Sul fatto che sia importante nell’ambito dell’attività fisica, non c’è dubbio. E’ lo Stretching, termine traducibile in “allungamento”, il quale rappresenta l’anello di congiunzione tra la vita sedentaria e l’attività fisica.

La sua funzione principale è, appunto, quella di allungare i muscoli, di portare ad un miglioramento muscolare. Questo avviene, attraverso precisi esercizi, che portano al coinvolgimento di muscoli, tendini, ossa e articolazioni.

Naturalmente, il tutto va svolto correttamente, per evitare di ottenere solo dolori e problematiche, al contrario dei benefici sperati. Regola universale può essere, quindi, praticare un allungamento rilassato e prolungato, che non sia doloroso, e che, in termini di tempo, arrivi almeno a trenta secondi di estensione muscolare.

Molleggi, allungamenti dolorosi, oppure troppo brevi, rappresentano quindi tutte modalità errate, da evitare, per tenere lontani possibili problemi futuri al proprio fisico.

Fissate le basi del discorso, le discussioni vicine allo Stretching sono tuttavia accese attorno ad una tematica ben precisa: praticarlo prima dell’attività sportiva è utile, o no?

Alcune guide sul web, consigliano di allungare i propri muscoli prima dello sport, per rendere i muscoli più elastici e pronti allo sforzo che si va a compiere.

Nel mezzo altre posizioni, secondo le quali è, si, possibile praticare lo Stretching prima dell’attività vera e propria, ma esso va necessariamente anticipato da una breve fase di riscaldamento. “Può bastare anche qualche minuto di corsa e qualche esercizio di rotazione delle articolazioni”, recita in merito il portale Saperlo.it.

Infine, in contrapposizione con quanto spiegato sino ad ora, vi sono correnti di pensiero che vedono nello Stretching pre – gara solo un “metodo” per l’eccessivo rilassamento dei muscoli, e non per la preparazione di cui si va in cerca per evitare gli infortuni.

A tale proposito, è interessante l’analisi condotta da Kevin K. Wiemann, autore de “L’importanza dell’allungamento e dello stretching nella fase di riscaldamento prima dell’alta competizione”.

Egli parla, nelle pagine del suo libro, di Stretching pre – gara come qualcosa che non porta all’obiettivo. Superare i venti secondi nella fase di allungamento, infatti, sarebbe controproducente. Questo perchè “Se si allunga la muscolatura troppo a lungo si arriva ad una caduta del tono muscolare, il che rende il muscolo più lento e aumenta sensibilmente il pericolo di infortuni”.

Pareri illustri parlano della necessità, per l’atleta, di un allungamento dinamico, in movimento, con skippings e salti. Per rendere al meglio l’idea, un’ultima citazione di Wiemann: “Bisogna arrivare alla conclusione, che l’allungamento statico intensivo nella fase di riscaldamento ottiene esattamente l’effetto contrario di ciò che si spera solitamente: anziché un aumento della prestazione e una profilassi degli infortuni piuttosto una diminuzione della prestazione e aumento del rischio di infortunio.”

di Matteo Aldamonte


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