E’ stato scelto il 10 Ottobre, giornata odierna, per celebrare l’Obesity Day. In tutta Italia, su iniziativa dell’ADI (Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica, Servizi Territoriali, Centri Obesità), si è voluto appunto porre l’attenzione su quello che è un consistente problema della società moderna.
Il 17% degli uomini ed il 21% delle donne italiane, infatti, risultato affetti da obesità, ovvero dalla presenza di eccessiva massa adiposa sul proprio corpo. Considerato un fattore di rischio per la salute, nei paesi “del benessere”, l’obesità facilita complicazioni quali disfunzioni cardiocircolatorie, diabete, problemi alle articolazioni, ictus e sindrome da apnea notturna.
Insomma, un vero problema anche per il nostro paese, nonostante le nostre percentuali siano minori a nazionali come USA e Gran Bretagna. Una tematica, questa, che l’ADI ha voluto affrontare dapprima con uno slogan: “Ogni grande impresa inizia sempre con un primo passo”.
Una frase creata e adottata per spiegare come l’obesità non sia una problematica da curare in pochi giorni. Serve pazienza, e soprattutto servono una serie di accorgimenti pratici, materiali e tangibili, senza i quali la nostra salute si ritrova in difficoltà.
Ed allora, tematiche come praticare attività fisica o condurre una sana alimentazione, sono state tutte alla base di questa giornata dedicata all’Obesity.
Nel frattempo, in concomitanza con consigli e campagne di sensibilizzazione, arrivano i primi dati: è la Basilicata, secondo i dati del Progetto Cuore, la regione con una maggior percentuale di popolazione “affetta” da obesità. Il 34% degli uomini, e ben il 42% delle donne, per l’esattezza.
Eppure, non sono poche le persone che sentono il bisogno dell’aiuto o della consulenza di un medico: il 57% di queste dichiara di aver ricevuto direttive precise su come affrontare il problema. Poi diventa tutto un problema di forza di volontà: il 38% di loro ha affermato di praticare costantemente attività fisica.
Tutto ciò, comunque, rimanendo nell’ambito della popolazione adulta. Il problema si complica, infatti, se scendiamo nell’ambito infantile e adolescenziale. Qui non ci sono numeri, ma le problematiche aumentano, poichè riguardano la crescita, e promettono di ripercuotersi nel futuro.
In definitiva, dati certi sono stati diffusi dal ministro Sacconi, che ha preso visione delle analisi condotte dal gruppo “Okkio alla salute”: è la Campania ad avere, in media, la percentuale più alta di persone obese (21%), seguita dalla Sicilia e dalla Calabria. Tutte sopra la media nazionale, pari al 12%.
di Matteo Aldamonte
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