Il periodo appena successivo al parto rappresenta, per le neomamme, un momento di grande gioia, ma anche di grande difficoltà: c’è da crescere una nuova piccola creatura, la quale necessita di moltissime attenzioni, le quali, a loro volta, vanno comunque donate sempre nella maniera giusta.
Si tratta di una grande responsabilità, che l’istinto materno, gli affetti in famiglia ed i consigli medici aiutano a sorreggere al meglio sulle proprie spalle. Eppure, non sempre le neomamme colgono con positività questo periodo delicato, ed anzi, a volte si trovano a dover fare i conti con la sfiducia di essere inadatte.
La situazione può essere analizzata per gradi: è tipica, infatti, una piccola fase di sconforto e difficoltà, che prende il nome di Baby Blues, e la quale caratterizza, secondo alcune recenti analisi condotte nell’ambito del settore medico, ben l’80% delle partorienti.
Non si tratta, sia chiaro, di depressione vera e propria, ma il passo è breve. Così breve che è in netto aumento il numero delle neomamme colpite, appunto, da depressione, nel periodo appena successivo al parto, il cosiddetto post – partum. Ad oggi esse corrispondono al 15%.
Per quanto riguarda l’affrontare queste due casistiche così differenti per gravità, eppure consequenziali l’una all’altra, cominciamo con il Baby Blues, il quale risulta sicuramente gestibile in maniera più facile.
Esso tira in ballo senza dubbio tutte le persone vicine alla mamma, la quale si vedrà improvvisamente proiettata dinanzi ad una situazione nuova: ci sarà il bambino da accudire, il quale verrà prima di ogni altra cosa, ma ci saranno anche variazioni da non sottovalutare nella vita di tutti i giorni.
La depressione, invece, rappresenta una situazione sicuramente più complicata, la quale prende il via solitamente dopo alcuni mesi rispetto alla gravidanza.
Essa si denota da sintomi quali stanchezza e apatia da parte della neomamma. La quale però, solitamente, non reagisce e soprattutto non fa presente il suo stato d’animo, la sua condizione, un po’ per vergogna ed un po’ per non far preoccupare quanti ha attorno.
Sta proprio a questi ultimi, spesso, accorgersi della condizione di difficoltà, ed accompagnare la partoriente presso un esperto del settore, sempre indicato in casistiche come la medesima. Il tutto sarà, poi, facilmente risolvibile con sedute terapeutiche, o al massimo con l’assunzione di qualche farmaco ben specifico.
Un problema che, comunque, è purtroppo in aumento nelle madri del 2009. E se, nonostante si tratti di una situazione spiacevole e da evitare, la depressione post – partum sia comunque curabile con il giusto iter medico, arrivano altri dati sicuramente più negativi dall’Università di Tor Vergata.
Dall’ateneo della capitale, infatti, viene fuori che su un totale di quattrocento soggetti con disturbi dell’umore, un terzo ha avuto madri con depressione in gravidanza. Una problematica assolutamente da evitare, insomma, con l’aiuto delle persone giuste, per vivere di questo periodo solo la versione dolce e piacevole.
di Matteo Aldamonte
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