Potrebbe arrivare dal nostro paese, grazie alla ricerche dell’Istituto tumori Regina Elena e il San Gallicano e dell’Istituto superiore di sanità, il vaccino per la cura del melanoma. Un’opportunità medica enorme, considerando che la neoplasia colpisce, oggi, oltre 7.500 persone in Italia.
COS’E’ IL MELANOMA? [da Salus.it] Il melanoma è soltanto uno dei tumori che colpiscono la pelle, ma è decisamente il più aggressivo e pericoloso. Questo tumore deve il suo noma al fatto che si sviluppa a partire da particolari cellule della pelle chiamate melanociti, che si trovano nello strato più esterno della pelle: l’epidermide.
Se non viene adeguatamente e tempestivamente trattato, il melanoma cutaneo si rivela mortale in un’altissima percentuale di casi, a differenza di altri tumori cutanei, che hanno origine da tipi di cellule diversi come le basali o le squamose.
È una malattia che colpisce prevalentemente gli adulti, e le popolazioni di pelle chiara, ma occasionalmente può manifestarsi anche in bambini e adolescenti.
UN NUOVO STUDIO TUTTO ITALIANO. La ricerca si fonderà su un campione di 50 casi, selezionati dall’Istituto tumori Regina Elena e il San Gallicano e dall’Istituto superiore di sanità secondo precisi parametri, ed i quali verranno sottoposti ad una terapia innovativa.
“I criteri per partecipare al protocollo – spiega Virginia Ferraresi dell’Oncologia medica dell’Ire – includono pazienti con melanoma” post-intervento, con più di 18 anni e “ad alto rischio di ricaduta, che non presentano alcuna metastasi, né clinica né radiologica. Il vaccino, inoltre, sarà somministrato solo a coloro che dopo un prelievo di sangue risultano positivi per l’antigene di istocompatibilità HLA-A*0201, presente in circa il 45% della popolazione italiana”.
Al centro dell’attenzione, come detto, un vaccino terapeutico, il cui trattamento è stato avviato, in una prima fase, tramite la combinazione con chemio o interferone alfa. “Ora abbiamo deciso di avviare la fase II: si tratta per noi di un lavoro strategico, che mostra come il risultato di una ricerca di base svolta in Istituto da oltre 20 anni possa essere trasferito nella pratica clinica – illustra Enrico Garaci, presidente dell’Iss -. Questo studio costituisce un’opportunità terapeutica enorme per quei pazienti che oggi non hanno alternative dal punto di vista della cura”.
Per tutti i pazienti che vorranno ricevere maggiori informazioni, è stato creato un sito internet ad hoc, da parte dell’Istituto superiore di sanità, dove è disponibile l’apposita sezione ‘Contattaci‘.
Uno studio, come detto, fondamentale per un tumore sempre più in aumento. “La buona notizia è che aumentano i casi diagnosticati in fase precoce, anche grazie a nuovi microscopi, capaci di mostrarci elementi sospetti per iniziare a sospettare la presenza di un problema precocemente”, aggiunge Caterina Catricalà, direttore del Dipartimento clinico sperimentale di dermatologia oncologica e della melenoma Unit del San Gallicano.
Ma, nonostante una collaborazione a due mani, per un progetto importantissimo nell’ambito della medicina italiana, “abbiamo bisogno di un sostegno sul piano economico”, concludono i ricercatori. Ricercatori alla ricerca di fondi. Questa è l’Italia.
di Matteo Aldamonte
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dopo 28 anni mi è tornato un melanoma (un neo operato con trapianto di pelle sul braccio sn. ed asportazione deli linfonodi della ascella.
Me ne sono accorto perchè mi ha preso le ossa dll’anca sn (con infiltrazione nuscolare nell’acetabolo sn.
Metastasi di 2 cm di diametro al fegato ed ai polmoni.
Ftte tre chemio (cisplatino) presso l’oncologia di Livorno Primario il dott Capuzzo : nessun risultato atteso.
Fatte 5 radazioni all’anca sn.: dolori spariti quasi del tutto, ripresa capacità motoria.