISMO
La natura complessa della malattia non ha permesso lo sviluppo di una ‘strada’ certa: non è possibile attuare trattamenti uguali per tutti i soggetti, per tutte le età, per tutte le molteplici esigenze. In ogni caso, sono previsti dei ‘percorsi’ di crescita, che vedono nelle figure dei genitori due pilastri fondamentali, poichè essi possono, durante la vita quotidiana, sfruttare il massimo periodo utile d’apprendimento dei bambini, limitando di fatto le conseguenze dovute allo sviluppo dell’autismo.

QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO CHE PROVOCANO L’AUTISMO?
Come detto, la medicina in quest’ambito non sa ancora offrire risposte certe e scientifiche. C’è comunque, in primo luogo, la convinzione secondo la quale la presenza, nell’albero genealogico, di altri soggetti autistici, possa portare a disturbi nei nuovi nati.

Al tempo stesso, sarebbe maggiore, secondo recenti ricerche, il rischio di essere affetti d’autismo nei bambini nati prematuramente. Secondo uno studio pubblicato sul “Journal of Pediatrics”, l’incidenza della malattia e’ più forte tra i piccoli venuti alla luce prima della 26/a settimana di gestazione, con una percentuale più alta dell’8%.

E’ sempre recente, inoltre, la ricerca resa nota dall’Università della California, la quale rivela come anche l’età della madre rappresenti un fattore fondamentale nelle percentuali di rischio legate all’autismo: lo studio parla di +50% per donne partorienti all’età di 40 anni.

Nel complesso, la percentuale aumenterebbe del 18% ogni cinque anni di vita della madre. Al contrario, non giocherebbe un ruolo rilevante l’età del genitore di sesso maschile.

L’AUTISMO IN ITALIA
E’ la Onlus Italia, fondazione Onlus, ad occuparsi in prima persona del problema dell’Autismo nel nostro paese. L’associazione dispone di un portale ben strutturato, in cui sono disponibili tutte le informazioni necessarie sulla patologia, e sul movimento Onlus.

di Matteo Aldamonte


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