Sono le cosiddette donazioni ‘samaritane’. Donazioni, ovvero, che giungono ai pazienti da uno sconosciuto, e senza che vi sia l’esistenza di alcun legame di parentela o affettivo. Come avviene nelle donazioni di sangue, per intenderci.

Ecco, queste donazioni ‘samaritane’ hanno ricevuto oggi l’ok da parte Consiglio superiore di sanità (Css), e sono state quindi annunciate come possibili e liberamente realizzabili, tramite una comunicazione del ministro della Salute, Ferruccio Fazio. In precedenza, tra l’altro, era già arrivato il parere positivo anche da parte del Comitato Nazionale di Bioetica.

Sarà come donare il sangue, quindi. Anche la donazione di un organo potrà essere un qualcosa derivante da pura generosità nei confronti di un paziente, senza rapporti particolari. Ed oggi sono giunte, in seguito all’annuncio, anche una serie di raccomandazioni provenienti dal ministero della Salute.

In primis, particolare attenzione sarà rivolta al controllo circa la possibile nascita, vista la facilità nelle donazioni, di un vero e proprio mercato degli organi, con l’obiettivo di tutelare la privacy e garantire che il donatore sia sano e non trasmetta malattie a chi attende il trapianto.

“Sarà necessario – ha sottolineato Fazio – svolgere un’attenta valutazione psichiatrica e psicologica del donatore e del suo nucleo familiare”. Inoltre “per i primi dieci casi la donazione samaritana deve rientrare in un programma nazionale la cui gestione è affidata al Centro nazionale trapianti”.

La comunicazione dell’ok alle donazioni samaritane, tra l’altro, è arrivata a ridosso della Giornata nazionale per la donazione e trapianto di organi e tessuti, prevista per il prossimo 30 Maggio. Ed in tal senso, sono stati diffusi alcuni dati circa la donazione di organi nel nostro paese: gli italiani sono maggiormente predisposti a donare, con l’opposizione che è scesa, a fine Aprile 2010, dell’8,3 per cento.

Come sottolineato da Alessandro Nanni Costa, direttore del Cnt, “questi dati  pongono l’Italia al secondo posto dopo la Spagna in fatto di donazioni”.

di Matteo Aldamonte


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