La delibera da parte dell’Aifa, pubblicata all’interno della Gazzetta Ufficiale, non ha fugato tutti i dubbi in merito alla regolamentazione vigente nel nostro paese, per quel che concerne l’Ru486, la pillola abortiva introdotta in gran parte dei paesi europei.

Le regole fissate dalla normativa vigente nel nostro paese erano poche, semplici, ed almeno stando alle polemiche emerse in questi ultimi giorni, non proprio così complete ed esaustive.

Ecco quanto stabilito dalla delibera dell’Aifa, con le informazioni tratte dal nostro ultimo articolo inerente l’Ru486:

[...] Essa, infatti, non potrà essere assunta oltre la settima settimana di gravidanza.

Inoltre, l’entrata in commercio del farmaco non riguarderà gli utenti, i cittadini: essa non sarà in vendita nelle farmacie, ma, al contrario, potrà essere somministrata solamente negli ospedali italiani, previa ricovero all’interno delle stesse strutture.

[...] Ricovero ospedaliero assolutamente necessario, quindi.

Lo stesso, comunque, dovrebbe estendersi a più giorni: infatti, la procedura di espulsione farmacologica del feto può non avvenire immediatamente, e per questo sarà necessario il monitoraggio continuo dello staff medico, che segua le pazienti da vicino sino ad aborto concluso.

Eppure, come dicevamo, sono sorte polemiche sul testo apparso nella Gazzetta Ufficiale, perchè oggetto di un’imperfezione particolarmente rilevante, e che potrebbe influire sulla salute delle pazienti, oltre che sulla posizione professionale dei medici.

L’incongruenza è individuabile nei tempi di somministrazione dell’Ru486: le normative europee prevedono un limite esteso sino alla 63esima settimana di gravidanza, che però la legge italiana riduce drasticamente alla 49esima settimana. Una differenza, questa, sostanziale e fatta emergere da una ricerca denominata ‘Dialogo sui farmaci’, la quale raccoglie i risultati scientifici della somministrazione del mifepristone.

Quali sono i rischi che donne e medici corrono? Le prime potrebbero vedersi venir meno una possibilità abortiva che, condivisibile o meno, tramite un corretto utilizzo sa rivelarsi sicura ed affidabile; mentre i medici, da par loro, non potranno nascondere le difficoltà nel somministrare il farmaco, in assenza di normative ben definite e convergenti sia in ambito nazionale, che continentale.

Rimane un mistero, in attesa che la vicenda di sviluppi, il perchè l’Agenzia Italiana del Farmaco non abbia avviato una discussione sul tema con le altre agenzie regolatorie europee, tralasciando, al contrario, una problematica di grande rilevanza.

di Matteo Aldamonte


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  1. [...] della pillola é stato stabilito che: Vi porto un link sui tempi e modi di somministrazione: http://www.ciakmedicina.com/ru486-e-…in-italia-453/ Pillola si o pillola [...]