“Ragazzi, Vediamoci chiaro“. A dirlo, sul cartellone promozionale, è una ragazza la cui immagine viene mostrata in maniera sfocata e poco nitida, per rendere l’idea di una visione distorta della realtà. E’ questo il modo con cui il Ministero della Salute ha deciso di promuovere la sua iniziativa “Vediamoci chiaro“, in qualità di campagna contro l’abuso dell’Alcol tra i più giovani.
La misura, voluta dal Governo, è arrivata al seguito dei risultati evidenziati nel corso dell’Alcol Prevention Day 2009: è fortemente in aumento, infatti, il cosiddetto Binge Drinking, ovvero il poli consumo di bevande alcoliche soprattutto tra i minorenni e, in particolare, tra le ragazze.
E allora, in coincidenza con il periodo estivo, ideale per lo svago e il divertimento giovanile, prende il via “Vediamoci chiaro”, campagna di sensibilizzazione contro l’abuso di Alcol.
Naturalmente, lo stesso Ministero della Salute, in quanto promotore dell’iniziativa, si è soffermato sull’argomento, spendendo qualche parola. Si mira, infatti, alla “promozione di comportamenti e stili di consumo sani e nel favorire una corretta percezione dei limiti e una corretta valutazione delle responsabilità personali, soprattutto se ci si mette alla guida di un veicolo”.
Sono stimati attorno al 71% il numero di incidenti stradali legati all’abuso di alcol. Un numero troppo alto, che diviene enorme se si pensa che in gran parte dei casi, protagonisti di tali sventure sono giovani compresi tra i 21 ed i 24 anni.
In definitiva, la campagna “Vediamoci chiaro”, che ha preso il via ufficialmente lo scorso 2 Agosto, si chiuderà il prossimo 9 Settembre. Ma l’invito, più che accorato, a mantenere l’attenzione “L’Alcol altera la capacità di percezione e di reazione. Non beviamo mai prima di guidare. Potremmo mettere in pericolo la nostra vita e quella degli altri. Con l’alcol non si scherza” rimane valido durante tutto l’anno.
Intanto, prosegue lo stato di controllo da parte delle forze dell’ordine, dopo la misura introdotta che vieta la vendita di Alcol a minori di 16 anni. In un articolo apparso stamane sul quotidiano online “Il Giornale” si apprende come siano stati quattro, sino ad ora, i giovani multati.
di Matteo Aldamonte
Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?