Durante tutta la scorsa settimana, a tenere banco nel campo della medicina italiana è stato sicuramente il ricovero di alcuni atleti della Nazionale giovanile di pallamano del Cipro, impegnata nella Coppa Interamnia di Teramo, e posti in isolamento per sospetta influenza suina.

Tutta la nazione ha così avuto modo di conoscere, attraverso l’attenzione dei vari mass media, questo virus che ha provocato vittime in tutto il mondo, e in maniera particolare nell’America del Sud. Ma cos’è esattamente la cosiddetta influenza suina?

Il suo nome scientifico, per prima cosa, è quello di Influenza A/H1N1, e con esso si identifica quell’influenza derivante dalla:

[da Wikipedia]
“Trasmissione endemica di Orthomyxovirus dai suini all’uomo. I virus sono denominati Swine influenza virus (SIV)”.

Sino al 2005, questo virus colpiva con una certa frequenza solamente i suini, i quali riportavano problematiche alle vie respiratorie. Proprio nel Dicembre dell’anno indicato, però, è stato registrato il primo caso tra gli uomini, ai quali hanno fatto seguito numerose altre situazioni di contagio, tutte generalmente legate a persone che avevano avuto contatti stretti con i suini.

E’ nel 2009, quindi recentemente, che è stata dimostrata la possibilità di trasmissione del virus da una persona ad altre. Proprio il rischio del contagio aveva causato un certo movimento in Italia, nella città di Teramo, dove gli atleti del Cipro erano stati posti in isolamento.

Le origini dell’Influenza Suina vengono fatte risalire dagli esperti al 1918, e sono ricollegabili, per quanto riguarda la trasmissione nei confronti dell’uomo, alle metodologie di allevamento del bestiame, basate sull’utilizzo di mangimi animali.

Ma come si manifesta l’Influenza A/H1N1? Nell’uomo infetto, i sintomi sono principalmente a carattere respiratorio, e vanno a inglobare all’incirca le stesse conseguenze legate alla normale influenza: troveremo allora nausea, vomito e diarrea. E’ bene comunque tenere conto di come non vi sia la certezza sui vari sintomi, i quali sembrano variare a seconda delle zone in cui il virus si manifesta.

Combattere il virus, non conoscendone alla perfezione i sintomi, può apparire difficoltoso. Al contrario, una buona prevenzione è legata soprattutto ad azioni quotidiane che si tende a considerare come scontate: ecco che diviene importante lavare spesso e bene i denti, ma anche le mani, sempre con acqua e sapone. E’ nota in tal senso, negli USA, la campagna di prevenzione resa nota dal Governo.

Per quanto riguarda, infine, la cura individuata dai medici, va tenuto conto che, considerate le moderne metodologie che la medicina mette a disposizione, si parla di un’influenza al pari di quella che annualmente colpisce la popolazione. E’ in via di realizzazione, inoltre, un vaccino per prevenire il contagio.

di Matteo Aldamonte


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