L’AIFA (Agenzia Italiana Farmaci), in consiglio con il Governo, ha dato ufficialmente il via libera all’utilizzo della pillola RU-486, utilizzata in qualità di metodo anticoncezionale, la quale potrà essere commercializzata e somministrata, così, anche nel Belpaese.
E mentre le regioni italiane si apprestano ad “incassare” la novità, impazza la polemica attorno alle recenti dichiarazioni di Bissoni, assessore alla Salute in Emilia – Romagna, il quale aveva parlato della possibilità di trattare la somministrazione del farmaco sulla base di un semplice Day Hospital ospedaliero.
Quanto sostenuto da Bissoni aveva causato reazioni di sdegno, soprattutto da parte di Laura Bianconi, senatrice del Pdl, la quale ha subito ricordato come “la legge dice che deve essere garantito il ricovero ospedaliero fino all’avvenuto aborto”.
Ed in effetti, quanto sostenuto dalla senatrice trova perfetta applicazione all’interno del testo legislativo emanato dal Governo, in materia:
“In particolare deve essere garantito il ricovero in una struttura sanitaria dal momento dell’assunzione del farmaco fino alla verifica dell’avvenuta espulsione del prodotto del concepimento”.
A spegnere la polemica, comunque, ci ha pensato stamane il ministro del Walfare, Sacconi, il quale ha ribadito quanto sostenuto dalla Bianconi. ”E’ evidente – ha detto il ministro – che occorre un ricovero nelle strutture del Servizio Sanitario, dal momento dell’assunzione al momento del completamento del processo”.
E mentre impazza, nonostante i tentativi di placare la situazione, il dibattito, sono interessanti i dati pubblicati dalle associazioni ospedaliere, in Toscana.
Qui, sino al 2006, si parlava di numeri altissimi per quel che riguarda gli aborti. L’allora ministro Francesco Storace parlava della Toscana come la “regione regina degli aborti in Italia”.
Basta pensare che dal Dicembre 2005 allo stesso mese dell’anno seguente, erano state ben 459 le donne a fare richiesta di interrompere la gravidanza, mediante l’ormai famigerata RU-486. Poi, un calo repentino: solo 141 le donne che, l’anno scorso, hanno deciso di ricorrere all’aborto, mediante il suddetto procedimento.
Una situazione, quella della Toscana, che si estende in maniera omogenea su tutto il territorio. Ma nel frattempo, è giunta, come detto, la delibera all’utilizzo dell’RU-486 da parte dell’AIFA. Dati o no, bisognerà adattarsi, attendendo le linee guida promesse dal Governo.
di Matteo Aldamonte
Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?