Ha compiuto proprio oggi il suo primo mezzo secolo di vita: nessuna personalità, bensì la pillola anticoncezionale, che ha celebrato nell’ambito del Congresso europeo della contraccezione dell’Aja i suoi primi cinquant’anni di vita.
Sbarcata negli USA nel 1960, infatti, fu utilizzata liberamente nel nostro paese solo a partire dal 1971, mentre in precedenza adottarla come metodo anticoncezionale voleva dire violare l’articolo 553 del Codice Penale.
Ed in occasione del ‘compleanno’ della pillola, è stato portato avanti un sondaggio tra le donne italiane, circa il loro rapporto con questo metodo anticoncezionale: i risultati sono sorprendenti, poichè è emerso che la pillola è vista non solo come un buon metodo per evitare gravidanze indesiderate, bensì anche un elemento in più per migliorare la sessualità.
Per la precisione, l’80 per cento delle donne del Belpaese che ne fa uso, è convinto che la vita sessuale goda dei benefici derivanti dalla pillola. E sono sulla stessa lunghezza d’onda anche altre categorie, come chi non ne aveva mai fatto uso in passato, per paura degli ormoni (31 per cento), perché il partner era contrario (27 per cento) o per motivi religiosi (19 per cento).
Altri numeri significativi, comunque, sono emersi dalla ricerca: ad esempio, una donna su due si è pentita, ad oggi, della scelta. Mentre l’81 per cento di quelle che ne fa uso si sente sicura circa il metodo, a tal punto che lo consiglierebbe alla propria figlia.
Gran parte delle intervistate, poi, vede nella stessa pillola un alleato della salute fisica, ed in definitiva questa introduzione medica sarebbe considerata, la più importante rivoluzione del XX secolo, come spiega Pier Giorgio Crosignani dell’Università di Milano: “Ha permesso alle donne di scegliere come e quando diventare madri migliorando così le loro possibilità di autonomia e la stessa aspettativa di vita”.
In conclusione, i numeri resi noti all’interno della ricerca provengono tutti da un sondaggio condotto nella prima metà di maggio 2010 dal progetto “Scegli tu” della Società italiana di ginecologia e ostericia (Sigo), e presentato proprio oggi a L’Aja.
di Matteo Aldamonte







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