La novità arriva dall’Università di Melbourne, dove la dott.ssa Felice Jacka ha condotto un’interessante ricerca in tema di depressione. Quest’ultima è stata associata, mediante una specifica sperimentazione, all’alimentazione. Il rapporto tra le due ha riservato notizie meritevoli d’attenzione.
Potrebbe essere questo, infatti, il primo passo per quantomeno diminuire lo stato depressivo di un soggetto femminile, rimanendo lontani dai medicinali del caso: modificare la propria alimentazione, poichè i problemi psicologici sono più comuni fra le donne che consumano una maggior percentuale di cibi ricchi di grassi o comunque elaborati.
La dott.ssa Jacka ha portato avanti una ricerca molto ampia ed estesa nel tempo. Dieci anni di osservazioni, nella quale sono state prese in esame più di mille donne dell’intera popolazione australiana, a caccia di un collegamento tra la loro dieta abituale ed i loro squilibri psicologici.
Risultato: hamburger, patatine, zucchero, birra e bevande aromatizzate, ovvero gli alimenti grassi per eccellenza, che caratterizzano l’alimentazione occidentale moderna. E tutti sono in grado di aumentare sino ad una percentuale del 50% di cadere in depressione.
Frutta, verdura, carne magra, pesce e cereali, se consumate abitualmente, al contrario avrebbero la capacità di ridurre la suddetta percentuale addirittura del 30%.
Tutto ciò non tralasciando aspetti correlati sia alla depressione che alla dieta: stiamo parlando del peso, del livello di istruzione, delle condizioni economiche, dell’attività fisica e altro. Tutti elementi, questi, in grado di avere un ruolo importante nella psicologia umana.
Ma la dott.ssa Jacka ricorda che “non esiste una formula magica per una dieta anti-depressione. Tuttavia consumare prevalentemente frutta, verdura, cereali integrali, latticini e carne magra, e lasciare che dolci e cibi elaborati siano l’eccezione, è un valido aiuto non solo per il benessere fisico, ma anche psicologico”.
di Matteo Aldamonte
[Immagine - ItaliaSalute]







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