“La mammografia digitale è una nuova metodica diagnostica che utilizza, per la formazione dell’immagine mammografica, una apparecchiatura denominata mammografo digitale [...] In mammografia digitale la pellicola radiografica è sostituita da un detettore: questo assorbe i raggi x trasmessi attraverso la mammella e converte la loro energia in segnali elettronici, che vengono digitalizzati e fissati nella memoria del computer”.

E’ questa la definizione tecnica, tratta dal portale specialistico Prevenia, che ci introduce alla novità di oggi: la mammografia digitale espone la donna a una minore dose di radiazioni. Per la precisione, parliamo di una percentuale pari a circa il 22% in meno rispetto ad altri metodi.

La dimostrazione pratica e reale arriva da uno studio diretto da Edward Hendrick, dell’Università del Colorado, a Denver, e pubblicato sulla rivista specializzata “American Journal of Roentgenology”.

Da dove proverrebbe questa diminuzione? Hendrick ha spiegato come la mammografia digitale sia in grado di sostituire la pellicola radiografica con un detector elettronico, il quale è in grado di assorbire i i raggi X trasmessi attraverso la mammella, di trasformarli in segnali elettronici, per poi digitalizzarli ed inserirli nel database del computer.

Quest’ultimo offrirà immediatamente un’immagine digitale, che compare su un monitor ad alta definizione e può essere zoomata, e che mette appunto in evidenza i risultati emersi nell’arco della prima parte della stessa mammografia digitale.

Una scoperta, quella di Ewdard Hendrick e del suo staff, che va a confermare i dati dello studio ‘Digital Mammography Imaging Screening Trial’, il quale dimostrò, coinvolgendo 49.528 donne, come la mammografia digitale fosse più sicura, perchè capace di ridurre sensibilmente la percentuale di raggi X.

di Matteo Aldamonte


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