Mangiare in fretta e furia. I tempi dettati dalla società odierna lo impongono, a volte in maniera quasi forzata: il manager, lo studente pieno di impegni, il giovane imprenditore, la donna in carriera, la mamma affaccendata. Il mondo va di fretta, inutile negarlo.

Questo costringe gran parte delle persone a non poter godere di quello che è un pranzo ben fatto, completo, equilibrato, e soprattutto ben gestito dal punto di vista temporale. Il classico panino al volo, più del cane, sta divenendo il vero amico dell’uomo di oggi.

Ma se tanto vi piace sentirsi impegnati, pieni di compiti e mansioni da svolgere, sappiate che questo non fa bene nè alla vostra alimentazione, nè tantomeno alla vostra linea. Già, perchè mangiare troppo in fretta e velocemente – udite, udite - fa ingrassare.

Nulla di inventato, di campato in aria, bensì ricerche scientifiche e dati certi. La scoperta è stata rivelata, in data odierna, tramite un articolo apparso sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM), ed è stata condotta sotto la supervisione di Alexander Kokkinos dell’ospedale Laiko ad Atene.

Una novità in fatto di alimentazione che giunge, quindi, dalla Grecia. Qui è stato infatti rilevato che, appunto, ingurgitare a velocità supersonica il pranzo farà, si, in modo che si possa tornare immediatamente ai propri impegni, ma al contrario non permetterà l’avvenire dei giusti procedimenti nel nostro organismo.

Gli ormoni “addetti” a spegnere la fame e portare il corpo ad un senso di sazietà e benessere, mangiando troppo in fretta non vengono prodotti in tempo il peptide YY (PYY) e il peptide glucagone simile (GLP-1), ovvero i suddetti ormoni, capaci di avvertire il cervello nel momento in cui è tempo di terminare il pasto.

I risultati della ricerca sono stati il risultato di un interessante sperimentazione: è stato chiesto ad alcuni volontari di mangiare, a velocità differenti, 300 millilitri di gelato, verificando nel contempo la capacità di peptide YY (PYY) e  peptide glucagone simile (GLP-1), di entrare in funzione.

Gli stessi, rimarrebbero a livelli bassi quando la velocità di consumazione del pasto aumenta. Portandoci, così, a continuare a mangiare, sino a raggiungere la tanto sperata sensazione di sazietà. E, conseguentemente, ingrassando inevitabilmente.

Insomma, “chi va piano, va sano e va lontano” si sol dire come proverbio. Un proverbio valido, come dimostrato, anche a tavola.

di Matteo Aldamonte


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