Alle donne italiane, e soprattutto ai medici del Belpaese, il parto ‘programmato‘ piace. Non c’è altra spiegazione ai numeri record che ne sanciscono il boom, regalando al sud del paese la maglia nera, con la Campania in testa su tutte.

IL PARTO CESAREO [da PartoIndolore.com]
Tale termine ha origini latine – “caedere” ovvero “tagliare” – e consiste nell’estrazione del feto direttamente dall’addome della mamma, tramite un’incisione delle pareti addominale ed uterina. Tecnicamente parlando, esistono un paio di metodologie applicabili per la buona riuscita del parto:

Metodo Tradizionale, con la somministrazione di un anestetico locale, la cosiddetta anestesia peridurale (o epidurale) che addormenta la donna dalla vita in giù. Ad essa, poi, il ginecologo praticherà un’incisione orizzontale qualche centimetro sopra il pube, sino ad estrarre il feto;
Metodo di Stark, caratterizzata da un approccio meno invasivo, una minor perdita di sangue ed un decorso post operatorio più rapido in quanto chi opera pratica due sole incisioni: una sulla cute e una sull’utero.

I numeri italiani sono davvero impressionanti, e devono far riflettere. Partiamo da un dato: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito, in passato, che non più di un parto su sette, se non strettamente necessario, dev’essere eseguito tramite parto cesareo. Una percentuale del 15%, insomma.

Quest’ultima era stata portata al 20% dal Ministero della Salute italiano, con la raccomandazione di considerare il cesareo come un’eccezione.

Al contrario, i numeri parlano di un’abitudine consolidata nel nostro paese, perchè in grado, forse, di dare la certezza del giorno di nascita. Un parto ‘programmato’, dicevamo sopra, che è stato applicato addirittura nel 38% dei casi, superando di gran lunga soglie e raccomandazioni.

Statistiche e percentuali proseguono, andando a formare una vera e propria classifica delle regioni italiane. E se solo Bolzano, con il 20%, si avvicina ai limiti fissati dal Ministero della Sanità, la Campania ha fatto registrare un 61,8% di utilizzo del cesareo che lascia senza parole.

Già, perchè basterebbe pensare che il tasso di mortalità del bambino, con questa tipologia di nascita, si alza di quattro volte rispetto al parto normale, per imporre una riflessione più attenta. Un dato, quest’ultimo, che sarebbe utile conoscere, e che i medici italiani dovrebbero tenere bene a mente.

di Matteo Aldamonte


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