Il mondo della medicina osserva, quest’oggi, una giornata totalmente dedicata alla malattia della Tubercolosi, fatta di approfondimenti, report, dati e statistiche anche nel nostro paese.
[da Wikipedia]
La tubercolosi o tisi, in sigla TBC, è una malattia infettiva causata da micobatteri, in particolare dal Mycobacterium tuberculosis, chiamato anche Bacillo di Koch.La tubercolosi attacca comunemente i polmoni (la tubercolosi polmonare, ma può anche interessare l’intestino , il sistema nervoso centrale, il sistema linfatico, l’apparato circolatorio, l’apparato genito-urinario, le ossa, le articolazioni e persino la pelle). Altri micobatteri come il Mycobacterium bovis, Mycobacterium africanum, Mycobacterium canetti e il Mycobacterium microti possono causare la tubercolosi, ma queste specie di solito non infettano soggetti adulti sani.
Un terzo della popolazione mondiale attuale è infettata dalla TBC, e nuove infezioni avvengono alla velocità di una per secondo. Non tutte le persone infette sviluppano la malattia completa; infezioni asintomatiche latenti sono molto comuni. Nonostante questo, circa una su dieci diventerà malattia attiva, che, se non trattata, uccide più della metà delle sue vittime.
In Italia, si diceva, sono stati diffusi alcuni dati, rilevati e resi noti in seguito ad un indagine del Ministero della Salute. Secondo i numeri pubblicati, il nostro paese ha ridotto in maniera molto significativa i casi di tubercolosi negli ultimi cinquant’anni (dal 1955 al 2008), passando da 12.247 a 4.418 (da 25,26 a 7,4 casi ogni 100.000 abitanti).
Lo stesso report ha poi evidenziato come sia bassa l’incidenza di questa patologie sulla base della popolazione generale, a causa della concentrazione maggiore dei casi in alcuni gruppi a rischio e in alcune classi di età.
Lo dimostra la maggiore incidenza, a partire dal 1999, che ha caratterizzato la terza età, gli anziani, anche se c’è da registrare, anche per loro, un decremento costante nel tempo (da 14 casi per 100.000 ultra sessantacinquenni nel 1999, a circa 8 casi per 100.000 nel 2008).
Si è dimostrata in costante aumento, sempre nel periodo compreso tra il 1999 ed il 2008, l’incidenza nei più giovani, ovvero i compresi tra i 18 ed i 24 anni. Dati interessanti, inoltre, hanno riguardato la categoria dei ‘cittadini non italiani’, i quali rappresentano il 36% sul totale dei casi.
di Matteo Aldamonte







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