La lotta all’obesità, patologia particolarmente comune nei paesi più ricchi del globo, passa per una dieta sana e per l’utilizzo di un regime alimentare e fisico studiato, attento. Ma naturalmente non può essere sottovalutato l’aspetto medico di quella che è una vera e propria malattia, sulla quale la ricerca si sta muovendo in maniera importante per poter affiancare una efficace controffensiva, da affiancare proprio ad alimentazione e attività fisica.

L’ultima ricerca in materia, tutta italiana, ha portato con sé un passo avanti importante: sono state individuate, infatti, le cellule progenitrici del tessuto adiposo.

Condotto dai ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche e pubblicato sulla rivista “Cell Metabolism”, lo studio ha dunque individuato la presenza nell’organismo di una cellula staminale che ricopre i vasi sanguigni e che, per ragioni ancora non chiare, torna al suo stadio iniziale regredendo. Questa stessa cellula, inoltre, continua il suo percorso fino a diventare una cellula del tessuto adiposo bianco (che accumula grassi) o bruno (che brucia grassi).

Questa scoperta ha permesso agli studiosi di ipotizzare una nuova strada per combattere obesità, diabete e in generale tutte le malattie riguardanti la circolazione del sangue.

“Il prossimo step consisterà nel verificare i meccanismi che sono dietro questo processo di riprogrammazione fisiologico, per avere la capacità di manipolare la plasticità di queste cellule”, ha spiegato in occasione della pubblicazione Saverio Cinti, il coordinatore dello studio presso l’ateneo marchigiano. “La scoperta potrebbe dunque essere utile per malattie come obesità e diabete ma le implicazioni potrebbero essere enormi in tutti i campi della biologia”.

Aldilà del lavoro ancora da svolgere, Cinti ed il suo team si sono detti soddisfatti per avere raggiunto per primi “questo storico risultato che evidenzia come la cellula endoteliale sia in realtà il ‘serbatoio vivente’ delle cellule staminali adipose”.


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